Ancora fame di innovazione? Ecco altri 3 gusti del nostro bignè ripieno di Insurtech – Nati Per

Ancora fame di innovazione? Ecco altri 3 gusti del nostro bignè ripieno di Insurtech

09 Mag 2018

Blockchain flambè

La blockchain va immaginata come un grande database a cui tutti hanno accesso. Questo database è  fatto di blocchi collegati l’uno all’altro in una rete costituita da tanti nodi, tanti computer. All’interno del database sono registrate tutte le operazioni e gli scambi che avvengono tra utenti della Rete con una moneta digitale, come i bitcoin. La blockchain nasce infatti proprio dalla tecnologia alla base della criptovaluta. Le informazioni su scambi e operazioni restano poi sulla Rete e non possono essere modificate o cancellate. La tecnologia ha dimostrato di riuscire a sposarsi con diversi ambiti, grazie proprio alle sue caratteristiche principali, come la trasparenza. Tutti accedono alle info e possono verificarle, rendendo inutili le forme di intermediazione, di cui le aziende si servono oggi. Quello assicurativo è uno dei settori in cui la tecnologia può essere adottata. Lo testimonia fizzy, la piattaforma lanciata da AXA. Come funziona? Attraverso la blockchain di Ethereum si offre l’opportunità a chi stipula una polizza di ottenere il rimborso immediato di un biglietto aereo in caso di ritardo del volo superiore alle due ore. Niente più intermediazione e fogli da compilare per chiedere un rimborso: tutto avviene in modo immediato.

Chatbot e vaniglia

Per capire cos’è un chatbot bisogna partire dalla parola bot, che non è altro che l’abbreviazione di robot. Un bot è un software che sa interagire con gli esseri umani usando il loro linguaggio. Siri e Cortana sono i primi esempi di bot, messi a disposizione rispettivamente da Apple e da Microsoft. I bot acquisiscono un’importanza crescente quando Mark Zuckerberg annuncia la possibilità di integrarli con Messenger, dando vita all’era dei chatbot. Nascono così i primi software che consentono agli utenti di ordinare, prenotare, avere consigli su un prodotto, scrivendo semplicemente dei messaggi sulla chat di Facebook. Per comprendere ancora meglio i chabot bisogna introdurre il concetto di intelligenza artificiale, ovvero lo studio e la creazione di macchine che imitano il comportamento del cervello umano. Grazie all’IA, i chatbot imparano ad apprendere dai comportamenti degli utenti e assumono sempre più autonomia nell’interazione con gli esseri umani.

Bitcoin in foglia d’oro

La parola “bitcoin” assume un doppio significato. Nell’accezione con la “b” maiuscola si riferisce alla tecnologia ideata nel 2009 da Satoshi Nakamoto (il nome fittizio dell’inventore) per generare moneta digitale. Con la “b” minuscola bitcoin è la prima criptomoneta realizzata sul sistema. I bitcoin sono la prima moneta decentralizzata, non controllata dai circuiti tradizionali. Per ottenerla, esiste un processo che si chiama “mining”. In sostanza, si utilizza la forza di calcolo di un computer o una serie di computer collegati per risolvere algoritmi complessi ed “estrarre” dalla Rete la criptomoneta. A cosa serve? Come una normale moneta serve a comprare beni e servizi presso uno degli 11mila retail che oggi l’accettano come forma di pagamento. Il suo valore è nella sua rarità: i bitcoin sono come l’oro, una risorsa finita. Sono in tutto 21 milioni. Di questi, solo il 20% resta ancora da minare.

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