L’assicurazione di domani sarà InsurTech – Nati Per

L’assicurazione di domani sarà InsurTech

23 Ott 2016

Il settore assicurativo è entrato in una fase di profonda trasformazione, i modelli tradizionali sono messi in discussione dalle numerose startup Insurtech – circa un migliaio dalla mappatura di Venture Scanner – che si sono affacciate sul mercato assicurativo raccogliendo più di 16 miliardi di dollari in questi anni e dalle stesse Compagnie di Assicurazione.

Credo che vedremo un settore assicurativo molto differente nel medio periodo, ma considero solo una provocazione quella di mostrare la fotografia di un neonato presentandolo come l’ultimo intermediario oppure l’ultimo cliente ad aver acquistato una polizza assicurativa. Sono convinto che le Compagnie di Assicurazione abbiano la possibilità di rimanere rilevanti anche in futuro, o di esserlo ancora di più di oggi, ma queste compagnie saranno delle InsurTech, ovvero player in cui la tecnologia sarà l’enabler fondamentale per il raggiungimento dei propri obiettivi strategici.

La portata di questa trasformazione digitale va molto al di là di una lettura in chiave distributiva e di scomparsa del “middle man”. In primo luogo perché si sta dimostrando come, nonostante esistano da tempo numerose offerte, il canale diretto digitale sia dominante solo in pochi mercati e riguardo alle sole coperture obbligatorie, mentre nella gran parte dei mercati il consumatore abbia una spiccata tendenza alla multicanalità, continuando – con pesi e sfumature diverse paese per paese – a preferire in alcuni step del suo customer journey l’interazione con un intermediario. La portata della trasformazione digitale del business assicurativo in realtà è molto più profonda e riguarda tutte le fasi della catena del valore assicurativa dall’underwriting ai sinistri.

Non è pensabile per un player del settore assicurativo – che sia un Riassicuratore, una Compagnia o un intermediario – non porsi oggi la domanda di come ripensare la propria catena del valore sfruttando il potenziale delle nuove tecnologie. Innumerevoli sono le tecnologie rilevanti per il settore: Cloud, IoT, Big data e Advance Analytics, Quantum computing, Artifical intelligence, Autonomous Agents, Droni, Blockchain, Realtà Vituale, Autonomous Car… solo per citarne alcune.

 

Il tema chiave per attivare il potenziale di queste tecnologie è avere un approccio strutturato che parta dall’identificazione degli use case che concretamente possano essere utili per il raggiungimento degli obiettivi strategici aziendali, che declini questi use case in modo da massimizzarne lo sfruttamento nella catena del valore assicurativa di ciascun player e solo come ultimo step si preoccupi della selezione del software/hardware oppure delle scelte “make vs buy”. La principale implicazione è che non esistono approcci “one size fits all”. Ogni player ha bisogno di progettare i propri use case, basati sulla propria strategia e le proprie caratteristiche specifiche.

 

Esistono oggi a livello internazionale molteplici approcci di mappatura delle iniziative InsurTech, io ho sviluppato un mio framework di classificazione basato su sei macro aree (Awarenss, Scelta, Acquisto; Utilizzo, IoT, e P2P). All’interno dell’insieme degli approcci IoT, anche definiti connected insurance, è possibile analizzare i telematics auto, che rappresentano lo use case InsurTech più maturo avendo già superato la fase di sperimentazione da parte delle innovation unit ed essendo diventati uno strumento presente nel lavoro quotidiano delle business unit assicurative auto. In quest’area l’Italia rappresenta la best practice mondiale: si trovavano nel nostro paese circa metà delle 10 milioni di auto connesse con una polizza assicurativa telematics esistenti a livello mondiale e secondo le analisi dell’Osservatorio Connected Insurance – think tank che ho creato insieme ad Ania e che raccoglie larga parte delle compagnie assicurative presenti in Italia – il mercato supererà i 6 milioni di polizze telematics alla fine di quest’anno.

 

Dall’esperienza telematics auto è possibile razionalizzare tre messaggi chiave riguardo l’innovazione del settore assicurativo:

  • La trasformazione non avviene in una notte. I telematics – prima di diventare un fenomeno rilevante e pervasivo nella strategia della gran parte delle compagnie operanti in Italia – hanno impiegato anni dalle sperimentazioni dei primi pionieri, seguiti con un approccio “me too” dai competitor, passando per l’esplorazione di differenti use case fino ad approdare alla fase di crescita dell’adozione che stiamo vedendo in questo periodo.
  • Le compagnie possono essere protagoniste della trasformazione. I telematics hanno permesso di arricchire la value proposition assicurativa al cliente aggiungendo servizi basati sui dati provenienti dalla black box. Recenti ricerche internazionali mostrano come questo trend di combinazione delle garanzie assicurative con piattaforme di servizi sia richiesto dai clienti e come le compagnie – grazie al patrimonio di fiducia di cui dispongono – sono considerate interlocutori credibili da cui ricevere questi servizi.
  • Se le compagnie non colgono questa opportunità lo farà qualche altro player. Ad esempio Metromile è una startup InsurTech, un distributore digitale che si è sviluppato una polizza auto telematics a consumo con una compagnia assicurativa che gli forniva underwriting capacity e in questi giorni – dopo aver raccolto circa 200 milioni di dollari di funding – sta acquisendo Mosaic Insurance. Metromile è la prima startup InsurTech ad acquisire una compagnia assicurativa tradizionale confermando anche nel settore assicurativo la previsione “software is eating the word”.

(Matteo Carbone per Newsroom)

Verso l’assicurazione del futuro:

insurance

Icons made by Flat Icon from www.flaticon.com

 

Non ci sono ancora valutazioni.
Attendere per favore...

L'autore del post