2017, il volontariato cambia pelle. Dall’impresa alla famiglia, tutti i “cuori in azione”. Grazie anche alla tecnologia – Nati Per

2017, il volontariato cambia pelle. Dall’impresa alla famiglia, tutti i “cuori in azione”. Grazie anche alla tecnologia

10 Mar 2017

Illustrazione di Gio Pastori

Fra le grandi tendenze degli ultimi anni, il volontariato cambia pelle.

Si ridefinisce, si struttura per campi e specificità, grazie soprattutto alla tecnologia e all’ingresso nelle aziende. Lascia andare la retorica e si concentra sull’ingegnerizzazione, gli obiettivi, i canali. In una parola: sulla professionalità.

Questo lo scenario del volontariato, che apre il 2017 aumentando la “specializzazione funzionale”: il fatto cioè che ogni organizzazione di volontariato tende a concentrare il proprio intervento in un numero sempre più ridotto di settori, piuttosto che articolarsi in azioni che afferiscono ad una molteplicità di campi d’intervento.

Il volontariato sposa tutela e advocacy

La macrotendenza è che dentro le aziende aumentano i gruppi che si occupano di volontariato, imponendo un nuovo orientamento delle risorse spontanee non solo verso le emergenze ma anche in risposta agli effetti della crisi economica e l’arretramento delle risorse disponibili. In particolare, nelle aziende il tema volontariato sposa la tutela e l’advocacy, soprattutto del territorio, i beni artistici, la protezione civile e di volontariato internazionale. Questa tendenza vede il settore per la tutela dei beni pubblici in crescita anche in conseguenza della crisi della gestione del patrimonio ambientale e culturale che sta vivendo il Paese.

Nuove direttrici e trasformazione di genere

Ma come si fa volontariato fuori dall’azienda? Come nella società anche nel volontariato c’è una trasformazione. Di modi e di genere. Se gli uomini rimangono oltre la maggioranza, sta aumentando la presenza delle donne, altamente sensibili all’innovazione e capaci di portare dinamismo, attenzione etica e collaborativa. Dopodiché, quattro sono le direttrici principali che disegnano gli scenari aziendali del volontariato 2017.

  1. Le transizioni demografiche: famiglia, generazioni e migrazioni.
  2. La persistenza, il consolidamento e la genesi dei bisogni sociali.
  3. Le trasformazione manageriale del “welfare”.
  4. I cambiamenti culturali, in particolare l’integrazione, la fragilità sociale, la sostenibilità, le emergenze.

Ti faccio un assegno. In ore

Una forma ormai radicata di volontariato fuori dall’azienda è la banca del tempo. Fuori dall’azienda le persone scambiano reciprocamente attività, servizi, saperi. Si tratta quindi di “luoghi nei quali si recuperano le abitudini ormai perdute di mutuo aiuto tipiche dei rapporti di buon vicinato. Oppure si estende a persone prima sconosciute l’aiuto abituale che ci si scambia tra appartenenti alla stessa famiglia o ai gruppi di amici”. Organizzate come un istituto di credito, in cui le transazioni sono basate sulla circolazione del tempo, anziché del denaro, nelle Banche del Tempo non si maturano interessi né in passivo e né in negativo. Occorre soltanto avere il conto in pareggio. I “correntisti” usano assegni come quelli delle normali banche in cui depositano le ore impiegate a realizzare attività a favore di altri “correntisti”, acquisendo la disponibilità di un credito di pari valore in termini di ore. Spenderanno tale credito per usufruire a loro volta di prestazioni effettuate da aderenti alla Banca del Tempo.

Cuori in Azione

Una strategia di volontariato con un focus sulle nuove generazioni e l’idea chiave di fare leva sull’expertise di AXA per educare e proteggere. È questo il pensiero che anima «AXA Cuori in Azione», l’associazione di volontariato aziendale nata nel 2000 in Italia e presente in tutte le entità del Gruppo AXA nel mondo. AXA Cuori in Azione è diventata un pilastro della Strategia di Corporate Responsibility di AXA Italia, grazie a iniziative nazionali con partner di primo piano, come Junior Achievement, AIRC, WeWorld, ActionAid e all’attenzione per le realtà locali attraverso iniziative concrete e strutturate. Tutto questo con un focus sul tema dell’inclusione sociale, specialmente per le nuove generazioni.

Si è rafforzato il volontariato di competenza, con il coinvolgimento dei collaboratori e del management di AXA in progetti come Insure your Success e Impresa in Azione con Junior Achivement Italia, Lavoro di Squadra con ActionAid, il concorso letterario a Rebibbia e le attività di consulenza per le start-up. Allo stesso tempo si è confermato il volontariato di prossimità come fattore chiave della strategia di AXA Cuori in Azione: attraverso interventi mirati e concreti è stato possibile offrire un sostegno tangibile alla comunità e si è rafforzato lo spirito di gruppo dell’associazione.

Crowdfunding, volontariato di competenza, innovazione sociale

La tecnologia è qualcosa di più di un mezzo. È una vera e propria dimensione anche per il volontariato d’impresa, che permette di realizzare con un’unica azione due obiettivi di CSR: intervenire sui bisogni della comunità e rendere i dipendenti protagonisti di un’esperienza che crea identità, partecipazione e benessere. Fra queste il volontariato di competenza sta diventando una delle scelte preferite dalle aziende, che mettono a disposizione di chi lavora nel campo sociale il grande patrimonio di cui dispongono al proprio interno, aumentando  così la propria corporate social responsibility. In Italia sono sempre più numerose le aziende che mettono a disposizione personale proprio in progetti di filantropia, che tramite la tecnologia uniscono impresa 3e società con effetti virtuosi su motivazione, appartenenza, nuove capacità.

Come definire il volontariato d’impresa?

Sodalitas ha messo a punto 5 fasi da cui passa la realizzazione di un’iniziativa di volontariato d’impresa efficace e di successo.

La prima è la pianificazione: la scelta di impegnarsi nel volontariato d’impresa deve essere inclusa nella strategia di Responsabilità Sociale dell’azienda, e i contenuti di ogni iniziativa concretamente realizzata devono esprimere un forte grado di coerenza con gli obiettivi strategici.

Viene poi la programmazione: l’azienda che vuole fare volontariato e deve scegliere il partner mettere a fuoco insieme e condividere l’impatto atteso dalla partnership, definire accuratamente le risorse (economiche e umane) necessarie per il successo. Si arriva quindi alla messa a terra, ovvero alla fase di realizzazione: il monitoraggio deve essere continuo e tempestivo, per assicurare il rispetto dei tempi e il raggiungimento degli obiettivi, e decidere per tempo le correzioni opportune. La penultima parte è la valutazione: valutare un’iniziativa di volontariato aziendale significa identificare i beneficiari dell’iniziativa e misurare il valore generato su di loro. Infine, c’è il project management e la comunicazione, che rappresenta la spina dorsale di tutta l’attività, e va indirizzata sia all’interno dell’impresa e dell’organizzazione che all’esterno, predisponendo il più possibile azioni congiunte di cui condividere risultati e feedback.

Nove buone ragioni per farlo

La ONG americana Wisebread ha stilato nove buone ragioni per fare volontariato aziendale. Il portale del no profit Vita le ha tradotte e apparentemente funzionano anche in Europa. Giudicate voi:

  1. Sviluppa competenze. Fare volontariato permette di mettere alla prova sul campo i propri talenti, e di apprendere nuove competenze. Se si agisce insieme ad altri, come spesso capita, si possono mettere in comune le esperienze e imparare da chi già sa fare cose per voi nuove. Ovviamente le competenze acquisite si possono spendere poi nel resto della vita, sul lavoro, nel percorso di studi e in qualunque campo.

  2. Dà un esempio ai giovani. Le nuove generazioni devono imparare il valore della gratuità, e voi potete contribuire a questo insegnamento. Facendo volontariato con i giovani, soprattutto con i bambini, potrete contribuire a migliorare il loro futuro concretamente; chi riceve aiuto gratuito è poi molto più propenso a fare qualcosa per gli altri, una volta diventato adulto.

  3. Aiuta sul lavoro. Molti “colleghi” volontari che conoscerete potrebbero un giorno dare una mano anche a voi in campo lavorativo. E’ sorprendente quanto possa essere utile il passa parola, soprattutto se siete alla ricerca di prima occupazione o di un lavoro migliore. Per di più questi compagni di volontariato vi conosceranno come una persona altruista, disponibile, estroversa ma anche pronta a lavorare sodo. Chi non assumerebbe un tipo così?

  4. Aiuta sul lavoro/2. L’attività di volontariato potrebbe esservi molto utile anche se non cercate lavoro perché l’avete già. Le abilità che conquisterete attraverso l’esperienza solidale vi possono aiutare a migliorarvi anche nel settore lavorativo, e quindi a fare carriera. Tutti i datori di lavoro sono normalmente attratti dalle qualità di un leader, e scegliendo di fare volontariato avete già dimostrato di possederne un bel po’.

  5. Fa risparmiare soldi. Vi piacerebbe dare una mano alla vostra associazione preferita ma non avete molto da spendere? Offrire il vostro lavoro in cambio di una donazione è molto più importante per l’organizzazione e molto più vantaggioso per voi. Non è necessario impegnarsi due o tre volte la settimana: basta anche solo aiutare in occasione di eventi speciali, fiere, vendite straordinarie. Bastano davvero poche ore al mese.

  6. Aiuta a trovare nuovi amici. Non c’è modo più facile e interessante di farsi nuovi amici che lavorare per un’associazione di volontariato. Oltretutto si tratta generalmente di persone simpatiche, generose, disinteressate. Insomma, gli amici perfetti per chiunque.

  7. Riempie la vita. Perché sprecare il tempo libero nei centri commerciali o davanti alla tv? Fare volontariato è molto meglio: si partecipa ad attività interessanti, si mettono in circolo le idee, si fanno nuove esperienze, si esce di casa! Molti volontari hanno visto riempirsi senza sforzo la loro agenda sociale in poco tempo, e si divertono molto più di prima.

  8. Fa viaggiare. Potete fare volontariato per l’associazione sotto casa, o sceglierne una che lavora all’estero. In questo caso avrete l’opportunità di viaggiare e vedere nuovi paesi a costi contenuti, contribuendo inoltre a migliorare le condizioni di vita di popoli lontani. Anche il turismo sociale è un’ottima occasione per migliorare se stessi e il mondo.

  9. Insegna a dire grazie. Uno dei regali migliori dell’attività di volontariato è che vi fa rendere conto di quanto siete fortunati rispetto ad altre persone. E per questo vi insegna a dire grazie e a smettere di volere sempre di più, all’infinito. Vi cambia la prospettiva: capirete cosa conta davvero nella vita e vivrete in modo più semplice, autentico e rilassato.

     

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