Hacker e voto online, il pericolo di brogli nel giorno delle elezioni – Nati Per

Hacker e voto online, il pericolo di brogli nel giorno delle elezioni

08 Nov 2016

Votare online non è sicuro, e intanto un video fa vedere quanto è facile manipolare le macchinette elettorali. Gli hacker? Sono il pericolo minore

Ad ogni elezione si ripropone sempre più spesso una domanda: perché non possiamo votare online? Nel 2016 con due pc, tre smartphone e un tablet per ogni famiglia perché non si è ancora trovato il modo per riuscire a esprimere la propria preferenza senza dovere andare al seggio? Ci sono Paesi che sono riusciti a farlo, vedi per esempio l’Estonia, eppure il modello non sembra ancora esportabile, almeno non in Italia. “Ci vorranno almeno altri 10 anni” dicono gli esperti e, d’altra parte, anche i 318 milioni di abitanti degli Stati Uniti (o quelli di loro che voteranno) si preparano a mettersi in coda in un martedì lavorativo per decidere in un seggio chi sarà il nuovo inquilino della Casa Bianca.

Sembrerebbe una scelta popolare quella di far votare online, e probabilmente porterebbe molte più persone ad avvicinarsi al proprio dovere civico, ma le cose non sono così semplici.

Tentativi sono stati fatti ed è indubbio che nel futuro si andrà in questa direzione ma, come abbiamo scritto anche in un articolo su StartupItalia!, L’E-voting non è sicuro.  hacker

Il progetto pilota

Nel 2010 il consiglio elettorale ed etico del Distretto della Columbia ha condotto un progetto pilota per il voto online appositamente pensato per i cittadini che vivevano fuori dal Continente americano e per i militari. Lo scopo era capire se in questo modo era possibile recuperare parte dell’astensionismo. Avevano pensato a un sistema semplice che prevedeva che i votanti si collegassero, ricevessero la scheda, la stampassero e la rispedissero tramite Internet. Un metodo che all’apparenza poteva sembrare senza rischi ma che invece poche settimane prima del voto e in fase di sperimentazione, aveva mostrato delle falle. In sostanza il sistema conteneva un piccolo errore che aveva permesso ad alcuni studenti, che stavano testando il meccanismo, di modificare tutti voti da remoto senza che nessuno dei funzionari delegati se ne accorgesse.

Maggiore consapevolezza da parte del votante

La sicurezza online è qualcosa di ancora molto lontano e non può per ora garantire la privacy del votante, la conferma della sua identità, e un risultato certo. Per il momento dovremo ancora prevedere di recarci alle urne per svolgere il nostro dovere di cittadini. Per poter votare direttamente dalle piste di sci o mentre si prende il sole in spiaggia, bisognerà aspettare lo sviluppo un sistema sicuro ma soprattutto bisognerà imparare a rendersi conto del grado di sicurezza dei dispositivi che si hanno in uso. Troppo spesso, infatti, non siamo in grado di riconoscere di essere di fronte a un possibile attacco di un virus neppure quando i segnali sono evidenti. L’educazione, come sempre, è il primo passo verso una soluzione innovativa.

Hacker e manipolazione delle schede

In questi giorni sente anche molto parlare di sicurezza del voto e di un possibile attacco hacker sulle elezioni americane. In realtà il rischio è molto meno alto di quello che si crede (leggi anche “Non c’è bisogno degli hacker russi per manipolare il voto Usa”). Non sono gli hacker russi i veri nemici da cui guardarsi, ma piuttosto e più banalmente bisognerebbe temere la manipolazione delle macchinette elettroniche che raccolgono i voti.

Un video circolato in queste ultime ore infatti fa vedere chiaramente come facilmente si può taroccare una macchinetta e non bisogna essere un hacker per poterlo fare.

Al contrario, un attacco hacker su vasta scala è più difficile che si realizzi proprio per la differenza del metodo di votazione nei 50 stati federati: sono diverse le macchinette e i metodi di voto, e in molti seggi elettorali non è previsto il sistema elettronico ma solo il voto carta e matita. A riprova della difficoltà dell’hackeraggio l’FBI non ha previsto un amento degli agenti in campo per prevenire eventuali reati di manipolazione del voto.

L’opinione di Matteo Flora Hacker, direttore una Reputation Company ed una UX Agency con skill di Privacy, Forensics e IP Protection.

(StartupItalia! per Newsroom)

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