Arriva la bottiglia d’acqua fatta di alghe, è biodegradabile e commestibile – Nati Per

Arriva la bottiglia d’acqua fatta di alghe, è biodegradabile e commestibile

25 Ago 2016

Una soluzione al problema dello smaltimento della plastica. L’invenzione viene dall’Islanda e potrebbe presto sostituire le bottiglie tradizionali

Una bottiglia completamente biodegradabile che si può anche mangiare, l’ha inventata uno studente islandese e presto potremmo trovarla sulle tavole delle nostre case e dei nostri ristoranti preferiti. Quello dello smaltimento della plastica è un problema a cui nei prossimi anni bisognerà trovare una soluzione, anche perché la plastica è una delle maggiori nemiche dell’ambiente.

Difficile da smaltire, soprattutto quella “micro”, rappresenta uno dei maggiori fattori inquinati degli oceani, creando danni sia all’ecosistema naturale che a moltissime specie animali. Per capire l’entità del problema basta pensare che nell’oceano pacifico si è creata la Great Pacific Garbage Patch un’isola fatta solo di plastica e immondizia. Questa concentrazione, oltre che dall’effetto delle correnti, dipende dal fatto che la plastica non è biodegradabile e permane per tempi lunghissimi nell’ambiente. Una lentissima degradazione a opera principalmente della luce del Sole, scompone i frammenti plastici in sottili filamenti caratteristici delle catene di polimeri. Questi residui, non sono metabolizzabili dagli organismi, e finiscono per formare un vera e propria isola di plastica nell’acqua salata dell’oceano.

Proprio per trovare una soluzione allo smaltimento delle numerose bottiglie che utilizziamo tutti i giorni, Arl Jonsson, studente dell’Accademia di design di Reykjavík ha deciso di studiare e creare un materiale sostenibile, alternativo alla plastica, con cui fare delle bottiglie innovative:

Di cosa sono fatte le bottiglie

Il materiale è composto da acqua e agar, sottoprodotto della lavorazione delle alghe rosse. Entrambi ecologici e per nulla inquinanti. Arrivare alla composizione finale delle bottiglie non è stato facile: «Ho valutato molti ingredienti fino a scegliere quelli che potevano rispondere meglio alle esigenze iniziali».

La polvere, venendo a contatto con l’acqua, subisce una sorta di metamorfosi diventando simile a un comune gel. Per arrivare alla composizione della bottiglia è bastato cuocere a fuoco lento il materiale, versarlo in stampi appositi da riporre, in un secondo momento, in un congelatore. La solidificazione, ultimo stadio del processo, determinava l’oggetto finale.

C’è un solo problema: «L’acqua, dopo un certo periodo, avrà un piccolo retrogusto d’alga. Ma basta abituarsi»

 

Una bottiglia da mangiare

Jónsson ha presentato, per la prima volta alla stampa, il suo progetto durante il festival DesignMarch, uno dei più importanti appuntamenti sul tema dell’Islanda: «Il 50% della plastica viene usato solo una volta prima di essere gettato via. Così ho studiato un modo per sostituire parte dell’incredibile quantità di plastica che produciamo, usiamo e buttiamo via ogni giorno».

E non è finita qui. Visto che è composta da materiali al 100% naturali, la bottiglia è anche commestibile. Una volta che ha terminato il suo compito come “recipiente” può diventare tranquillamente il pranzo o la cena di chi la possiede. Basta solamente apprezzare il sapore forte delle alghe che la compongono.

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