Bellissimo o wunderbar? Come prepararsi alla partita Italia – Germania – Nati Per

Bellissimo o wunderbar? Come prepararsi alla partita Italia – Germania

01 Lug 2016

La sicurezza in se stessi, da sola, non assicura… Il passaggio in semifinale.

Per capirci qualcosa è sempre meglio andare alla fonte. E in questo caso la fonte è chi scommette. E su Italia Germania, che si giocherà il 2 luglio, anche gli scommettitori professionisti hanno difficoltà.  Certo, siamo nei classici del calcio, europeo ma non solo. Ancora una volta si affronteranno due squadre che hanno gloriosi passati, ma soprattutto due culture, due società, due interpretazioni del mondo. Qui però di più: in nessun’altra cultura come quella tedesca la luna è un cavaliere e il sole un’entità femminile, al contrario di quella italiana dove il sole è forza maschile e la luna il soggetto donna. Per eccellenza.

Ma torniamo ai fatti. I tedeschi ostentano sicurezza. E la cultura della sicurezza è ottima cosa, ma non basta da sola ad assicurare un risultato. I media tedeschi dicono più o meno questo: l’Italia di Conte forse è forte ma la Germania di Loew di sicuro ha giocatori forti in tutti i reparti, e questo farà la differenza. Un atteggiamento da panzer divisione, più che da sport di destrezza. Con la Spagna però l’Italia che partiva sfavorita ha dimostrato il contrario, che con la forza fisica, la resistenza, la fantasia, ma soprattutto con il carattere si può superare ogni schema, ogni favoritismo sulla carta. E vincere gettando il cuore oltre l’ostacolo.

Wunderbar o bellissimo, allora? Dipende. Molti media tedeschi hanno parlato delle difficoltà di Buffon, un vero fuoriclasse (anche secondo i tedeschi) il cui gesto di complimentarsi con il collega germanico sarebbe stato letto come una resa anticipata. Troppa fantasia, che di solito è il nostro pezzo forte. Entrando invece nel merito delle scelte tecniche, non è detto che Boateng, stella del Bayern Monaco che ha dimostrato una grande forma funzioni sia in attacco che in difesa. E non è nemmeno scontato l’altro argomento dei media di Monaco:  ovvero che l’eliminazione della Juventus di Conte, da parte del Bayern, ai quarti di Champions League nel 2013, sia riproducibile oggi, sotto al cielo di Francia.

Altro argomento discutibile: Khedira giocando nella Juventus è al corrente di tutti i segreti della difesa azzurra, da Chiellini a Barzagli passando per Bonucci. Ma siamo davvero sicuri che Conte non ci abbia pensato? E conoscendo le strategie del rivale non abbia iniziato anche lui a imparare dagli errori? Sottovalutare questo aspetto potrebbe essere fatale, per la compagine teutonica.

Così, il vero argomento forte, per la Bild e per i media tedeschi, resta l’arroganza degli italiani. E questo è il vero pericolo, per la squadra di Conte, che sebbene meno tecnica e meno forte sarebbe animata dalla caparbietà, perdendo così lucidità e analisi. Un pericolo che rischia di trasformare gli azzurri nei tedeschi, che in realtà si sentono già la vittoria in tasca. Anche qui però è d’obbligo: siamo certi che la partita contro la Spagna, che tutti gli autorevoli opinionisti davano per scontata, a sfavore dell’Italia, sia stata davvero dominata dalla sicumera azzurra? I dati parlano chiaro e il verdetto è opposto. Ammesso che siano arroganti, gli italiani in quell’occasione hanno saputo volare bassi, imprimere originalità e passione, lavorare e correre in fantasia. Perfetta sintesi di processo tedesco ed estro italiano.

Da ultimo, l’intervista di Mueller a SportBild sembra un sinistro presagio: “Stavolta piange l’Italia, sono ottimista. Sarà dura, ma noi abbiamo il colpo del ko”.

Attenzione: chi viene in Italia pensando di conoscerla, spesso si sbaglia. Duecento anni fa successe a Goethe, il più grande talento tedesco degli ultimi secoli. Pensava di scoprire l’antichità greca e romana, le statue e l’arte. Venne conquistato dalle persone, la società e le donne. Voleva rimanere poche settimane, rimase due anni. Pensava di sapere tutto e di essere anaffettivo, imparò il senso della vita e l’amore sensuale.

Nato per essere italiano? Sicuramente tornò a casa diverso da come era partito. L’Italia è la chiave di tutto, scrisse. Se è accaduto una volta….

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