Biosphera 2.0, la casa del futuro dalla città arriva in riviera – Nati Per

Biosphera 2.0, la casa del futuro dalla città arriva in riviera

14 Lug 2016

Una casa energeticamente autonoma e a misura d’uomo, costruita adottando le migliori tecnologie disponibili e in grado di produrre in autonomia tutta l’energia necessaria per viverci.

Un modulo abitativo di 25 metri quadrati provvisto di tutti i servizi e costruito mettendo al centro l’uomo e il suo benessere: è il progetto Biosphera 2.0, ideato da Aktivhaus e promosso dal Politecnico di Torino e dall’Università della Valle d’Aosta.

Biosphera2.0 è provvista di tutti i normali servizi per vivere: illuminazione a led, cucina a induzione, elettrodomestici, riscaldamento e raffrescamento, suddivisa in zona giorno, zona notte, bagno e centrale tecnica. Realizzata facendo ricorso a tecnologie e materiali di ultima generazione, è costruita studiando le reazioni del nostro organismo al variare delle condizioni climatiche esterne.

La casa sta percorrendo tutta l’Italia e la si può visitare per scoprirne i segreti.  Dal 01 luglio al 30 agosto 2016 Biosphera 2.0 si trova a Riccione presso Fondazione Cetacea, se siete in zona quest’estate potete visitarla negli orari indicati sul sito.

Da Febbraio 2016 la casa del futuro è sottoposta alle temperature e alle situazioni più estreme in modo da poter passare sotto i test dei ricercatori. Da Courmayeur a Riccione passando da Torino, Milano e Lugano nel giro di 12 mesi Biosphera 2.0, sarà abitata da oltre 20 persone per completare un monitoraggio ambientale e fisiologico finalizzato a testare l’autonomia energetica e il benessere.

“E’ un organismo nato – ha spiegato Mirko Taglietti, ceo di Aktivhaus – per proteggere l’individuo che lo abita. Sarà osservato il benessere che deriva da vari parametri fisici”. I test prevedono i -17 gradi ai piedi del Monte Bianco in inverno e i +39 gradi sulla riviera adriatica in estate, ma anche prove urbane sull’inquinamento in metropoli come Milano e Torino.

Per realizzare il progetto sono stati investiti circa 250 mila euro e sono stati coinvolti 30 ricercatori dal 2014. Allo studio hanno partecipato anche i ricercatori Guido Callegari (PoliTo) e Giuseppe Barbiero (UniVda). “L’aspetto più innovativo – ha detto quest’ultimo – è la cura della biofilia, ovvero il rapporto tra uomo e contesto esterno. La sperimentazione si propone, infatti, di studiare l’intelligenza naturalistica dell’abitante del modulo e di calibrare i valori per raggiungere il massimo benessere”.

Il modulo dovrà comunque garantire, anche in condizioni ambientali estreme, in modo autonomo e senza ricorrere ad una rete di energia esterna, una temperatura dell’aria compresa tra i 21 gradi in inverno e i 25 in estate. “In caso la temperatura si abbassasse è possibile usare il corpo umano per uno scambio di energia e con un’ora di cyclette si può alzare di due gradi”.

Non ci sono ancora valutazioni.
Attendere per favore...

L'autore del post