Due liceali usano la stampa 3D per creare forchette e apribottiglie adatte a persone disabili – Nati Per

Due liceali usano la stampa 3D per creare forchette e apribottiglie adatte a persone disabili

05 Lug 2016

Matt e Brian sono due liceali che hanno cominciato a stampare in 3D oggetti comuni in versione “modificata” per chi ha difficoltà motorie.

Due studenti americani di 17 anni hanno iniziato a sperimentare la stampa 3D con l’idea di creare oggetti che venisseso incontro alle esigenze dei disabili. I ragazzi hanno puntato su oggetti di uso comune, come forchette e apribottiglie, l’idea progettuale è realizzata seguendo le indicazioni precise del paziente, e poi dall’idea si passa alla creazione con una produzione del tutto artigianale.

L’apribottiglie

Il padre di Matt è affetto da sclerosi multipla, malattia che rende difficile l’utilizzo di oggetti semplici come un apribottiglie: “Ho avuto l’idea dell’apribottiglie quando ho visto mio padre avere serie difficoltà nell’aprire il suo portapillole, non riusciva a svitarlo – racconta il  ragazzo –  Così ho disegnato, con un programma di stampa 3D openscad, lateralmente all’apribottiglie un manico e ho reso l’apertura della bottiglietta un gioco da ragazzi anche per mio padre”. L’apribottiglie di Matt ha avuto a tal punto successo che alcune importanti aziende farmaceutiche hanno presto manifestato interesse nel voler acquistare la licenza dei prototipi dello studente. Le aziende in questione, che preferiscono mantenere l’anonimato, punterebbero a migliorare sempre più gli oggetti rendendoli personalizzabili e  sempre più aderenti alle esigenze dei diversi pazienti.

La forchetta


Brian, studente di 16 anni, ha creato una forchetta leggera con dei manici laterali che la rende stabile e praticamente impossibile da far cadere involontariamente. “Ho avuto l’idea quando mio nonno si è ammalato di morbo di Parkinson e aveva problemi a tenere gli utensili in mano. Così come prima cosa, ho disegnato e stampato in 3D “Easy Forke” (la forchetta semplice), una forchetta che chiunque potrebbe usare per essere finalmente indipendente in un gesto quotidiano, quale mangiare”, dice Brian. La “forchetta semplice” di Brian si è presto rivelata una invenzione utile non solo per le persone affette dal morbo di Parkinson, ma anche per chi soffre di artrite e ha problemi ad impugnare cose nella vita di tutti i giorni. Brian e Matt hanno insieme iniziato ad armeggiare con le stampanti in 3D per gioco a scuola, in un primo momento aiutando i loro compagni di liceo nell’insegnamento di Autodesk Inventor, un programma di progettazione 3D, e introducendo nella loro classe alcuni programmi di Engineering Design. I due studenti stanno sperimentando nuovi materiali con cui stampare gli oggetti come sabbia, zucchero e polvere di cioccolato. I due giovani americani non hanno dubbi sul loro futuro: vogliono specializzarsi nella creazione di oggetti che aiutano le persone diversamente abili a viver meglio nella loro quotidianità, partendo dalla convinzione che medicina e stampa 3D siano il binomio perfetto.

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