La terapia assomiglia a un gioco, ecco come si combatte contro le malattie dei bambini – Nati Per

La terapia assomiglia a un gioco, ecco come si combatte contro le malattie dei bambini

16 Mar 2016

Tog, Fight the Stroke e Read Runner ecco come la ricerca e l’utilizzo di nuove tecnologie portano a un miglioramento delle cure, della salute e del benessere delle persone

Aiutare le persone a stare meglio. I progetti di chi vuole proteggere le nuove generazioni passano da qui. Ne sono un esempio le storie dei medici, dei fisioterapisti, dei volontari di Tog che ogni giorno curano bambini affetti da malattie neuromotorie grazie a macchinari costruiti con stampanti 3d. Ausili completamente personalizzabili che fanno assomigliare la terapia a un gioco.

La fondazione, che nel 2014 ha vinto la prima edizione di Nati per proteggere, da tre anni si occupa di 107 bambini sostenendo anche le loro famiglie. Le malattie con cui hanno a che fare gli specialisti sono difficili da curare eppure non mancano le dimissioni di pazienti: 12 bambini con problematiche cognitive complesse grazie a un percorso adeguato, sono riusciti ad avere un potenziamento risolutivo.

Fight the stroke, l’associazione di aiuto a tutti i bambini vittime di ictus prenatale

La ricerca e l’utilizzo di nuove tecnologie possono portare a un miglioramento delle cure, della salute e del benessere delle persone. E’ quello che è successo a Mario, che quando ancora non era nato, è stato colpito da ictus. Un colpo terribile per mamma Francesca e per papà Roberto che da allora hanno cominciato a combattere per vincere la malattia grazie alla ricerca, alla riabilitazione e all’uso della tecnologia. Così è nata Fight the stroke, l’associazione di aiuto a tutti i bambini vittime dell’ictus e alle loro famiglie. Obiettivo fondamentale di Fight the stroke è quello di favorire la ricerca di terapie disruptive, proprio come quella che sta seguendo, con ottimi risultati, il piccolo Mario.

Read Runner la piattaforma che aiuta a curare la dislessia

Non solo innovazione nella ricerca, la tecnologia può anche essere utilizzata come software per tenere sotto controllo patologie e curare disturbi gravi. Lo sanno bene Maria Gabriella Brodi, Eyal Fried e Remo Richetti che qualche mese fa grazie a Read Runner, hanno vinto Impact Hub Fellowship on e-Health, il premio lanciato da AXA Italia con Impact Hub Milano. Read Runner è una piattaforma mobile che aiuta a curare un disturbo che colpisce il 10% della popolazione: la dislessia.

L’applicazione si presenta come un gioco e riproduce un ecosistema terapeutico e coinvolgente attraverso il quale pazienti, terapeuti, genitori e insegnanti possono connettersi e collaborare.Read Runner ha ricevuto 20mila euro, un periodo d’incubazione di nove mesi in Impact Hub Milano e una settimana di cosiddetto business boosting a Parigi con un team di esperti di AXA Strategic Ventures.

Non ci sono ancora valutazioni.
Attendere per favore...

L'autore del post