Droni, biotecnologia e irrigazione da remoto. L’agricoltura diventa sostenibile – Nati Per

Droni, biotecnologia e irrigazione da remoto. L’agricoltura diventa sostenibile

16 Mar 2016

Nei prossimi anni saranno finanziati progetti di ricerca per 21 milioni di euro. L’Italia potrebbe diventare leader dell’agricoltura di precisione e della valorizzazione della biodiversità

Altro che “braccia rubate all’agricoltura”. Il detto popolare che le maestre rivolgevano agli studenti meno diligenti sta per andare in pensione. Sì perché ai giovani italiani stare nei campi piace, a patto di poter contare su digitale e innovazione. Internet of things, droni, big data stanno diventando parole comuni tra gli agricoltori e non ci si stupisce più se, come racconta un’indagine di Coldiretti, “il 57% degli under 35 preferirebbe gestire un agriturismo piuttosto che lavorare in banca o in una multinazionale”.

La ricerca nell’ambito delle biotecnologie sostenibili

Per favorire la realizzazione di prodotti all’avanguardia e rendere le aziende del settore più competitive sui mercati internazionali, il governo ha previsto che siano stanziati 21 milioni di euro per un progetto di ricerca pubblica in materia di biotecnologie sostenibili. Con questo finanziamento l’Italia potrebbe diventare leader dell’agricoltura di precisione e della valorizzazione della biodiversità. A gestire tutte le attività nei prossimi tre anni sarà il Crea, il Centro di Ricerca Specializzato del Ministero delle Politiche Agricole. Saranno finanziate ricerche di laboratorio avanzate, che impiegheranno alcune delle biotecnologie più moderne e complesse, come il genome editing e la cisgnesi. Punto in comune tra tutti gli studi sarà l’assenza di incroci genetici estranei alla specie. In questo modo quindi, attraverso ricerche approfondite su ulivi, viti, pomodori, albicocchi, agrumeti, frumenti e altre piante si favorirà l’adattamento di queste ai cambiamenti climatici. Il vantaggio e la particolarità di questi studi, sarà l’impiego di tecniche che di fatto non rientrano nella categoria degli OGM transgenici, come chiarito più volte anche dall’UE.

Stalle hi-tech e sensori che riducono lo stress delle piante

Non solo biotecnologia, il futuro del lavoro in campagna vede stalle hi-tech, che permettono di misurare in tempo reale il latte prodotto dalla mungitura e di controllare movimento degli animali per identificare eventuali malattie. E ancora è grande l’interesse nei confronti dell’agricoltura di precisione e soprattutto dei droni grazie ai quali si può vedere una coltura dall’alto e fotografare lo stato di salute delle piante catturando dati che possono essere gestiti da software.

Per ridurre lo stress delle piante invece, e in particolare quello idrico, sono stati studiati sensori capaci di rilevare i fabbisogni di fertilizzanti delle diverse specie. Così l’irrigazione si può programmare anche da remoto, ottimizzando la resa e la qualità delle colture.

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