In un mondo di numeri esistono ancora imprevisti? Le casualità che ci rendono felici – Nati Per

In un mondo di numeri esistono ancora imprevisti? Le casualità che ci rendono felici

03 Ott 2016

In un mondo di dati predigeriti da rigorosi algoritmi e veicolati dai Big Data c’è ancora posto per sorprese felici? È ancora possibile trovare una canzone, un libro o una persona non avete mai pensato di amare?

Basta comprare una cartuccia per la stampante ed ecco che Amazon vi consiglia di aggiungere al vostro carrello la prima stagione di Fargo; come fa a sapere che questa serie (che magari non avete mai visto) può fare proprio al caso vostro? Semplicissimo: perché, sullo stesso sito, poco prima avete guardato Pulp Fiction o Il grande Lebowski, due film che solitamente piacciono a chi ama… Fargo! Questi consigli, così come le news di Facebook o i profili su OkCupid, sono tutti passati attraverso il vaglio di un algoritmo che, di per sé, non ha cattive intenzione.

Anticipare i desideri

E’ sempre la stessa storia: il programma analizza dati come la cronologia degli acquisti o di navigazione, e, mettendo a confronto le scelte di altri utenti, vi propone la vostra piccola selezione personale, creata su misura per voi. L’obiettivo: anticipare i vostri desideri e, di conseguenza, facilitare l’acquisto. I parametri presi in considerazione da questi programmi terribilmente complessi sono un segreto commerciale gelosamente custodito, una vera e propria formula per fidelizzare i clienti. Nel 2014, quando Facebook ha cambiato il suo programma di selezione dei contenuti, ha (solo leggermente) disvelato questa “scatola nera”, spiegando di aver preso in considerazione non meno di 100.000 fattori. “Algoritmi e Big Data vengono utilizzati per influenzare le scelte dei consumatori nel modo più efficiente possibile” spiega Arnaud Muller, fondatore di Creative Data, una startup di servizi tramite Big Data.

Bloccati nella comfort zone

Dunque tutto sarebbe perfetto nel mondo degli algoritmi al servizio del marketing? Insomma… Proponendoci contenuti pensati per piacerci, le imprese sul web rafforzano un fenomeno comportamentale ben noto: la tendenza ad ascoltare solo ciò che rafforza le nostre convinzioni. In altre parole, gli algoritmi ci tengono nel caldo nella nostra comfort zone. In questo modo la “serendipità”, le felici scoperte accidentali, tendono a scomparire, a favore del previsto. 

Le gioie dell’errore (sul web)

La posta in gioco è alta, perché il caso e l’imprevisto sono sempre stati l’origine di nuove prospettive. Non dimenticate come l’umanità ha scoperto la penicillina, il velcro, la superconduttività o la tarte tatin… semplicemente senza volerlo. Per designare queste scoperte felici e accidentali, lo scrittore inglese Horace Walpole coniò un termine nel 1775: Serendipity. Una parola ispirata da un vecchio racconto persiano, i tre principi di Serendippo. La serendipità e il suo potenziale infinito non si limitano al laboratorio: tutti abbiamo scoperto autori notevoli, assaggiato sapori sorprendenti o stretto grandi amicizie battendo un percorso al di fuori dei sentieri già battuti.

Il ritorno del tiro di dadi

Bisognerà scegliere tra gli algoritmi che rendono la vita di tutti i giorni più semplice e la serendipità e le sue scoperte casuali? Non necessariamente. Una giovane startup francese, Search XPR, ha sviluppato un algoritmo predittivo con consigli pertinenti ma “dissonanti”, come un amico che ci conosca bene. Questo programma permetterebbe di scoprire gli “interessi inconsci degli utenti” secondo Jean-Luc Marini, ex matematico e co-fondatore della società. L’algoritmo si basa sulla serendipità psicocognitiva e “offrirà all’utente consigli senza preavviso, sorprendendolo felicemente.”

Testato su un sito di vendita, questo algoritmo e le sue proposte sorprendenti avrebbero aumentato del 30% il carrello dei visitatori.

Fonte: Newstoprotect.axa

 

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