L’aumento dell’inquinamento può provocare disastri naturali, la ricerca sul rapporto tra Monsoni e Aerosol – Nati Per

L’aumento dell’inquinamento può provocare disastri naturali, la ricerca sul rapporto tra Monsoni e Aerosol

08 Giu 2016

Riccardo Biondi si definisce un freelance researcher, lavora all’Istituto di Scienze dell´Atmosfera e del Clima (ISAC) del CNR e si occupa di cambiamenti climatici. AXA Research Fund ha deciso di finanziare interamente il suo progetto di ricerca sull’impatto dell’Aerosol atmosferico sui Monsoni perché come sostiene Biondi: “Soltanto conoscendo i rischi ai quali andiamo incontro possiamo provare a prevenirli”.

#Cambiamenticlimatici: può spiegarci in cosa consiste il suo progetto di ricerca?

L’obiettivo della mia ricerca è capire quali processi determinano il Monsone asiatico. In particolare studio il rapporto tra Monsone e Aerosol atmosferico, ossia le particelle sia naturali (come quelle prodotte dallo spostamento della sabbia) che prodotte dall’attività umana (come quelle derivanti dall’inquinamento atmosferico), che contribuiscono alla formazione delle nubi e del pulviscolo atmosferico. Fino a poco tempo fa i due fenomeni non erano messi in correlazione, ora si è visto invece che potrebbe esserci una relazione ben precisa tra l’aumento delle particelle nell’atmosfera e l’intensificarsi dei Monsoni. Secondo la mia ricerca gli Aerosol influenzano la formazione del Monsone, si è visto infatti che negli ultimi anni all’aumento dell’inquinamento, e quindi della presenza di Aerosol in atmosfera, nelle zone dell’Asia Centrale si è accompagnato un aumento della potenza delle piogge. Quello che sostengo e che voglio dimostrare è proprio questo: la distribuzione delle piogge in queste zone e la loro variazione è correlata all’aumento degli Aerosol nell’aria.

Perché un fondo di ricerca legato a un’assicurazione come AXA finanzia il suo progetto? Quanto può fare la #ricerca per cambiare il mondo?

La ricerca è fondamentale, soltanto conoscendo un fenomeno si può cercare di prevenirlo e prevedere disastri ambientali di dimensioni enormi. E’ importante che un progetto di ricerca sia seguito dall’inizio alla fine e che i finanziamenti accompagnino tutta la fase di studio e di lavorazione ed è importante che il team di ricerca stesso sia in grado di gestire bene il denaro ricevuto per arrivare a risultati concreti.
Nel mio caso AXA ha creduto nel progetto perché è una società che guarda al presente e al futuro, a quelli che saranno i pericoli e i rischi cui andremo incontro. Se si pongono le basi per prevedere le calamità che potranno toccare il pianeta nei prossimi anni, si potranno proteggere meglio città e abitanti.

#Nuovegenerazioni e #nuovirischi: A quali nuovi rischi andremo incontro nei prossimi anni? Come possiamo difenderci?

I rischi sono innumerevoli e provengono soprattutto dal cambiamento climatico; eventi atmosferici estremi come cicloni e uragani hanno sviluppato una tendenza all’aumento in questi ultimi anni e questo è sintomo che non possiamo ignorare l’importanza del problema. Un altro fenomeno in aumento sono le isole di calore urbano, zone in cui si sviluppa un caldo intollerabile per l’uomo che causa numerosi decessi. Tutti questi eventi catastrofici sono correlati anche allo sfruttamento del territorio da parte dell’uomo. Fondamentale è conoscere quello che dobbiamo combattere e la ricerca può arrivare a comprendere e prevedere questi fenomeni. Ci sono poi studi di ricerca che tentano di trovare soluzioni ai danni già subiti. Sono gli studi della geo ingegneria climatica e riguardano per esempio in sequestro della CO2 nel sottosuolo o la costruzione di uno specchio di protezione da inviare nello spazio. Non si può però guardare a queste tecniche come a delle soluzioni al problema, ognuno di noi può impegnarsi nel proprio piccolo a produrre meno inquinamento anche se la maggiore spinta deve provenire dalla politica.

Nati per è il contest di Axa Italia che cerca idee e progetti di innovazione sociale. Cosa aggiungerebbe all’hashtag #NatiPer per completarlo?

Per me la parola che completa l’hashtag è conoscenza. Siamo #Natiper conoscere, senza studio, senza ricerca, non saremmo in grado di progredire. In particolare credo che sia fondamentale partire dalla conoscenza delle vere esigenze delle persone.

 

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