L’assicurazione è un’opera d’arte futurista – Nati Per

L’assicurazione è un’opera d’arte futurista

22 Set 2017

Dialogo tra Italo Carli, Managing Director AXA ART Italia, e Fabrizio Moretti, gallerista e Segretario Generale della Biennale Internazionale d’Antiquariato di Firenze.

“Italo non ti sento bene, sono in galleria” esordisce al telefono la voce di Fabrizio Moretti. Non è la galleria che uno si aspetta ovviamente (la sua Galleria, fondata a Firenze quando aveva solo 22 anni) ma una più banale galleria autostradale. Finita la galleria, tornato il segnale, Moretti inizia a parlare della Biennale Internazionale d’Antiquariato di Firenze, di cui lui è Segretario Generale e AXA ART partner:

Quest’anno più che mail la storia della Biennale è la storia di un progetto di successo: un progetto che quest’anno arriva alla trentesima edizione, con alle spalle cinquantotto anni di storia. Oggi la Biennale è la prima grande mostra mercato in Italia, la seconda in Europa dopo il TEFAF di Maastricht.

Italo Carli: Per i trent’anni ci aspettiamo grandi novità: Matteo Corvino, Urs Fischer …

Fabrizio Moretti: Esatto, abbiamo deciso di affidare a Matteo Corvino il nuovo allestimento di Palazzo Corsini, per regalare agli spazi un nuovo vestito, più moderno. Quest’anno inoltre avremo due opere di Urs Fischer esposte nell’arengario di Piazza della Signoria. È un segno di dove la Biennale vuole andare e della sua apertura al contemporaneo.

Non ultimo, tra le opere esposte in Biennale, le più recenti saranno datate 1989.

IC: Una Biennale molto aperta al dialogo, quindi. Qual è la tua ricetta per mescolare innovazione e tradizione?

FM: Penso che mescolando le cose a volte si facciano dei danni. È un grande risultato che Firenze, nell’immaginario collettivo culla dell’antico in Italia, si apra al dialogo con l’arte contemporanea. Più che mescolare antico e contemporaneo, si tratta di far emergere il fil-rouge che accomuna opere d’arte distanti nel tempo e nello spazio..

IC: Del resto, come diresti tu, “l’arte è sempre contemporanea”.

FM: Sono completamente d’accordo.

IC: Anche se, parlando da assicuratore, so per esperienza che assicurare un’opera d’arte contemporanea è molto più difficile che assicurarne una antica.

L’assicurazione d’arte oggi deve mettersi continuamente in gioco davanti a nuovi materiali, performance, cambiamenti di gusto, strategie di mercato, senza temere il cambiamento.

Il business assicurativo è un po’ futurista, a pensarci bene. Come vedi questo parallelismo tra arte e assicurazione?

FM: A volte si dice che comprare un’opera d’arte è come comprare un’assicurazione sulla vita. Insomma, se l’assicurazione fosse un quadro, sarebbe un’assicurazione comprarlo!

Punteggio: 3.8. da 4 valutazioni.
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