“Case a metà”, in 3D o costruite in 4 settimane. Le nuove frontiere dell’architettura sociale – Nati Per

“Case a metà”, in 3D o costruite in 4 settimane. Le nuove frontiere dell’architettura sociale

16 Mar 2017

Gli architetti e i designer di tutto il mondo si stanno concentrando su un nuovo tipo di costruzione in cui il passaggio tra progetto e realizzazione è molto più breve

Quanto tempo passa perché un’idea si trasformi in realtà? Quanto tempo è necessario perché un progetto di un palazzo o di un gruppo di case passi dalla progettazione alla realizzazione? Fino ad oggi la risposta a queste domande sarebbe stata: “Passano anni”. Storicamente l’architettura è sempre stata più interessata allo spazio che al tempo; passavano anni prima che un palazzo si trasformasse in realtà. Oggi la situazione è cambiata almeno nell’ambito dell’architettura sociale. Disastri naturali, terremoti, dissesto idrogeologico, immigrazione di massa, hanno modificato la nostra richiesta di abitazioni e i progettisti hanno ben chiaro che spesso il tempo che intercorre tra idea e realizzazione è poco. La tecnologia anche in questo caso viene in aiuto.

Case belle, sostenibili in poco tempo

Tra gli architetti che stanno lavorando in questa nuova prospettiva c’è lo svedese Andreas Martin-Lof che ha progettato EDA, un modulo abitativo a basso costo che può essere assemblato per creare gruppi di appartamenti. A Knivsta, in Svezia, in sole 15 ore sono stati costruiti 15 appartamenti utilizzando EDA. “Sono orgoglioso – ha dichiarato l’architetto – perché siamo riusciti a creare costruzioni a basso impatto ambientale e piacevoli da vedere”.casanati2

L’impegno delle ONG

Andreas è uno dei tanti architetti che si stanno mettendo alla prova con la costruzione di case in poco tempo. Molti di loro lavorano con le ONG per costruire abitazioni in luoghi che sono flagellati dai disastri naturali. Lo studio Agora lavora Tailandia e di recente si è occupato della costruzione di dormitori e scuole. “Tutte le ONG dovrebbero lavorare a stretto contatto con gli architetti – spiegano in un’intervista rilasciata alla rivista The Monocle Forecast – proprio perché vedendo la situazione possono farsi venire delle idee”. Gli architetti di Agora hanno anche costruito un centro medico utilizzando mattoni di fango e un’antica tecnica Thai per la costruzione.

Un altro esempio di abitazioni costruite in pochissimo tempo proviene dall’Estonia dove i prefabbricati Koda sono inseriti sul territorio in sole sette ore. A New York sono state costruite 55 unità abitative piccole ma dotate di tutti i confort. Le case sono state costruite in solo 4 settimane. Ora sono date in affitto a un prezzo inferiore rispetto alla media e sono occupate principalmente da veterani e senzatetto.

Le case a metà dell’archistar cilena

Soluzioni che vanno in questa direzione sono state anche presentate alla Biennale di Venezia. L’architetto cileno Alejandro Aravana premio Pritzker 2016, ha nel curriculum il lavoro nella ricostruzione di Constitución, la città di circa 50 mila abitanti distrutta nel febbraio 2010 da un terremoto di magnitudo 8,8 e sulla quale successivamente si è abbattuto uno tsunami. A Constitución, Aravena, con i pochi soldi pubblici a disposizione ha progettato insediamenti in cui veniva realizzata solo metà di un appartamento, comprese però le strutture portanti, lasciando a chi la abita di completarla.casanati1

La frontiera della tecnologia 3D

Bastano 10 mila euro e 24 ore per costruire una casa con la stampa in 3D. Questa tecnologia potrebbe risolvere il problema abitativo in molti Paesi. Soprattutto in quelli in via di sviluppo e sottosviluppati. Uno tra gli esempi più interessanti di case in 3D è stata realizzata in Russia dalla società Apis Cor. La novità è data dalla macchina utilizzata dell’azienda che può stampare interi edifici in loco. In precedenza le case 3D venivano realizzate in laboratorio e poi solo assemblate.

La casa costruita da Apis Cor è grande 37 metri quadrati e include una piccola stanza d’ingresso, un bagno, il soggiorno e la cucina. L’anno scorso in Cina un’altra azienda ha stampato una casa a due piani in loco, quindi senza trasportare le parti ma costruendole direttamente sulla destinazione finale. Al contrario di Apis Cor però, ci hanno messo 45 giorni e non 24 ore.

UniZEB, un progetto italiano

Anche in Italia ci sono progetti che puntano sulla costruzione di moduli abitativi ecosostenibili.  UniZEB è un progetto animato da circa 80 studenti appassionati dell’Università degli Studi di Padova che lavorano per realizzare abitazioni facilmente edificabili e sostenibili da un punto di vista ambientale. Unizeb si colloca in una dimensione sociale e si vuole porre come punto di riferimento per chi crede nella visione etica di un mondo più sostenibile. L’obiettivo di Unizeb è proprio quello di costruire una struttura abitativa innovativa, sostenibile e modulare, che si confronti con diverse soluzioni tecnologiche in un sistema interconnesso.

(StartupItalia! per Newsroom)

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