Auto che si guidano da sole: quali i rischi per i pedoni? – Nati Per

Auto che si guidano da sole: quali i rischi per i pedoni?

07 Set 2017

Oggi parlare di automobili automatizzate non è più fantascienza, e in un futuro prossimo la guida automatica sarà realtà: l’installazione sulle moderne vetture dei sistemi di assistenza alla guida (che stanno diventando la norma) è l’inizio dello sviluppo che porterà a questa incredibile innovazione. Presto ci si abituerà facilmente alla guida automatica su lunghe distanze in autostrada, in cui però il conducente dovrà ancora sempre avere la piena responsabilità di monitorare le situazioni di guida. Il vero grande passo nel futuro si avrà quando si renderà disponibile la guida altamente automatizzata in cui il conducente potrà essere in grado di utilizzare una parte del tempo che passa “alla guida” per altre cose, mentre il veicolo assume pienamente il controllo e la piena responsabilità assicurativa.

Un aspetto da non sottovalutare sarà la forma che avranno questi veicoli, perché dovranno essere intuitivi e in grado di comunicare al meglio con l’ambiente circostante. A tale proposito designer e ingegneri possono sbizzarrirsi: dai fari abbaglianti automatizzati a segnali sonori di vario tipo, dalle istruzioni vocali ai testi scritti proiettati per comunicare le prossime mosse dell’auto-autista.

Nel tentativo di capire meglio come i pedoni reagiranno ai veicoli automatici, alcuni ingegneri robotici dell’Università di Duke (Carolina del Nord) hanno fatto un esperimento per confrontare l’efficacia di diversi prototipi nella comunicazione tra veicoli e pedoni: i ricercatori hanno utilizzato un furgone con le sembianze di un veicolo senza guidatore munito di uno schermo con le scritte walk (cammina), don’t walk (non camminare) e con indicata la velocità a cui stava viaggiando. È emerso è che molti pedoni hanno ignorato il monitor (solo il 12% ha utilizzato il display per decidere quando attraversare) e si sono affidati a comportamenti standard, come giudicare a occhio la velocità dell’auto e valutare quanto velocemente attraversare la strada. Questo perché gli esseri umani sono abituati a comunicare con altri esseri umani, non con le macchine.

Le automobili guidate dall’uomo diventeranno sempre meno comuni, e gli istituti di ricerca continueranno a studiare come i pedoni rispondono a questa tecnologia in modo da poter meglio garantire la sicurezza di tutti. La comunicazione tra auto senza conducente e pedoni potrà funzionare solo se i pedoni risponderanno agli stimoli delle auto. Ma fare in modo che le persone rispondano a nuovi segnali, o anche solo fare sì che li capiscano, non è semplice.

Negli Stati Uniti circa 5000 pedoni sono stati uccisi dalle automobili nel 2014, secondo i dati della National Highway Traffic Safety Administration. Le auto senza conducente potrebbero ridurre in modo significativo questi numeri. Anche se in realtà, come dimostrano i ricercatori della Duke, molti incidenti sono causati dalla poca attenzione e avventatezza dei pedoni nell’attraversare la strada. Anche le migliori automobili automatizzate non potranno evitare del tutto gli incidenti, a meno che non si trovi il modo di rendere i pedoni più prudenti nel momento in cui si imbattono in questi veicoli.

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