In big data we trust – Nati Per

In big data we trust

21 Apr 2017

Il mondo dell’arte, al contrario di quanto si pensi, ha un legame sempre più forte con la scienza dei dati. Le richieste dei nuovi protagonisti con competenze nell’analisi dei dati, l’impulso fornito da una tecnologia sempre più fruibile ed il confronto con un fenomeno globale inarrestabile hanno spinto anche l’arte ad aprirsi all’era digitale del XXI secolo. Da questo contesto è nata H A P P E N I N G Technologies, la piattaforma informativa che fa da punto d’incontro tra arte e tecnologia. È evidente quanto la scienza possa essere utile all’arte. Non si tratta solo di un nuovo mezzo o di un nuovo approccio, ma di uno strumento in grado di far crescere il settore ed il mercato dell’arte. 

Ogni giorno, 3 miliardi di utenti effettuano più di 3,3 miliardi di ricerche online su 300 miliardi di pagine indicizzate da Google, condividono oltre 350 milioni di foto e generano 4,5 miliardi di like su Facebook. È impossibile negare che le nostre vite ruotano intorno ai 144 miliardi di email che inviamo ogni giorno: i dati digitali dominano la nostra società e la tecnologia ci sta portando sempre più lontano. Ma in che modo la tecnologia influenza il mondo dell’arte? C’è una logica nella scienza dei Big Data all’interno di un settore governato da pochi, in cui solo il 47% delle transazioni è a conoscenza di tutti? Innanzitutto quando esaminiamo le possibili applicazioni dei dati nel mondo dell’arte, dobbiamo guardarli da una prospettiva positiva di gestione dei metadati. Esistono? Li possiamo usare? Come possiamo usarli?

I Big Data potrebbero essere considerati come “un territorio accidentale di rottura che svela un tesoro miracoloso” con il potere di scuotere completamente il mondo dell’arte. Dietro l’espressione Big Data risiede una ricchezza di sfere tecnologiche e dobbiamo essere in grado di disegnare una linea per dividere la scienza dalla pseudoscienza “che sembra molto simile alla scienza ma non lo è”.

Oggi ogni leader del mondo dell’arte dispone di una vetrina digitale sul proprio sito web e sui social media. Dopo diversi anni sui social media, le istituzioni hanno capito con successo l’impatto positivo che il mondo digitale potrebbe avere per loro. Il Grand Palais di Parigi, ad esempio, ha riconosciuto l’importanza di utilizzare questo mezzo di comunicazione nel 2012 e ha deciso di investire. Aumentando il personale dedicato, il museo ha visto un incremento di 1687 follower su Twitter tra il 2013 e il 2015.

“In generale, le iniziative di successo non sono digitali al 100% ” dice Nicolas Orlowski, fondatore del gruppo Artcurial. Questa posizione aumenta la reputazione delle case d’aste consolidate che ora vogliono aprire i loro canali commerciali e di vendita per beneficiare dei vantaggi competitivi. Tuttavia, oggi siamo testimoni dell’ascesa dei cosiddetti  pure app players, dove i siti web non esistono più e vengono sostituiti da un semplice display.

Due logiche distinte derivano da questo concetto:

  • un desiderio di accesso completo e totale, in grado di far pensare che il mondo dell’arte sia accessibile a tutti. Questo è il caso di Wydr, emerso nel luglio 2016. Questa piattaforma consente agli artisti di superare la natura elitaria del mondo dell’arte introducendoli ai collezionisti novizi. L’applicazione è molto lontana dalle abitudini e dalle norme del mondo dell’arte e impara i gusti dell’utente nel tempo misurando il numero di swipe a sinistra (si può considerare il Tinder del mondo dell’arte).
  • Una logica più selettiva. Artseeker.com metterà i compratori / collezionisti in contatto direttamente con i proprietari / venditori, rimuovendo tutte le commissioni sulle transazioni onorarie, facilitando incontri digitali e incontri faccia a faccia incorporando tecniche di geolocalizzazione per instillare il maggior grado di fiducia possibile nell’applicazione.

Il mercato dell’arte online sembra reinventarsi, perché questa nuova generazione di applicazioni è appena iniziata. Questo nuovo modo di accedere agli artisti e al mercato è meno complicato, più facile, più moderno, mobile e raggiungerà un nuovo pubblico, facilitando le transazioni attraverso una maggiore trasparenza.

Ora che l’arte sta gradualmente incontrando la scienza dell’informazione la prossima sfida sarà elaborare l’esatto valore di un pezzo. Alcuni si stanno già muovendo in questa direzione. Il mondo dell’arte è stato considerato incalcolabile per molto tempo. Ciò che resta ora è scoprire come questi algoritmi si evolveranno e quali tipi di opere d’arte interesseranno.

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