Dalla scuola all’azienda, come cambia la formazione – Nati Per

Dalla scuola all’azienda, come cambia la formazione

23 Ott 2017

Alle elementari è obbligatorio l’insegnamento del coding, alla Bocconi gli studenti della triennale devono passare l’esame di Phyton (linguaggio di programmazione). Insomma, finalmente l’informatica approda nella formazione italiana. Ma quali sono gli strumenti e i metodi di insegnamento innovativo? Quale sarà il futuro della scuola e dell’apprendimento? E in azienda, che cosa è cambiato in questi anni?

Flipped Classroom e Phenomenon-Based Learning

Tra i principali promotori di metodi innovativi nell’istruzione ci sono i paesi del Nord Europa. La Finlandia è famosa per la qualità della sua istruzione. Con una scuola sempre in evoluzione, che ora, nell’era del digitale, cerca di mettere le competenze al centro dell’educazione scolastica, non le materie.

Dal 2016 è diventato obbligatorio per tutte le scuole della Finlandia insegnare in modo più collaborativo, permettendo agli studenti di scegliere un argomento d’interesse e di far ruotare lo studio intorno a questo, sia in aula utilizzando la tecnologia che in esperienze pratiche fuori. Il Phenomenon-Based Learning, questo il nome del nuovo modello, vuole dotare i bambini delle abilità necessarie per vivere nel mondo d’oggi. In sostanza nell’apprendimento “basato sui fenomeni” si sviluppano competenze specifiche, come il pensiero critico che aiuta a identificare le notizie false nel web, che insegna come respingere il cyber-bullismo, ma anche come acquisire la capacità tecnica di installare software anti-virus e collegare il computer a una stampante.

Che cosa succede in azienda, l’esempio di Coursera

Anche in azienda negli ultimi anni stanno le cose stanno cambiando e la formazione, è diventata una priorità. Se prima si andava in azienda principalmente per lavorare e la formazione era organizzata fuori dalla società, ora si tende sempre di più a organizzare corsi in orario lavorativo. AXA Group, per esempio, ha annunciato una partnership con Coursera, leader mondiale nella formazione e nell’apprendimento online. Tutti i dipendenti del gruppo avranno accesso a questo strumento ad alte prestazioni, flessibile e personalizzato per arricchire il loro curriculum di formazione. Saranno disponibili più di 300 corsi in campi come la scienza dei dati, la gestione dei progetti, la commercializzazione digitale e l’apprendimento delle lingue. Ad oggi un progetto pilota di tre mesi ha coinvolto 1000 dipendenti AXA, più del 50 per cento dei quali ha ottenuto la certificazione.

Le aziende tech e la formazione per i ragazzi

Poi ci sono le grandi aziende tech. Microsoft e Google, per esempio, puntano sull’innovazione digitale scolastica. Sono tante le iniziative messe in campo dai due colossi. A partire dalla piattaforma di e-learning Google classroom, un servizio web gratuito per le scuole, grazie al quale gli studenti e i docenti possono comunicare anche fuori dagli orari delle lezioni e dagli istituti scolastici. I professori possono inviare materiali di approfondimento, creare corsi o distribuire compiti e spiegazioni; gli studenti possono confrontarsi con i docenti e fra di loro.

A Google risponde Microsoft. Tra le sue tecnologie per la formazione scolastica spicca la Digital class, un luogo alla Microsoft House di Milano appositamente pensato per far sperimentare a studenti e docenti le risorse della didattica digitale.

Skype ha lanciato Skype in the Classroom, una piattaforma digitale in grado di mettere in contatto esperti di tutto mondo con studenti e professori italiani grazie alla videochiamata. In questo modo è possibile sperimentare nuove esperienze didattiche e seguire lezioni tenute da grandi esperti di ogni campo del sapere.

E le aule? I nuovi modelli portati avanti dagli esperti, comunque, prevedono un ambiente di apprendimento più “fluido”, meno standardizzato. Una scuola dove non esiste la cattedra, dove i banchi non sono divisi uno ad uno o a ferro di cavallo ma sono disposti per dipingere e lavorare in gruppo. Uno spazio relax in aula, attaccapanni ricavati da rami di albero. Una scuola accogliente, con uno spazio per parlare, per stare in silenzio, per giocare liberamente, magari anche con un giardino che accoglie. Un edificio che è usato anche la sera dall’intera comunità, uno spazio che diventa civic centre. Ecco la scuola del futuro.

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