Il segreto per affrontare il protection gap delle nuove generazioni – Nati Per

Il segreto per affrontare il protection gap delle nuove generazioni

20 Lug 2017

Post di Matteo Carbone

Il settore assicurativo nella sua maggior parte è considerato conservativo e immune ai cambiamenti.

É ormai comune sentire gli analisti commentare sul fatto che un’industria di $5T non sia tanto cambiata sin dal 1347 quando un contratto era definito da qualcuno che prometteva di dare un indennizzo per coprire eventuali danni provocati a una nave in cambio di un premio.

Ho l’impressione che il settore assicurativo abbia una fama peggiore rispetto a come sia la realtà delle cose, si tende spesso a dimenticarsi d’innovazioni già consolidate:

  • La distribuzione digitale nel mercato assicurativo dell’UK dove quasi 60% delle coperture auto sono vendute online e dove i siti di confronto prezzi sono la norma per chi acquista polizze auto;
  • L’adozione dei telematics nel mercato Italiano – dove quasi 20% delle coperture auto viene con un device fornito dall’assicuratore, capace di monitorare i viaggi in macchina durante il periodo della copertura.

D’altro canto, per quanto riguarda le innovazioni di successo nel passato del settore assicurativo, è importante sottolineare come solo pochi degli operatori storici siano stati capaci di creare il cambiamento, mentre la maggior parte sono stati obbligati di reagire a questi elementi dirompenti. La cultura tipica del settore è sempre stata avversa al rischio.

Questa cultura dell’industria assicurativa ha visto però un’importante evoluzione negli ultimi 18 mesi ed è sempre più comune percepire un certo senso di urgenza nel mercato riguardo la necessità di innovare. É inconcepibile per una compagnia assicurativa oggi di non porsi la domanda su come far evolvere il proprio modello e di ragionare su quali moduli che fanno parte della catena di value hanno bisogno di essere trasformati o reinventati tramite l’uso della tecnologia e l’utilizzo dei dati.

Non è un’attesa realistica di vedere i cambiamenti succedere da un giorno all’altro però sta diventando più comune di vedere strategie aziendali basate su un mix d’innovazione-sviluppo interno, investimenti-partnership e acquisizioni.

Penso che l’evoluzione tecnologica farà aumentare la specializzazione e la creazione di eccellenze in singoli ambiti, generando un incremento della frammentazione della catena del valore assicurativa. Sono positivo per quanto riguarda l’opportunità degli operatori storici di rimanere rilevanti e penso che il futuro appartenga a quei assicuratori capaci di orchestrare un ecosistema di partner.

Un esempio che ho potuto osservare da vicino è stata la partnership tra Axa Italia e Neosurance, una startup insurtech in cui ho investito pochi mesi fa. Il SaaS di Neosurance vanta il processo assicurativo più veloce esistente fino ad oggi: basato su notifiche push personalizzate che permettono ai clienti di coprire i loro viaggi tramite la value proposition di AXA Italia in soli 10 secondi, tutto online.

Il servizio SaaS di Neosurance della startup permette alle compagnie di utilizzare app terze come incidental channel per la distribuzione di polizze, ed è basato su un motore di Intelligenza artificiale capace di offrire il prodotto assicurativo più adeguato per una certa persona, con il messaggio giusto, al momento giusto. Questo approccio vuole replicare nell’ambito dell’assicurazione istantanea quello che un bravo agente/broker assicurativo fa solitamente per i prodotti assicurativi tradizionali: crea consapevolezza, stimola il bisogno e propone la soluzione. In un mondo che si sta digitalizzando, in cui l’interazione tra le persone si sta diminuendo e con l’attenzione media delle persona sta calando sotto i famosi “8 secondi di attenzione del pesce rosso”, il massive transformative purpose di Neosurance è di ridurre il protection gap delle nuove generazioni.

Grazie a Pietro Menghi, CEO di Neosurance con decine di anni di esperienza nel settore europeo assicurativo, l’approccio di Neosurance è estremamente robusto per quanto riguarda l’underwriting, così permettendo ai partner assicurativi come Axa Italia di soddisfare i 6 elementi chiave di un rischio assicurabile nel miglior modo possibile:

  1. Bisogno, per la copertura assicurativa quando l’evento anticipato accade;
  2. Mutualità, grande numero di unità di esposizione simili;
  3. Casualità, eventi assicurati accidentali e involontarie
  4. Valutazione, il rischio deve essere valutabile in base alla potenziale perdita e deve essere determinabile se la perdita è coperta dalla polizza;
  5. Viabilità economica, il prodotto non deve portare all’assicuratore un’esposizione ad eventi catastrofali che ne mettano in pericolo la solvibilità,
  6. Accessibilità, il livello del premio deve essere sostenibile per l’assicurato.

L’approccio unico in ottica “push” creato dal team di ingegneri IT di Neosurance è capace di evitare l’effetto dell’anti-selezione e di preservare la disciplina dell’underwriting, essendo la modalità migliore per evolvere nel medio termine e distribuire un prodotto che aiuta l’assicuratore di mantenere le promesse fatte al cliente.

Credo che tutti i player del settore assicurativo mix d’innovazione-sviluppo interno, investimenti-partnership e acquisizioni diventeranno delle InsurTech, cioè organizzazioni dove la tecnologia sarà prevalente come principale enabler per il raggiungimento di obiettivi strategici. Insurtech può rendere il settore assicurativo più forte e più propenso al raggiungimento degli obiettivi strategici: proteggere la vita delle persone!

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