Frédéric Sausset: la 24 Ore di Le Mans come una corsa per la vita – Nati Per

Frédéric Sausset: la 24 Ore di Le Mans come una corsa per la vita

24 Giu 2016

Perde braccia e gambe a causa di un’infezione ma non si arrende e riesce a correre la gara automobilistica più prestigiosa gareggiando con piloti normodotati. L’incredibile storia di Frédéric Sausset

Il cinquantaseiesimo box della lunga e affollata pit-lane del Circuit de la Sarthe a Le Mans in occasione della celebre 24 ore è occupato da auto non convenzionali che tentano di anticipare i trend e le innovazioni del futuro. Quest’anno ha ospitato qualcosa di diverso e assolutamente speciale.

Tutto parte dall’estate del 2012: Frédéric Sausset è in vacanza con la sua famiglia nella regione delle Landes.  Non si aspetta certo che un banale graffio a una mano sconvolga la sua vita.  Ma quella piccola ferita, che sembra davvero una cosa da nulla, si infetta a causa di un batterio raro. Frédéric finisce così all’ospedale: si sveglierà dal coma un mese più tardi, braccia e gambe amputate. Un colpo terribile per questo imprenditore di Blois e per la sua famiglia.

Lui, però, decide di non lasciarsi abbattere: non vuole sopravvivere, vuole vivere! È questa forza a spingerlo verso una sfida incredibile. Appassionato fin da bambino di sport automobilistici, ha deciso di partecipare alla 24 Ore di Le Mans a bordo di un prototipo Morgan – Nissan LMP2, gareggiando con gli altri piloti non menomati.

 


La sua gara è ancora più difficile: non ha mai pilotato un’auto da corsa in tutta la sua vita, le sfide sono sia fisiche, sia tecniche. Riesce tuttavia ad avere il supporto  di numerosi sponsor  fra cui AXA, Audi e l’Automobile Club de l’Ouest , grazie a loro contributo la vettura viene adattata in base ai suoi handicap, e a ogni giro di prova i suoi tempi migliorano.

Si susseguono i circuiti Barcellona, Magny-Cours, al Castellet… dopo 3 anni di allenamento, Frédéric ha creato attorno a sé una vera squadra assieme ai piloti professionisti Christophe Tinseau e Jean-Bernard Bouvet, parla a nome di un collettivo: “La 24 ore di Le Mans è prima di tutto un gioco di squadra che non si può vincere da soli”.

Il 18 Giugno,  grazie alla sua perseveranza e alla sua tenacia, il suo sogno si è realizzato: Frédéric insieme ai due compagni di squadra, tra lo stupore e la commozione generale offuscando quasi l’incredibile risultato della corsa decisa negli ultimi 5 minuti, ha completato la gara chiudendo al trentottesimo posto,  con tempi sul giro di soli tre secondi più lenti rispetto ai piloti non menomati.

Lo spirito che ha animato la sua sfida lo si ritrova anche nella fondazione che ha creato, “Fondation Frédéric Sausset Ma course à la Vie”, sotto l’egida di  FACE (Fondation Agir Contre l’Exclusion). Attraverso di essa Frédéric spera di dimostrare che il ritorno alla mobilità è possibile, anche in condizioni estreme, e vuole testare soluzioni tecniche e tecnologiche per l’adattamento delle vetture.

Come ogni grande combattente, Frédéric ha bisogno di sfide: siamo tutti impazienti di sapere quale sarà la prossima.

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