Dialogo con Gianmario Verona – Nati Per

Dialogo con Gianmario Verona

13 Dic 2017

StartupItalia per natiper.it

 

Intervistare un Rettore in Italia mette sempre un po’ di ansia. Se è il Rettore dell’università di economia italiana più famosa al mondo, lo è  ancora di più.

Così in un freddissimo venerdì d’inverno attraversiamo tutto il campus stracolmo di studenti da tutto il mondo, fino alla fine di una serie di foto di bocconiani di altri tempi per entrare negli uffici del Rettorato. E rimango sorpreso in positivo.

Gianmario Verona è Rettore dell’Università Bocconi da ormai un anno, ma potrebbe essere un importante angel investor, un VC della Silicon Valley o persino il fondatore di una startup di successo. Nell’ufficio del rettorato, in mezzo a centinaia di libri, spiccano tre numeri da collezione di Spider Man.

Ma quanto è ancora centrale la formazione universitaria in un momento in cui tecnologia e innovazione sembrano cambiare tutto ad una velocità mai vista prima?

Essendo sensibile all’innovazione, il settore dell’alta formazione è tra quelli maggiormente investiti dall’ ondata di cambiamento prodotto dal digitale. Rendendo disponibili nuovi canali di fruizione del processo di apprendimento, la tecnologia digitale pone importanti sfide al sistema educativo ed universitario.

Secondo Verona oggigiorno  anche l’università contribuisce all’innovazione proprio attraverso la sua missione formativa, educando i giovani a pensare in modo indipendente, critico, e fornendo loro gli strumenti, a partire dal metodo scientifico, per capire il mondo, stimolandoli a dare il loro contributo per migliorarlo, anche utilizzando il digitale.

Deve insomma aprirti la mente, darti un mindset basato su matematica ed economia ed offrirti al contempo i fondamentali del digitale. In Europa abbiamo sempre fatto formazione orizzontale e non dobbiamo cambiare, ma su certi aspetti occorre aggiungere una nuova dimensione.

Chi ha successo, in qualsiasi cosa faccia, anche nello sport, lo fa per la passione che ci mette. Niente come la passione ci permette di lavorare così tante ore, ci fa lanciare il cuore oltre l’ostacolo, niente è un potenziatore così forte delle nostre capacità

Verona cita Thomas Edison “Il genio è per 1% ispirazione e per il 99% traspirazione” Pensate a Facebook, quante piattaforme come quella di Mark Zuckerberg c’erano nel 2004? Decine, lui ha fatto la differenza proprio con la costanza, con l’impegno nel migliorare la piattaforma giorno dopo giorno, con quella che si chiama una perfetta execution.

Per tutte queste ragioni, l’università concorre anche alla creazione di fiducia nel futuro. Una fiducia che non deve generarsi in modo acritico, fideistico, ma in modo consapevole, basato sull’analisi dei fatti, sul confronto aperto fra molteplici fonti e posizioni diverse. Così che diversità è sinonimo di ricchezza e di creatività, seppur nella difficoltà, non trascurabile, della convivenza tra culture, religioni, usanze e abitudini differenti.

Fiducia e innovazione hanno cambiato anche il rapporto tra imprese e università. Le imprese industriali e di servizi si focalizzano sempre meno sulla R di ricerca e sempre più sulla S di sviluppo, delegando con frequenza e consenso crescenti alle università un ruolo cruciale nella ricerca di base:

Da noi escono per l’80% i futuri manager ma per il restante 20% anche policy maker e ricercatori. L’alta formazione deve prepararti alle incertezze, a lavorare con i dati in un modo veloce, snello, imprenditoriale”.

 

 

 

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