Da Chief Happiness Officer ad accompagnare la trasformazione culturale in azienda – Nati Per

Da Chief Happiness Officer ad accompagnare la trasformazione culturale in azienda

05 Feb 2018

Da Chief Happiness Officer a leader nell’accompagnare l’evoluzione culturale in azienda

Il punto di vista della Banca, Risorse umane 11/01/2018

Il mestiere di Chief Happiness Officer oggi si è evoluto. Favorire gli scambi tra i collaboratori e creare iniziative ludiche è stato solo un primo passo. Oggi a metà strada tra risorse umane e comunicazione, è sempre più legato al benessere, ma soprattutto ha il compito di accompagnare i collaboratori verso nuove modi di lavorare.

Non molto tempo fa, il mio ruolo era quello di organizzare lezioni di chitarra, teatro o meditazione, organizzare una giornata per i bambini o creare una squadra di calcio… Avevo come obiettivo la promozione degli scambi tra i collaboratori e il miglioramento del loro benessere sul  posto di lavoro attraverso eventi e attività extra-professionali. Ma queste iniziative, seppure molto apprezzate, si sono dimostrate insufficienti. Il feedback delle indagini condotte ha rivelato un crescente desiderio di autonomia e riconoscimento. Era tempo di passare dal “divertimento” ad “azioni più concrete”.

Mentre il lavoro viene svolto in una modalità sempre più collaborativa e le persone utilizzano sempre di più laptop, smartphone, social network e app di tutti i tipi, lo spazio fisico è rimasto fino al 90% individuale. La maggior parte di noi trascorre solo il 50-60% del nostro tempo seduto alla propria scrivania. Era quindi necessario trovare un modo per riconciliare usi e spazi di lavoro senza andare a modificare l’intera sede.

Negli ultimi due anni, AXA Banque ha testato lo Smart Working, un nuovo modo di lavorare a cui ad oggi hanno aderito più di 400 persone, quasi i due terzi di tutti i collaboratori, siano essi consulenti, clienti o funzioni di supporto (Risorse umane, Management). Direzione finanziaria, Sistemi informatici IT, Ufficio legale, ecc.).
Il concetto si basa sull’abbandono dei singoli uffici, sulla flessibilità e sugli scambi tra i vari team. L’obiettivo è favorire la trasformazione culturale della banca per aumentare la fiducia, lo sviluppo dell’autonomia e la responsabilità dei collaboratori, anche grazie a un approccio più orizzontale. Logicamente, anche la mia posizione è cambiata, ma la mia vita quotidiana non ne ha risentito. Spostandomi da un ufficio all’altro, conducendo workshop tematici (brainstorming in nuovi spazi), sono in grado di valutare il clima sociale e a trasmettere le richieste e le aspirazioni di tutti, a tutti i livelli. In modo trasversale tra management, risorse umane e comunicazione, il mio ruolo richiede ascolto, empatia e si basa sulla costruzione di una fiducia reciproca, un prerequisito chiave per agire e accompagnare questa trasformazione di cui sono sia “giocatore” che “animatore” nel cambiamento della cultura aziendale.

Al mattino, infatti, quando arrivi in AXA Banque, puoi recarti direttamente nel tuo spazio di archiviazione personale e sicuro per prendere, ad esempio, i tuoi documenti. Niente di molto complicato perché a monte, abbiamo lavorato a lungo sulla dematerializzazione con la digitalizzazione dei processi e la digitalizzazione del cartaceo. Se sei in forma e vuoi stare sveglio. Nessun problema! Un’alta workstation ti sta aspettando. E se sei in ottima forma, puoi persino scegliere il tavolo da passeggio, a metà tra una scrivania alta ed un tapis roulant.

Lo smarworking permette di stabilirsi ovunque in spazi aperti, che abbiamo ridisegnato in modo che sia meno rumoroso, o in sale insonorizzare come ognuno desidera!

Il mio compito è anche quello di pensare agli spazi collettivi dove le persone possono rilassarsi e sia favorita una comunicazione più informale. Perché è spesso lì che si generano le idee e che prendono forma i progetti aziendali.
Accompagno anche i collaboratori che desiderano beneficiare del telelavoro.

Ogni collaboratore può scegliere il telelavoro dopo aver frequentato un seminario per imparare a gestire il proprio tempo, perché non è sempre facile conciliare lavoro e la propria vita familiare. Allo stesso tempo, rendiamo i “telelavoratori” consapevoli dei diritti e dei loro doveri nel “disconnettersi”.

I risultati due anni dopo, sono convincenti: il 90% dei collaboratori è totalmente soddisfatto di questi nuovi modi di lavorare.

Aiutano anche ad assorbire i costi per l’azienda che si concretizza in particolare nei team con molte persone: dal 20 al 30% di m² guadagnati, di cui circa il 10% grazie al telelavoro.

Quindi, mi direte, ma è tutto perfetto in AXA Banque? Certamente no. Con grande sorpresa, abbiamo scoperto che coloro che erano scettici  non erano categorizzabili in maniera chiara. Non è una questione di età, ma di personalità e carattere. Questa è un’opportunità che deve essere colta liberamente. Nessuno è costretto a lavorare su un tapis roulant! Le modifiche sono efficaci solo se sono comprese e adattate da tutti per essere adottate da tutti. Io, incluso!

Articolo redatto da Axel Duroch,  Supporto all’evoluzione della cultura aziendale e al benessere lavorativo di AXA Banque

 

 scritto da Corinne Gaudoux, Media Relation di AXA France 

 

Tradotto e adattato da Chiara Orlandini per Newsroom AXA Italia

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