Arte tra protezione, innovazione e sostenibilità – Nati Per

Arte tra protezione, innovazione e sostenibilità

15 Dic 2016

di Franco Bernabè,  Presidente @Fondazione La Quadriennale di Roma, per AXA Newsroom 

La 16 Quadriennale d’Arte che è in corso a Roma a Palazzo delle Esposizioni in via Nazionale fino all’8 gennaio 2017 ha assegnato, attraverso una giuria internazionale composta da Ferran Barenblit, Volker Feierabend e Susanne Pfeffer, i due premi messi a disposizione rispettivamente dell’opera più meritevole e della migliore opera di un’artista con meno di 35 anni. Si è trattato di scegliere tra 150 opere frutto del lavoro di 99 artisti: opere che parlano del presente, interrogandolo nei suoi diversi aspetti: politica e gioco delle parti, antropologia, migrazione e immigrazione, riuso come nuova prospettiva, tecnologie digitali.

Guardando alle opere, una delle caratteristiche che emerge con più forza è la presenza di installazioni visive, suoni, film e video arte. I nuovi media si stanno affacciando sempre di più come elementi del nuovo linguaggio espressivo dell’arti non in sostituzione ma in associazione a linguaggi più tradizionali.

Tornando ai premi, i vincitori sono stati: Rossella Biscotti (Molfetta, 1978) che vince il Premio Quadriennale 16, con “Il viaggio” (2016), un’opera che analizza le migrazioni in atto nel Mediterraneo che ridefiniscono l’immagine e la geografia antropica di tutti i Paesi che vi si affacciano.

Il Premio illy Under 35 è stato assegnato invece ad Adelita Husni-Bey, giovane artista italo libica nata nel 1985 (di questi giorni inoltre è la notizia della sua partecipazione al Padiglione Italia della prossima Biennale di Venezia). L’opera con cui vince il premio è “Agency – Giochi di Potere”, un video del 2014 nato dopo un workshop di gruppo organizzato e svolto dall’artista in un liceo romano in cui ha invitato i ragazzi a impersonare i ruoli di diverse categorie professionali (banchieri, giornalisti, lobbisti). Questo lavoro è stato premiato per la sua carica di ottimismo che si giova della complicità dei protagonisti e del pubblico.

L’opera di Adelita Husni-Bey, oltre a dimostrare questo forte legame con il presente, solleva altri problemi che toccano i temi di arte, protezione e tutela delle opere. È un’opera video, un’opera che si adatta perfettamente al trend odierno attraversando i temi della riproducibilità dell’opera e della sua diffusione solo attraverso piattaforme tecnologiche, o digitali.

Paradossalmente le opere d’arte digitale sono, in virtù delle loro caratteristiche tecniche, ampiamente deperibili: pertanto il concetto di copyright (e dunque di tutela), lavora di pari passo con l’attività di assicurare e proteggere il loro valore nel tempo. Questo anche alla luce del fatto che il mercato della video arte non è forte come quello che muove altre espressioni artistiche (penso in primo luogo alla pittura e alla fotografia): esso vanta un’ampia presenza mediatica all’interno di festival e rassegne di diversa natura, ma non è ancora riuscito a trovare un suo preciso modello economico.

Cos’è che contraddistingue l’opera? L’unicità, che è una delle principali spinte al collezionismo, ossia la sensazione di possedere un prodotto del pensiero umano che non ha eguali. La tutela di questa unicità, ancora inesplorata, potrebbe rappresentare una nuova frontiera del settore assicurativo applicato all’arte, che potrebbe avere (nel medio lungo periodo), delle ricadute positive a livello di mercato.

Punteggio: 5.0. da 2 valutazioni.
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