Il Centro Hurtado vince Nati per proteggere e a Scampia nascono due nuovi laboratori con tecnologia all’avanguardia – Nati Per

Il Centro Hurtado vince Nati per proteggere e a Scampia nascono due nuovi laboratori con tecnologia all’avanguardia

09 Mar 2016

 Intervista a Padre Fabrizio Valletti fondatore del Centro che aiuta i ragazzi delle vele a costruirsi un futuro grazie a lavoro e studio.

A Scampia c’è un posto dove si “crea bellezza”. Un luogo dove i ragazzi – ma non solo – possono costruirsi un futuro lavorando e studiando: è il Centro Hurtado, una realtà che in 10 anni si è conquistata un ruolo importante nel cuore del quartiere napoletano.

Il Centro è intitolato al santo cileno Alberto Hurtado, un gesuita che ha speso la vita per la popolazione più povera del suo paese. Dal 2006 a Scampia un gruppo di gesuiti porta avanti la sua filosofia, occupandosi di proporre ai giovani attività di educazione e supporto scolastico con laboratori di musica, cinema, arte, e permettendo agli adulti di intraprendere un lavoro dignitoso e regolare grazie alla sartoria e alla legatoria. Il Centro Hurtado non è solo un posto dove assistere persone in difficoltà, ma è soprattutto un luogo dove si offrono nuove possibilità a tutti coloro che vogliono mettersi in gioco.

Sono passati pochi mesi da quando la comunità, grazie alla storia “I ragazzi di Scampia”, si è aggiudicata il premio del valore di 50.000 euro di Nati per Proteggere, e abbiamo chiesto a Padre Fabrizio Valletti, fondatore del Centro, di raccontarci qualcosa di più del suo lavoro di protezione.

Il Centro Hurtado dimostra che è possibile, con determinazione e ottimismo, diffondere la cultura della legalità attraverso la formazione, il sostegno e il lavoro. Ma che cosa significa gestire una cooperativa come la vostra a Scampia?

Stiamo dimostrando che anche in quartieri come questo si possono aprire attività produttive che lavorano nella legalità, attente all’inserimento nel mondo del lavoro di persone in difficoltà. Non è stato facile inserirsi in questo contesto ma non sono mancati la solidarietà e l’aiuto di molti abitanti di Napoli e del resto d’Italia. A volte abbiamo dovuto combattere con una mentalità che si accontenta del minimo indispensabile, mentre c’è bisogno di continue innovazioni ed adattamenti al gusto dei clienti, specialmente dei giovani.

Quante persone riuscite ad accogliere nei vostri laboratori? Che genere di attività svolgono?

Nel corso dei dieci anni di vita del “La Roccia” (la cooperativa del Centro Hurtado che gestisce la bottega del libro e la sartoria n.d.r.) una trentina di persone hanno realizzato percorsi di formazione e produzione nei laboratori. Tra loro anche alcuni portatori di handicap e ragazzi affidati ai servizi sociali. Attualmente lavorano cinque signore in sartoria e tre legatori/cartotecnici in legatoria. Le attività di gestione di orti e giardini e il restauro di arredo scolastico, in partenariato con altre realtà del territorio, danno lavoro a una decina di detenuti seguiti da un paio di agronomi. Otto mamme stanno concludendo un corso di pasticceria nel laboratorio di cucina.

In collaborazione con altre associazioni del territorio locale e nazionale, il Centro Hurtado ha organizzato anche corsi di informatica finalizzati all’inserimento nelle aziende, corsi per la patente europea, corsi di lingue straniere, laboratori di mosaici, corsi di artigianato. Complessivamente hanno seguito questi corsi 350 persone. Infine ci sono i laboratori formativi per bambini e ragazzi: biblioteca, rinforzo scolastico, musica, cake designer.

Numeri molto importanti che fanno comprendere come negli anni siete riusciti a portare la speranza all’interno del quartiere. L’abbandono scolastico resta però la piaga più grave da sanare in questo territorio, che cosa fate per riportare i ragazzi sui banchi di scuola?

Il nostro obiettivo è che la scuola funzioni o torni a funzionare. Senza il nostro supporto qualche ragazzo avrebbe aumentato la percentuale di desistenza scolastica, che a Scampia supera il 30%. A volte il giovane sceglie di tornare a studiare dopo molti anni, e si iscrive ai corsi serali che la scuola organizza ogni anno. Sta a noi aiutarlo in questa ripresa che non è mai semplice.

A dicembre la vostra “storia di protezione” si è classificata al primo posto della seconda edizione del concorso “Nati per proteggere”. Avete già utilizzato l’assegno?

Sì, grazie all’assegno abbiamo comprato macchinari e strumentazione per due nuovi laboratori: pizzaiolo/pasticcere e orti/giardini comunitari. Abbiamo anche rinnovato le macchine da cucire nel laboratorio di sartoria e comprato un tagliarisme e una stampante per doratura da utilizzare nel laboratorio di legatoria/cartotecnica.

Tutte le anime del Centro beneficeranno del premio rendendo il progetto di impegno e di inclusione sociale più concreto e per continuare a crescere nel tempo, offrendo maggiori opportunità alla comunità di Scampia e alle nuove generazioni.

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