Le 5 letture per l’estate sul tema cultura – Nati Per

Le 5 letture per l’estate sul tema cultura

29 Lug 2016

Cinque titoli da scegliere, diversi, alcuni ormai tradizionali, altri appena usciti. Tutti, però, con un grande significato che aspetta solo di essere scoperto.

Leggere non è soltanto uno svago ma l’unica possibilità per aprire la nostra percezione della realtà e delle possibilità del pensiero. Ogni libro infatti è come la vita. Contiene riferimenti a mille altri libri, ad esperienze personali e impersonali e quindi, attraverso la lettura, si accede a un condensato di saggezza che il nostro cervello, ma soprattutto il nostro cuore, recepisce ed elabora in informazioni e sensazioni preziosissime, che altrimenti non potremmo avere a disposizione. Ecco quindi perché i classici sono classici: perché raccontano le cose fondamentali dell’uomo (e della donna, ovviamente) che vanno di là del tempo e dello spazio. E aiutano a viver e meglio anche solo perché rendono più consapevoli. Presentiamo cinque titoli da scegliere, diversi, alcuni ormai tradizionali, altri appena usciti.

Tutti, però, con un grande significato che aspetta solo di essere scoperto. Buone vacanze!

Il passeggero del Polarlys – Georges Simenon, Adelphi

Il capitano Petersen ha sentito subito che a bordo del Polarlys c’era qualcosa che non quadrava, ancor prima che, in una nebbia glaciale, la sua nave da carico lasciasse Amburgo diretta in Norvegia. Non gli piaceva quell’olandese di diciannove anni che la compagnia gli ha mandato come terzo ufficiale, e nemmeno il vagabondo che il capo meccanico ha raccattato sul molo. E che fine ha fatto uno dei quattro passeggeri? E dove si nasconde il clandestino che l’unica passeggera – un’esile, biondissima ragazza “dalle movenze lascive”, con un lungo bocchino di giada fra le labbra – sostiene di aver intravisto? Ma, soprattutto, perché e da chi è stato ucciso il consulente di polizia tedesco salito a bordo all’ultimo momento?

L’isola di Arturo – Elsa Morante, Einaudi

Vinse il Premio Strega del 1957. Ma non è un vero romanzo, piuttosto un romanzo sul romanzo, una metafora del viaggio come termine primo e ultimo dell’esistenza, che nel viaggio appunto trova il suo senso più profondo. Elsa Morante non parla di un’isola reale, ma dell’ isola come origine,  come nido, come luogo protetto e atavico che è dentro di noi e da cui partiamo – o non partiamo – per esplorare l’ignoto, ovvero il mare che circonda le nostre vite. Una lettura che riporta la vita alla sua profonda realtà, quella di un viaggio senza destinazione.

Una storia semplice – Leonardo Sciascia, Adelphi

Sembra un giallo ma in realtà è un trattato sulla giustizia in Italia, che spesso non può condannare i veri mandanti. Un libro sapienziale e magistrale, che fa riflettere sulle condizioni dell’attualità e della storia del nostro paese insegnando a non lasciare mai la presa e a non far calare l’attenzione sulle ingiustizie. Ideale per chi non l’ha letto ma continua a indignarsi e a dire: “Non ci sto”.

L’amica geniale – Elena Ferrante, E/O

Rappresenta il seguito dell’amica geniale, dove si raccontano i giorni dell’infanzia e dell’adolescenza di due ragazze napoletane, Lila e Lenù, la loro amicizia e le loro disavventure in un quartiere povero e cattivo negli anni del Boom. Un benessere, quello delle giovani ragazze, volute e conquistato ad ogni mezzo. Anche in questo sequel c’è il rapporto tra le due amiche, fatto di affetto, emulazione, rifiuto, attrazione nelle nuove prove che la vita gli riserva. Lila si sposa prestissimo, con un giovane dal passato e il presente oscuro, creandosi una vita dove violenza e ricchezza fanno a pugni, mentre Lenù continua invece la carriera scolastica, sperando nella costruzione di un future diverso, nobile e pulito. Ma la vera competizione è fra di loro, per chi riuscirà ad uscire prima dalla vita che entrambe odiano.

Il deserto dei tartari – Dino Buzzati, Mondadori

Un libro da rileggere più volte, nella vita. Il capolavoro di Buzzati e forse uno dei vertici del Novecento letterario italiano. Nato nelle stanze e nei giorni della sua lunga esperienza al Corriere della Sera, è una metafora o meglio una feroce allegoria sul potere, le gerarchie, i rapporti e soprattutto senso del tempo e la vita degli uomini, trascinati dal lento scorrere dei giorni, immutabili, in cui si tende a rimandare qualunque scelta che potrebbe turbare gli equilibri anche i più perversi. Un capolavoro.

 

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