Asili nido, smart working e un manifesto: come cambia il welfare in azienda – Nati Per

Asili nido, smart working e un manifesto: come cambia il welfare in azienda

19 Set 2017

Sempre più donne in Italia lavorano e riescono a conciliare vita familiare e carriera, lo dicono i dati ISTAT che confermano che il tasso di occupazione femminile è salito al 49,1%, il livello più alto registrato nelle serie storiche iniziate nel 1977.

E sono le stesse statistiche a sottolineare quanto sia importante che le donne lavorino, Banca D’Italia ha dichiarato che “se lavorasse il 60% delle donne il Pil crescerebbe del 7%”. Le aziende si stanno muovendo in questo senso promuovendo pratiche come lo smart working che consente di lavorare da postazioni diverse dall’ufficio grazie all’uso dei device tecnologici e a tool che permettono di rimanere in contatto anche da remoto. Proprio per lavorare nella direzione di promuovere l’occupazione femminile in azienda è nato il manifesto di Valore D che è stato firmato da oltre 160 aziende tra cui anche AXA Italia. Il manifesto si compone di 9 punti che le aziende si impegnano a rispettare per riuscire a colmare il gender gap nel mondo del lavoro.

Asili aziendali e costi della genitorialità

Se è vero che diventare genitori implica costi importanti, è anche vero che molte aziende stanno cominciando a cambiare mentalità e a sostenere i dipendenti che assumono il doppio ruolo di genitori e lavoratori: i costi della genitorialità  possono essere fortemente contenuti rafforzando i servizi per l’infanzia, come già accade in quei casi nei quali vengono creati programmi specifici per coniugare lavoro e figli tramite strumenti di welfare complementare. Un dato positivo ci viene anche  dall’ultimo monitoraggio del ministero del Lavoro sui premi di produttività. E’ emerso infatti che tra 12.711 contratti “attivi”, 3.909 (quindi quasi uno su tre) offrono ai dipendenti la possibilità di scegliere il welfare aziendale “esentasse” in alternativa al bonus monetario in busta paga (tassato al 10 per cento). I numeri, certo, sono ancora di nicchia: ma il trend registrato dai bollettini mensili è incoraggiante.

Congedo parentale anche per i papà

E se è vero che quando si parla di bambini le donne sono in prima linea, è anche vero che anche i papà hanno e devono avere sempre di più la loro parte. Alcune aziende si sono già mosse verso questa direzione promuovendo un congedo parentale più lungo per i dipendenti. Il gruppo AXA ha introdotto dal 2017 una nuova politica parentale che consente a tutti i dipendenti dei 64 Paesi in cui è presente il gruppo, di beneficiare di un congedo minimo di maternità di 16 settimane e di un congedo di paternità di 4 settimane, interamente retribuiti. Politica che si applica anche in caso di adozione. Lo scopo di queste scelte aziendali è chiaro: attirare e far crescere i talenti migliori in azienda sostenendoli in tutte le fasi della loro vita.

Anche AXA Italia sostiene da tempo questo approccio al welfare complementare: tra i finalisti di #NatiPer c’è anche Needo, una startup che punta a portare gli asili nido dove fino a oggi non c’erano. Vota qui!

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