Il boom delle mamme blogger – Nati Per

Il boom delle mamme blogger

26 Apr 2018

di Camilla Gaiaschi. Reblog da Linc Magazine

Un fenomeno che fa luce sulle difficoltà a conciliare famiglia e carriera, e che per alcune diventa davvero un lavoro

All’inizio fu Elasti, Alias Claudia De Lillo. Di giorno giornalista, di notte blogger. Era il 2005 e il suo blog “Nonsolomamma” in pochi mesi arrivò a conquistare più di 3mila visitatori al giorno, raccontando con registro comico e surreale le difficoltà di conciliare famiglia e lavoro. Seguirono diversi libri di successo e una meritata popolarità, complice una narrazione lontana dai cliché del “madre è bello a tutti i costi”. Oggi è conduttrice di Caterpillar e tiene una nota rubrica su D la Repubblica.Tutti conosciamo ormai le vicende quotidiane della sua famiglia, fatta di un marito part-time e di tre “hobbit” (i figli), che Elasti descrive con taglio sapientemente fantasy.

Da allora il fenomeno delle mamme blogger è scoppiato, assumendo tratti nuovi. Il blog, innanzitutto, ha lasciato il passo a nuove forme di comunicazione, da Youtube ai social media, Facebook e Instagram in primis. Ne sono nate delle vere e proprie star. Come Julia Elle, o Disperatamentemamma, da cantante a mamma che canta, 85mila follower e fino a 4 milioni di visualizzazioni a video, mentre Evelina (@evil9225), che star forse ancora non è, ma basta poco per capire che lo diventerà, ha 70mila follower e un profilo Instagram da vera fashion blogger, con tanto di shooting e prodotti di bellezza.

C’è poi chi fa numeri più contenuti ma sta crescendo in fretta: @latendainsalotto, @giorgiaceci e @roberta_vivereunafavola viaggiano tra i 10 e i 15mila follower. Le nuove mamme blogger – o meglio le nuove mamme “influencer” – raccontano gioie e dolori della maternità, chi con un taglio più intimista e riflessivo, chi con molta ironia. A volte il compagno fa parte della scena, altre volte resta in sottofondo. Tutte però hanno un tratto in comune: l’erosione tra il pubblico e il privato. Se infatti Elasti trasformava, anzi trasfigurava, marito e figli, in personaggi di un racconto scritto, le mamme digitali di oggi utilizzano principalmente le immagini, dalla foto al video, e solo a supporto (e non per tutte) il testo.

(@giorgiaceci)

La posta in gioco, insomma, è molto più alta, tanto da dover fare i conti pure loro con gli haters della rete. “Mettersi a nudo sulla rete significa correre il rischio di essere criticata – spiega Giorgia Ceci, 26 anni, madre single della provincia di Frosinone – per di più da altre mamme. All’inizio ci rimanevo male, poi ho imparato a non rispondere”.

Quasi tutte – ed è questo un ulteriore elemento di scarto con Elasti “la pioniera”, complice una crisi economica che nel frattempo ha lasciato strascichi – hanno alle spalle un lavoro che hanno dovuto lasciare a causa della maternità. Gaia Rota, 28 anni, di @latendainsalotto, faceva la fotoreporter, “ma con la nascita della prima figlia ho capito che non potevo più partire e così ho rinunciato a un lavoro in Palestina – spiega – dopo essere diventata mamma ho fatto la fotografa freelance e la commessa, ma in sostanza nel mio campo non ho più lavorato”. Così, assieme al marito Michele, ha deciso di raccontarsi: “E’ il nostro vivere quotidiano – precisa – decidiamo insieme cosa scrivere e quali foto postare”. Una laurea in comunicazione in Svizzera, Gaia utilizza gli skills acquisiti in formazione nella sua attività di mamma blogger: “amo questo lavoro – spiega – mi consente di continuare a coltivare la mia passione per la fotografia e la comunicazione”.

Giorgia faceva la parrucchiera, Roberta l’estetista. Per entrambe stare a casa è stata una necessità. Paghe da fame per la prima che è arrivata a lavorare per soli 10 euro al giorno. Nessuna rete famigliare per la seconda, che da Napoli si è trasferita a Milano con il marito e non trova un lavoro part-time. Anche lei ha “voglia di tornare a fare l’estetista”. “Ho studiato tanto per questo – spiega –ma potrò tornare a farlo solo quando mio figlio sarà un po’ più grande, in modo da potermi gestire gli orari come partita Iva e continuare a fare la blogger”.

(@latendainsalotto)

Nel frattempo, il social assurge a strumento per fare rete con le altre mamme, rimettersi in gioco, arrotondare. Perché le nuove mamme blogger sono delle vere e proprie influencer e come tali vengono contattate dalle aziende di prodotti per bambini, le quali, in maniera molto diversa a seconda dellapopolarità della mamma e/o delle sue scelte “deontologiche” in materia di pubblicità, le sponsorizzano.

“Se si vuole trasformare questa attività in un vero e proprio lavoro si può – spiega Gaia – io personalmente faccio fatica ad adattarmi alla vita da freelance, non è per me, lo considero un secondo reddito, se potessi tornare a fare quello per cui ho studiato con un contratto, in un’azienda, ne sarei davvero felice”. La resilienza di una madre ai tempi del lavoro liquido.

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