Biotecnologia in Italia: un settore all’avanguardia – Nati Per

Biotecnologia in Italia: un settore all’avanguardia

15 Set 2017

È l’unico settore dell’innovazione in Italia che vanta investimenti importanti. Tanto che quello ottenuto recentemente da Genenta, startup nata all’ospedale San Raffaele di Milano che ha sviluppato una terapia genica antitumori, è uno dei maggiori degli ultimi tempi (7 milioni di euro). Ma soprattutto è uno dei pochissimi ad aver attirato grandi nomi dell’imprenditoria tra cui Guido Guidi, ex capo di Novartis Pharma Europe, è entrato nel board della società insieme a Kenneth C. Anderson, presidente dell’Associazione americana degli Ematologi.

Ancora una volta le biotecnologie italiane dimostrano di essere un settore promettente

Sono state 35 le startup italiane degli ambiti Scienze della vita e Biotech finanziate tra il 2011 e fine 2015, per un investimento totale che supera i 60 milioni di euro (Fonte: Osservatori Hi-tech, Politecnico di Milano). La qualità della ricerca, dunque, premia. Ciò che manca all’innovazione Biotech del Belpaese è altro:

  • una classe di bio imprenditori capaci di trasformare questo enorme potenziale scientifico in impresa
  • dei fondi di ventura dedicati al settore

A cercare di superare l’empasse nel 2016 è stata fondata in Italia Italian Angels for Biotech, un gruppo di imprenditori, manager e scienziati pronti a investire in idee innovative del settore. Nel biotech poi, le aziende farmaceutiche e medicali sono prepotentemente attive. Con la tendenza ormai costante al ridimensionamento dei reparti ricerca e sviluppo interni a favore di acquisizioni di giovani imprese. Basti pensare al caso emblematico della startup biofarmaceutica Eos, acquistata nel 2013 per mezzo miliardo di dollari dalla farmaceutica americana Clovis Oncology.

Quest’anno, poi, venture capital hanno deciso di puntare sul comparto in modo più deciso. È quanto emerge dai dati Aifi-PwC. Se nel 2015, infatti, il totale delle operazioni era di 13 milioni di euro, solo nel primo semestre del 2016 si è raggiunto già il tetto dei 16 milioni. Secondo l’ultimo rapporto Assobiotec “l’industria biotecnologica italiana è protagonista di uno straordinario sviluppo”. A fine 2015, sono quasi 500 in Italia le imprese di biotecnologie, attive in tutti i settori di applicazione. Sempre secondo il rapporto, il fatturato biotech totale supera i 9,4 miliardi, gli investimenti in R&S gli 1,8 miliardi e il numero totale degli addetti biotech le 9.200 unità. Quasi un’impresa su due a controllo italiano dedicata alle biotecnologie è uno spin-off e di queste quasi l’80% ha origine da istituzioni pubbliche di ricerca.

Nell’ultimo periodo, inoltre, sono diverse le startup biotech che sono riuscite a raccogliere investimenti importanti e a trasformarli in risultati. Sarà che la tradizione della ricerca scientifica in Italia è radicata, ma nuove aziende del settore continuano a nascere e riscuotere successo.

Anche AXA Italia sostiene i progetti che riguardano il settore biomedico, vota Open BioMedical Initiative, finalista di #NatiPer!

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