La primavera di Milano non è mai stata così colorata – Nati Per

La primavera di Milano non è mai stata così colorata

11 Apr 2017

Grazie soprattutto al giardino di tulipani creato da due olandesi alle porte della città e che si estende per un ettaro. Qualcosa di più di un sogno realizzato, un vero e proprio miraggio urbano che lascia senza fiato e ha già attirato migliaia di turisti. Non è la prima volta, del resto. Quella dei tulipani è infatti una storia che viene da lontano.

Il nome deriva dal turco “tullband“, ovvero copricapo, turbante, probabilmente per via della caratteristica forma di questo fiore. Secondo una leggenda persiana, il tulipano nacque dalle gocce di sangue di un giovane ragazzo, suicidatosi in seguito ad una terribile delusione amorosa. Anche ne “Le mille e una notte” il tulipano viene associato all’amore: il sultano lasciava cadere un tulipano rosso ai piedi di una delle donne dell’harem per indicare quale fosse la prescelta, per passare  la notte.

E’ nel XVI secolo però che il tulipano ottenne una popolarità mai vista prima in Turchia durante il regno del sultano ottomano Solimano il Magnifico, che lo fece esportare prima a Vienna, dove non fu apprezzato, quindi  in Olanda e Inghilterra, dove l’enorme richiesta negli anni a venire portò il prezzo dei bulbi alle stelle trasformando il tulipano in un vero e proprio status symbol, non solo per l’altissimo valore decorativo ma anche per quello gastronomico. Nella prima metà del 1600, il governo dovette imporre dei prezzi fissi per la vendita. Quando i tulipani arrivarono in Olanda dalla Turchia, i ricchi mercanti furono i primi a spendere cifre esorbitanti per procurarsi i bulbi: in poco tempo i tulipani costituivano le principali coltivazioni delle pianure olandesi. Per incrementare le vendite i commercianti commissionarono il primo catalogo pubblicitario della storia con disegni e descrizioni in latino. Una volta che il tulipano divenne alla portata di tutti venne introdotto il concetto di “edizione limitata”: nel 1624, una particolare specie di tulipano fu venduta per il valore del palazzo più importante di Amsterdam, spingendo i mercanti ad ipotecare i propri beni per poter comprare e rivendere i bulbi.

La situazione sfuggì rapidamente di mano. Comperare bulbi divenne una malattia, il commercio di tulipani stava entrando in una fase molto pericolosa perché venivano scambiati non più stagionalmente, ma tutto l’anno e il seme di questo fiore impiega 7 anni per germogliare, un investimento a lungo termine che non si confaceva a chi voleva guadagnare molto e subito.

Nacque così il mercato dei “futures” dei bulbi, il mercato dei contratti a termine che in Olanda veniva chiamato “commerciare al vento” a causa del suo alto tasso di rischio. Improvvisamente, però, proprio come era sbocciata, la primavera dei prezzi folli dei tulipani un giorno finì senza avvisare. E il mercato crollò, per i prezzi troppo alti: chi aveva ipotecato le proprietà di una vita perse tutto oppure fu costretto a svendere rimettendoci fortune. La “bolla dei tulipani” è un classico della storia finanziaria mondiale ed è stata oggetto di discussione agli inizi del XXI secolo in relazione all’emergere di fenomeni finanziari simili, come la crisi dei mutui subprime, che peraltro, esplosa su scala locale, è stata all’origine di disastri su scala economica globale. Nel film Wall Street – Il denaro non dorme mai, diretto da Oliver Stone nel 2010, il protagonista Gordon Gekko parla estesamente della bolla dei tulipani in relazione alle cause della crisi economica del 2008.

Ma tornando ai tulipani, è un fatto certo che abbiano sempre affascinato moltissime persone, tanto che ogni anno in Olanda nel periodo di fioritura si registrano delle vere e proprie ondate di turisti da tutto il mondo interessate a visitare le piantagioni sconfinate delle pianure olandesi. Ed è proprio una coppia olandese che ha deciso di portare i campi del proprio paese alle porte di Milano: Edwin e Nitsuhe che hanno aperto un tulip u-pick field (un giardino di tulipani aperto al pubblico in cui comprare e raccogliere i fiori) chiamandolo Tulipani Italiani a Cornaredo. In poco più di un ettaro ci sono più o meno 250.000 tulipani di 185 varietà. Anche se l’anno prossimo è sicuro che la manifestazione sarà più articolata, mostrandosi uno dei modi migliori per riqualificare una zona periferica attraverso l’utilizzo sostenibile del territorio. Una volta “sfiorito” infatti il campo verrà affittato e utilizzato per altre coltivazioni prima della prossima fioritura di tulipani.

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