Il crowdfunding al servizio dell’innovazione sociale. Come i progetti si finanziano dal basso – Nati Per

Il crowdfunding al servizio dell’innovazione sociale. Come i progetti si finanziano dal basso

14 Ott 2016

Il crowdfunding può cambiare le regole della finanza per l’impresa. Se ne sono accorte non solo le aziende tradizionali ma anche le imprese sociali, le ONLUS e gli enti non profit che con il crowdfunding riescono a finanziare progetti di innovazione sociale. “Il crowdfunding in molti casi è una strada obbligata per le non profit – racconta Rossella Sobrero presidente di Koinètica prima struttura in Italia a dedicarsi alla progettazione e realizzazione di iniziative di formazione e comunicazione nel campo della CSR –  è uno strumento di finanziamento che parte dal basso e che riesce a coinvolgere chi è in grado di allargare la community raggiungendo risultati che altrimenti non sarebbero possibili”.

E’ il caso delle campagne lanciate da Rete del Dono, il portale per la raccolta di donazioni a favore di progetti di utilità sociale ideati e gestiti da organizzazioni non profit. Tra i progetti lanciati dalla piattaforma c’è anche AXA Cuori in Agenzia, un’iniziativa che supporta i progetti di responsabilità di impresa realizzati proprio degli agenti AXA sul territorio. L’iniziativa ha coinvolto 50 agenti che hanno presentato altrettanti progetti in partnership con associazioni non profit locali.

cuori

Una giuria di esperti ne ha selezionati dieci in base al loro potenziale impatto sociale: sono state selezionate idee di natura educativa, di tutela della salute, progetti finalizzati a creare lavoro giovanile o favorire l‘integrazione sociale, a sostegno di ambiente, arte e cultura o a supporto di categorie vulnerabili come anziani, bambini e disabili. I 10 finalisti sono poi stati caricati su Rete del Dono. AXA Cuori in Azione ha già finanziato il 50% del costo di ciascun progetto ma saranno gli agenti, gli amici degli agenti e le communuty che ruotano intorno al loro mondo che decreteranno il successo di un progetto. “I progetti che funzionano di più su piattaforme di raccolta fondi online sono quelle che riescono a coinvolgere le persone emotivamente” spiega Sobrero “per questo hanno molto successo iniziative che riguardano bambini, la rimozione delle barriere architettoniche, servizi per la cura e la conciliazione famiglia-lavoro”.

La colonna portante del crowfunding e in particolare del crowdfunding sociale è la comunicazione: “E’ indispensabile parlare alle community attraverso una comunicazione mirata – sostiene Sobrero – che coinvolga le persone convincendole a dare il loro contributo”. In questo mondo i social svolgono un ruolo importante veicolando i messaggi e trainando la comunicazione. “La forza del crowdfunding è proprio quella di partire dal basso, di coinvolgere un territorio proponendo iniziative che possono effettivamente interessare i cittadini, il 90% dell’ingaggio parte proprio dai social”. E secondo un’analisi condotta da Ivana Pais, docente di sociologia economica alla Università Cattolica di Milano, in particolare da Twitter. “Il profilo Twitter dell’organizzazione – spiega Pais nel saggio I segreti del successo delle campagne di crowdfunding delle imprese sociali italiane – sembra avere un ruolo reputazionale che denota la capacità dell’organizzazione di “stare” attivamente sui social network e una maggior competenza nell’utilizzo degli stessi. Inoltre Twitter può essere considerato come uno strumento in grado di attivare una comunicazione con una comunità, anche ridotta, che tende a essere realmente “ingaggiata” e coinvolta nell’attività dell’impresa sociale. Il ruolo di Facebook sembrerebbe essere poco rilevante”.

Sul tema del crowfunding sociale si sta muovendo anche il Comune di Milano che ha stanziato 400mila euro per finanziare i progetti di innovazione sociale che riescano a raccogliere sulla piattaforma Eppela almeno la metà del proprio obiettivo di budget. A seguito della pubblicazione del bando ci sono state 56 candidature e tra queste sono stati selezionati 22 progetti che in 4 tornate sono stati promossi su Eppela L’iniziativa del comune ha avuto ottimi risultati, al momento su 8 progetti lanciati su Eppela solo uno non è riuscito a raggiungere il 50% del finanziamento.

Il bando proponeva di sostenere idee che si collocassero nell’ambito dell’innovazione sociale e in particolare riguardassero: città accessibile, rimozione delle barriere per soggetti con fragilità psicofisiche; innovazioni tecnologiche per rafforzare la connettività urbana; interventi volti a ridurre il digital divide; progetti innovativi per favorire l’informazione sulla mobilità; innovazione dei servizi per la cura e la conciliazione famiglia-lavoro;  valorizzazione e sviluppo delle reti sociali attivabili nelle comunità per la realizzazione di servizi e iniziative fondate sulla collaborazione, sulla condivisione e sulla reciprocità. Tra tutti gli ambiti possibili molti dei migliori progetti puntavano sulla valorizzazione di alcuni spazi degradati o dismessi.

Quanto vale il crowdfunding in Italia?

Grazie al recente rapporto realizzato dall’Osservatorio Crowdinvesting del Politecnico di Milano si può tracciare un bilancio a proposito del valore del crowdfunding nel nostro Paese. Lo studio ha focalizzato l’attenzione sui portali che consentono alle imprese di ottenere capitale offrendo una remunerazione agli investitori attraverso la sottoscrizione di capitale di rischio (equity crowdfunding), oppure attraverso prestiti (lending crowdfunding) o ancora con la cessione di fatture commerciali (invoice trading).

Lo studio ha evidenziato che dal 2013 a oggi i fondi raccolti tramite l’equity crowfunding in Italia valgono 5,89 milioni di euro. Siamo ancora indietro rispetto ad esempio al Regno Unito, dove solo nel 2015 sono stati raccolti 332 milioni (nel mondo la raccolta è stata del 2,56 miliardi di dollari). Nei primi mesi del 2016 però l’equity crowdfunding in Italia ha però cambiato marcia e solo nell’ultimo trimestre sono arrivate sul mercato 11 nuove offerte. Questo dovrebbe portare il mercato alla soglia di 9 milioni di euro entro l’anno.

Lo studio del Politecnico di Milano ha poi evidenziato alcuni dati interessanti sulle campagne lanciate in italia fino ad oggi. E’ emerso per esempio che le imprese protagoniste delle campagne hanno mediamente tre anni di età e un fatturato di circa 17mila euro e che il target di raccolta medio è di 317mila euro. Per quanto riguarda i progetti presentati questi spaziano dai servizi in piattaforme social/sharing (10 casi), all’ICT (10 casi), ai servizi professionali (9 casi) e gli  investitori, stando a un’analisi inedita condotta su 365 persone fisiche, hanno tra i 40 e i 49 anni, sono per l’82% uomini e per il 28% risiedono in Lombardia. Fra gli investitori sono state censite anche 43 persone giuridiche, fra cui imprese di servizi e consulenza, manifatturiere, banche, holding.

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