Big data non sono il grande fratello ma un’opportunità democratica – Nati Per

Big data non sono il grande fratello ma un’opportunità democratica

07 Nov 2016

Davide Serra. Classe 1971, genovese, italiano, londinese, ma forse soprattutto global citizen. Inizi da boy scout, studi dai gesuiti, poi pallavolista professionista, quindi bocconiano con lode, primo laureato in famiglia. Cento curricula mandati in Italia, nessuna risposta. Cento mandati all’estero, tante risposte e una super assunzione, da Morgan Stanley dove a 30 anni è il più giovane direttore della ricerca sulle banche. “Se sono così bravo a valutare investimenti, perché non ci provo davvero?”, si dice una sera tornando a casa. Partenza con una segretaria e zero investimenti – quando i fondi privati iniziavano almeno con 200 milioni – e in dieci anni diventa l’enfant prodige della finanza globale. Oggi Algebris Investments, la società che ha fondato e di cui è CEO, gestisce 5 miliardi di euro e una squadra di 22 persone, con uffici a Londra, Boston, Singapore e Milano. Lo incontriamo a margine dell’Italian AXA Forum 2016, dedicato ai Big data e al futuro dell’assicurazione.

davide serra, axa, natiper, axa forum, big dataLei si sente un finanziere globale o un cervello espatriato e arrivato?
Grazie, ma io mi sento quello che sono, un imprenditore nella finanza e un gestore di risparmi altrui. Non presto soldi, investo in capitale di rischio per conto dei miei investitori.

Ma ce l’ha fatta?
Non nel senso che si crede comunemente. E in quanto a farcela, diciamo che ci provo ogni giorno.

Però è ascoltato da personaggi importanti.
Solo se richiesto.

Come vede quello che sta succedendo al mondo dei dati?
E’ il trionfo della fisica quantistica, se vuole: un mondo fatto di dati che si trasformano in cose reali e una realtà globale che si legge tramite dati.

Bello o brutto?
Un’opportunità assoluta, un valore aggiunto o meglio: più valore. I dati aumentano il valore. Bellissimo, quindi.

Sembra facile, a sentirla.
Al contrario. E’ difficilissimo. E rischiosissimo. Perché i dati non bastano, ci vuole la capacità di leggerli e interpretarli, il filtro. E’ come il petrolio: ci vuole il giacimento ma senza la tecnica di estrazione non si fa niente.

Come reagisce il business?
Buona domanda. Mettiamola così: se il business reagirà l’impatto sarà devastante. In positivo.

Allude alla Fintech?
Anche, ma soprattutto alle assicurazioni, che vivono un passaggio cruciale. Davvero irripetibile.

Perché?
Perché oggi il modello è ancora statistico. Se vogliamo dire la verità, le capacità dell’assicuratore di valutare, oggi, si affidano soprattutto al fiuto, alla sensibilità, insomma sono molto empiriche.

E domani?
Partiamo da oggi. Prenda la scatola nera, un vero game changer. Domani sarà il telefonino, traccerà i miei comportamenti con assoluta precisione. Vede questo? (mostra l’orologio)

Non è un orologio di lusso.
Non nel senso comune, ma è un orologio per dati per chi arrampica. Io arrampico e per me è quindi superlusso.

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Si diverte sulle montagne?
Molto. Ma soprattutto monitoro le mie prestazioni. Ecco, il gaming data, da sporadico e generico, diventerà assoluto e sistematico in ogni aspetto della vita. Capisce cosa sto cercando di dire?

Comincio a vedere la luce. Un po’ come la blockchain in finanza?
Esatto, ma molto di più. Blockchain è come un catasto che però – invece di essere fatto come da noi, ancora come ai tempi dei romani – è digitale, non può essere alterato, ha costi bassissimi ed è distribuito in tutto il mondo, così chiunque potrà avere accesso immediato alla certezza della proprietà dei dati. Così si possono abbattere i costi per proteggere i dati, che oggi pagano le banche e quindi i consumatori. Domani avremo un public ledger, un registro pubblico dove le informazioni saranno disponibili a chiunque ne abbia accesso.

Quanto si potrebbe risparmiare?
I costi IT delle banche e delle assicurazioni nel mondo sono pari a circa 800 miliardi di dollari l’anno. È quasi l’1% del PIL globale.

E il rischio bitcoin?
Attenzione, qui bisogna essere molto precisi. Blockchain non c’entra niente con Bitcoin, che secondo me è il valore quotato del riciclaggio di denaro, del money loundering. Se tu mi chiedessi: “Quanto costa riciclare denaro?”, io ti risponderei che c’è un prezzo ufficiale e si chiama Bitcoin. Mentre la Blockchain è una tecnologia trasformativa con un potenziale molto elevato.
Anche per le assicurazioni.
Soprattutto, perché grazie alla nuova tecnologia saranno in grado di prezzare i rischi in modo molto più preciso. E democratico.

I Big data non saranno quindi il Grande fratello, come molti teorici pensano?
No, Big data è democratico perché allinea il comportamento al prezzo. Se vuoi esagerare con bevande zuccherate, carne con estrogeni e sigarette, sapendo che fanno male puoi farlo, ne hai facoltà. Però poi ti assumi le responsabilità del tuo comportamento, delle tue scelte. Del resto non vedo perché io che seguo le regole per stare meglio devo pagare per il tuo comportamento che non ti fa bene ed è un costo sociale. Non è democratico che io paghi per chi non fa attenzione, lo è invece che io paghi per chi fa attenzione ma ha problemi su cui la volontà non c’entra.

Modello canadese?
Canadese o anche scandinavo. Meglio avere un welfare che funziona, che dare sussidi a chi non rispetta le regole o peggio non ne ha bisogno. Non si capisce perché la comunità debba pagare per i vizi individuali.

I big data potranno contribuire a capire chi si comporta bene.
I big data contribuiscono sensibilmente all’analisi dei comportamenti e dei contesti dove essi avvengono. Quindi, anche a capire se c’è una fascia di popolazione che pur seguendo le regole di buon vivere, non ce la fa. Una fascia che deve essere sostenuta, a mio avviso.

Pensa a un sistema socially responsible?
Esattamente, socially responsible ma attento alla creazione di valore.

E’ questa la sua percezione dell’Italia?
La mia percezione dell’Italia è che sta uscendo, faticosamente, da 20 anni di immobilismo.

Vede segni di vita in Italia?
Sì, li vedo. Esistono energie imprenditoriali che ci provano. Avevamo mollato, per oltre due decenni, ma adesso vedo che ci si riprova. Mi pare un buon segno, comunque vada.

Gli italiani sono improvvisamente ritornati coraggiosi?
Gli italiani sono più intelligenti di chi grida con ignoranza per non cambiare nulla.

Quindi lei è ottimista?
Sono sempre stato pessimista, ma per una volta credo che ce la possiamo fare.

La sua società ha appena compiuto dieci anni e molti traguardi. Perché l’ha chiamata Algebris?
Perché investo solo quello che si può esprimere con le quattro operazioni: più, meno, per, diviso.

Modello George Soros?
Assolutamente sì. Iniziai a pensare di fare questo lavoro studiando la sua storia all’università. E’ il mio maestro.

Ultima domanda. Come si diventa Davide Serra?
Io sono uno stakanovista che si applica. Mi sono sempre impegnato molto. Lavoro dalle 6 del mattino a mezzanotte, con una pausa di un’ora di palestra. Come ricetta può andare?

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