Keep moving women. Educazione, lavoro e welfare 4.0 per per un mondo al femminile – Nati Per

Keep moving women. Educazione, lavoro e welfare 4.0 per per un mondo al femminile

25 Nov 2016

Sta iniziando una nuova era, in cui le donne saranno rappresentate e gestiranno il potere in proporzione al loro effettivo contributo a società ed economia? Quando arriverà l’anno X in cui veramente le donne erediteranno la terra, parafrasando il libro di Aldo Cazzullo? Come attrezzarsi per favorire la valorizzazione più autentica della diversità, in tutte le sue accezioni inclusa quella di genere, a livello nazionale e globale?

Una occasione di discussione e di proposta su questi temi ci arriva dalla Presidenza Italiana del G7 nel 2017, con varie tappe nel Belpaese del gotha di governi e non solo, con vari tavoli dei “grandi della terra”. Dove si partirà dall’assunto che il #gendergap è uno dei lacci che frena lo sviluppo dell’economia e tematica, quindi, da affrontare in modo trasversale.

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La riflessione su come indirizzare la questione è già partita e se ne è parlato nella splendida cornice della Coffee House di Palazzo Colonna a Roma dove 35 donne di estrazione e background diverso, ciascuna a suo modo role model nel suo ambito, sono state riunite da Valore D e da NTT Italia. Intorno al tavolo oltre al giornalista Aldo Cazzullo e il padrone di casa Walter Ruffinoni CEO di NTT, una leader che ha precorso i tempi sul tema come Emma Bonino, il ministro Stefania Giannini, l’Ambasciatrice e sherpa G7 Anna Maria Zappia, la Presidente di Valore D Sandra Mori e tante donne piene di idee ed energie.

 

Numerosi gli spunti emersi, con due primi nodi da sciogliere: l’occupazione femminile, ancora troppo bassa nel nostro paese, e il cosiddetto “soffitto di cristallo”, che frena la mobilità e l’ascesa verticale del talento, in particolare femminile, nelle carriere professionali. Quindi: poche donne nei circuiti lavorativi, con difficolta ad entrare nelle cabine di comando manageriali (le C-Suite), ma con segnali positivi che ci arrivano dal mondo della corporate governance, con il raggiungimento del 30% di donne nei Consigli di Amministrazione delle quotate a pochi anni dalla Legge Golfo-Mosca sulle cosiddette quote rosa.

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Ci sono vari fattori distorsivi che seguono tempi ed età delle donne, solo per citarne alcuni:

  • negli universi dell’educazione e dell’istruzione (diversi e complementari) ci sono ancora pregiudizi inconsapevoli che limitano le scelte delle bambine e portano ad (auto)-censure, basti l’esempio dei corsi di studio scientifici (#STEM) che offrono opportunità professionali.
  • Il carico del lavoro domestico non retribuito vede le donne in media impegnate a lavorare oltre alla professione per 4 ore e 47 minuti ogni giorno, a fronte di un’ora e 30 minuti dedicata dagli uomini.
  • Siamo in un paese in cui la cura dei genitori anziani culturalmente “spetta” alla figlia, anche se i figli sono più di uno.
  • Per non parlare del macro-capitolo della maternità e della cronica assenza di servizi per infanzia e la necessità di attivarsi, o attivare reti familiari o, dove non ci sono, contare su lavoro domestico pagato.
  • Il tempo è diventato il bene più scarso e il tempo speso in ufficio e la presenza fisica rimangono culturalmente criteri di valutazione per avanzamenti e carriere. In molti paesi resta forte lo scostamento di remunerazione tra donne e uomini (#paygap) a parità di requisiti e capacità.
  • E sussistono convinzioni più o meno consapevoli autolimitanti, che sfociano nella famosa “sindrome dell’impostora”.

 

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E quindi? Sono uscite primissime proposte, e altre nasceranno in vista del G7, quali:

  • Lavorare a legislazione che introduca “distorsioni temporanee” per introdurre correttivi (le affirmative actions all’americana), alla luce anche dell’esperienza positiva della Legge Golfo-Mosca, partendo ad esempio da detassazione del secondo reddito o del lavoro femminile.
  • Incentivare percorsi di studio #STEM, i numeri e materie scientifiche non sono un olimpo maschile, Atena era anche la dea della scienza.
  • Promuovere role model e storie femminili nei modelli educativi e nei libri per combattere stereotipi.
  • Insegnare ai bambini la cultura del rispetto e ad essere “chief respect officers”.
  • Introdurre corsi nelle scuole sulla relazione sentimentale
  • Diffondere “buone pratiche” di colloqui e selezioni al buio per neutralizzare pregiudizi inconsci .
  • Incentivare lavoro agile e smart working che consente migliore gestione del tempo e di scardinare mito della presenza fisica e della visibilità.
  • Lotta senza quartiere ai divari salariali a parità di merito (#NOpaygap).
  • Considerare la maternità come una scuola di leadership, non un problema .
  • Investire in modo autentico nella “sorellanza” e progettualità comune femminile per un mondo migliore rilanciando un sogno comune.

 

Sono uscita ispirata e contenta della prospettiva di poter contribuire ad un mondo migliore, in cui le donne erediteranno la terra. E’ poi successo qualcosa. Ho guardato il tablet e trovato su sito del World Economic Forum, che ha una bella sezione sul tema donne, il #gendergap #calculator (che calcola rispetto a paese ed età quando sarà raggiunta parità di genere) e ho scoperto con disappunto che avrò 216 anni quando sarà chiuso questo divario.

 

E’ vero, è decisamente il tempo il bene più scarso.

Keep moving!

 

Isabella Falautano

Direttore Comunicazione e Relazioni Istituzionali AXA

Consigliere Valore D

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