Imballaggi e packaging green, il polistirolo sostituito dai funghi – Nati Per

Imballaggi e packaging green, il polistirolo sostituito dai funghi

05 Mag 2016

Addio al polistirolo, i nuovi contenitori da imballaggio si faranno con i funghi. Sembra fantascienza ma non lo è, tanto che anche il colosso svedese Ikea sta pensando di convertirsi al nuovo packaging green.

Un’idea che vale la pena sviluppare se si pensa che il polistirolo è uno dei materiali più inquinanti al mondo, non si ricicla e impiega millenni a decomporsi. Il nuovo imballaggio sarebbe invece completamente biodegradabile e smaltibile in poco tempo nel terreno.
Si tratta di un composto fatto da micelio l’apparato vegetativo dei funghi che si presenta sotto forma di massa di fibre ramificate nascoste nel terreno. Il micelio secerne gli enzimi e le proteine necessarie per la crescita del fungo e ha una capacità di crescita enorme in condizioni atmosferiche ottimali

A sviluppare l’idea è stata l’azienda americana Ecovative e ha chiamato “Mushroom Packaging” il risultato raggiunto lasciando crescere il micelio in zone dove vengono accumulati rifiuti di tipo agricolo. Il processo è semplice: la Ecovative riceve i rifiuti agricoli da agricoltori regionali, come gli stocchi di mais o le bucce; una volta puliti vengono aggiunti al micelio e confezionati in buste dove viene lasciato a crescere. Nel giro di qualche giorno le fibre del fungo vanno ad arrotolarsi attorno ai rifiuti in una forma solida, che poi viene privata di sostanze umide per evitare che cresca maggiormente. Alla fine del processo si ottiene un materiale spugnoso molto simile anche dal punto di vista estetico al polistirolo e che può essere utilizzato per imballaggi di ogni tipo.

Per Ecovative l’idea non è nata negli ultimi tempi, ma già nel 2006 quando hanno iniziato a produrla a Troy, New York. E ci sono già clienti come Dell, che utilizza questo packaging per imballare i computer, ma per il momento il suo utilizzo  non è stato molto diffuso. La svolta potrebbe venire proprio adesso, un cliente come Ikea potrebbe influenzare anche altre grosse aziende che potrebbero col tempo rinunciare agli imballaggi con fibre plastiche per scegliere un packaging più verde, che ciascuno di noi può smaltire in poche settimane in giardino.

 

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