Cyberbullismo, ragazzi sempre più connessi anche di notte. I numeri di Telefono Azzurro – Nati Per

Cyberbullismo, ragazzi sempre più connessi anche di notte. I numeri di Telefono Azzurro

27 Set 2016

Il report evidenzia che sono in aumento i casi di violenza in rete anche sui minori di 5 anni. Serve educare i ragazzi alla rete

Sempre connessi ma sempre meno liberi. Eppure non era questo che ci aspettavamo dal Web: “Dovremmo pensare ad Internet come a una scuola che molte di noi ragazze non hanno mai avuto l’opportunità di frequentare e usarla proprio per superare la paura di non essere carine abbastanza, educate abbastanza, forti abbastanza, belle abbastanza, sveglie abbastanza o abbastanza qualcos’altro”. Così diceva la famosa hacker Jude Milhon a proposito della violenza in rete. Dopo il suicidio di Tiziana Cantone che non ha sopportato gli effetti di un suo video erotico diffuso in rete, queste parole suonano un po’ stonate. Internet e i social network ci rendono davvero più liberi o al contrario ci costringono in meccanismi che diminuiscono la nostra autonomia, trasformandoci da uomini e donne a username e password?

Il nuovo report di Telefono azzurro

I numeri, quelli diffusi da Telefono Azzurro qualche giorno fa, parlano chiaro: bullismo e cyberbullismo sono in crescita e le vittime sono anche molto piccole 5 anni nel 22% dei casi. Dopo la violenza in rete il 30% delle vittime riporta di aver commesso atti di autolesionismo, il 10% di aver tentato o pensato al suicidio.

Dal settembre 2015 al giugno 2016 Telefono Azzurro ha gestito quasi 1 caso al giorno di bullismo e cyberbullismo; in totale i casi gestiti sono stati 270, che hanno richiesto un totale di 619 consulenze. Il fenomeno viene alla luce maggiormente al nord, dove sono stati gestiti circa il 45% dei casi e da dove vengono segnalati il 57% dei casi nazionali di cyberbullismo.

La prevalenza delle vittime è di nazionalità italiana e le ragazzine vittime di cyberbullismo sono il 70% del totale. I bulli – rileva ancora lo studio – sono generalmente maschi (60% dei casi) e amici o conoscenti della vittima. Le richieste di aiuto per episodi di cyberbullismo hanno inizio durante le scuole secondarie di primo grado e proseguono in adolescenza (1 richiesta su 2 coinvolge preadolescenti).

Tra le conseguenze dell’essere vittima di bullismo che vengono riportate le situazioni diansia diffusa che possono portare all’abbandono scolastico, atti autolesivi, ideazioni suicidarie e tentativi di suicidio. Le difficoltà emotive e comportamentali sperimentate dalle vittime e dai bulli possono continuare anche in età adulta, come prova il caso diTiziana Cantone, producendo effetti negativi a lungo termine. Anche gli “spettatori” possono sviluppare conseguenze in relazione a quanto vissuto: sviluppo di sentimenti di colpa o di impotenza per non essere intervenuti nell’interrompere il bullo o nell’aiutare la vittima e, a lungo termine, scarsa empatia o incapacità di fidarsi degli altri.

Sempre più aziende stanno affrontando il problema organizzando iniziative che aiutano i genitori a orientarsi e a comprendere come intervenire per aiutare i ragazzi.   AXA Italia, per esempio, ha organizzato un incontro in azienda proprio con Telefono Azzurro. In quell’occasione, tra lo stupore dei genitori presenti in sala, era emerso che un adolescente su cinque si sveglia di notte per controllare i messaggi sul proprio smartphone. e che un ragazzo su due manda più di 50 messaggi al giorno.

I like you, ergo sum

I ragazzi, anche molto giovani, vogliono rimanere connessi, chiedono ai genitori di scegliere case ed andare in vacanza in località dove c’è il Wifi. Hanno paura di rimanere esclusi, entrano in ansia se non riescono a connettersi, hanno il bisogno di apparire, di fotografarsi e di ritoccare foto.
I genitori, d’altra parte, non sono pienamente consapevoli dei rischi che corrono i figli sui Social Network.

I rischi di una vita iper-connessa

Gli esperti di Telefono Azzurro sottolineano che le preoccupazioni riguardano soprattutto fenomeni come il Vamping, il Cyberbullismo e il Sexting. Comportamenti fino a poco tempo fa del tutto sconosciuti e che negli ultimi anni sono diventati sempre più diffusi.
Se i genitori possono sperare di riuscire ad avere controllo sui figli di giorno non lo possono avere di notte, quando i ragazzi si attaccano allo smartphone e cominciano a chattare e a usare i social. “Dai dati di Telefono Azzurro emerge come oltre il 30% dei ragazzi ammette di aver postato su un social network qualcosa di cui poi si è pentito – spiegano gli esperti –  e due ragazzi su tre conoscono almeno un amico che è stato vittima di cyberbullismo”.

Molti genitori non sanno come comportarsi davanti al bisogno dei ragazzi di utilizzare Internet in piena autonomia. “Un genitore su 10 è convinto che il proprio figlio non utilizzi il cellulare di notte eppure 9 adolescenti su 10 lo usano”.

Educhiamo i ragazzi alla rete

Una formula giusta per ogni situazione e in ogni caso non c’è, ma stare vicini ai ragazzi è importante. “Molti genitori sono preoccupati. E’ una preoccupazione comprensibile, perché i rischi ci sono. Ma è anche vero che è quasi impossibile impedire ai ragazzi di usare i Social Network.  Anzi, a volte può essere controproducente”. Il pericolo è quello di allontanarli e spingerli ad agire di nascosto senza tutelarsi.

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