Lo sport per inserire i giovani nel mondo del lavoro. Ecco che cosa fanno ActionAid, AXA e Fondazione Milan per i Neet – Nati Per

Lo sport per inserire i giovani nel mondo del lavoro. Ecco che cosa fanno ActionAid, AXA e Fondazione Milan per i Neet

30 Mag 2016

Intervista a Sofia Maroudia, COO di Action Aid Italia

Quando pensiamo ad ActionAid la mente corre immediatamente al dramma della fame nel mondo, ai visi scavati di bambini che non hanno di che cibarsi. ActionAid è questo ma non solo, infatti da anni si occupa anche di aiutare in Italia ragazzini e giovani adulti a reinserirsi nella società e può farlo anche grazie all’aiuto di partner come AXA e AXA Cuori in Azione. “Con Lavoro di Squadra diamo una possibilità ai ragazzi di tornare sui banchi di scuola o trovare lavoro grazie allo sport”. Abbiamo chiesto a Sofia Maroudia, COO di ActionAid Italia, che cosa significa per una azienda non profit lavorare fianco a fianco con aziende profit e quali valori si possono trasmettere ai giovani grazie allo sport.

#Partner: Quali sono le principali differenze tra il mondo del profit e quello del non profit? Come dovrebbero venirsi incontro i due mondi nell’ottica di proteggere le nuove generazioni?

Profit e non profit vanno più d’accordo oggi che qualche anno fa. Sono due mondi che si stanno avvicinando sempre di più perché gli obiettivi delle aziende oggi sono diversi da quelli di 50 anni fa: le aziende non guardano più solamente a un profitto economico ma considerano valori come la sostenibilità, e la cura verso le generazioni future come asset su cui far convergere anche sforzi economici. D’altra parte anche le società non profit collaborano sempre di più con le aziende per sostenere progetti importanti. Crediamo molto nella triangolazione tra mondo profit, non profit e del pubblico per dar vita a progetti utili.

#Lavorodisquadra: Così è nata la collaborazione per lavoro di squadra. Può spiegarci in cosa consiste il progetto e quali risultati avete ottenuto?

Lavoro di squadra è un progetto che si è concentrato sui Neet, ragazzi tra i 16 e i 29 anni che non studiano e non lavorano e rischiano l’esclusione sociale. Per loro insieme ad AXA Cuori in Azione e Fondazione Milan, abbiamo pensato a un percorso di empowerment che puntasse su sport e educazione per aiutarli a tornare sui banchi di scuola o a trovare un lavoro. Ci siamo mossi nel quartiere Gratosoglio di Milano e abbiamo coinvolto 35 ragazzi e ragazze in un allenamento costante che riuscisse a far loro riprendere il ritmo lavorativo. Alla fine del percorso la metà di loro ha già trovato un lavoro. Ora ci auguriamo di poter proseguire coinvolgendo altri ragazzi e magari andando anche in altre città.

L’innovazione, penso alla robotica applicata all’agricoltura per esempio, può essere la chiave per sconfiggere la fame nel mondo? Che rapporto c’è tra #innovazione e ONG?

La tecnologia è fondamentale in moltissimi settori e sicuramente potrebbe essere un alleato importante per sconfiggere la fame nel mondo. Penso però che bisognerebbe concentrarsi oltre che sulla tecnologia anche sulla innovazione sociale. Penso per esempio a tutti quei progetti di Microfinanza che hanno contribuito a togliere da una situazione di indigenza molte famiglie. Inoltre sono convinta che il problema non sia fare in modo che nel mondo ci sia più cibo, il cibo è già sufficiente per tutti, tanto che ogni anno ne sprechiamo tonnellate. Il vero problema su cui lavorare è la distribuzione del cibo nel mondo. Per sconfiggere la fame bisogna partire da qui.

 

Quanto conta per voi la #sostenibilità? Secondo voi le persone sono pronte a cambiare stile di vita per adottarne uno più sostenibile?

Sicuramente qualcosa sta cambiando già ora, nelle persone c’è più consapevolezza, abbiamo più informazioni sui danni che può per esempio provocare lo spreco alimentare e credo che anche in Italia ci siano persone disposte a cambiare il proprio stile di vita, anche se ci sono modelli culturali difficili da combattere. Per questo contiamo molto sulle nuove generazioni. Con ActionAid lavoriamo in 500 scuole in Italia perché crediamo che fin da piccoli bisogna imparare a sperimentare i princìpi della cittadinanza attiva e comprendere che cosa significa diffondere i valori della partecipazione e dei diritti umani, combattere la fame nel mondo e gli sprechi alimentari. 

#Inclusione: povertà ed esclusione sociale si combattono anche con progetti legati allo sport. Da campionessa di badminton, in che modo pensa che lo sport possa essere una leva per l’inclusione sociale?

Credo moltissimo nel valore dello sport come leva per l’inclusione sociale. Nel progetto Lavoro di squadra abbiamo usato il calcio, e gli allenamenti bi-settimanali hanno effettivamente riabituato i ragazzi al ritmo scolastico e lavorativo portandoli anche a una maggiore consapevolezza delle proprie capacità. In Bangladesh invece abbiamo insegnato ai bambini a nuotare ed è fondamentale saperlo fare in un Paese soggetto a frequenti inondazioni. In Brasile organizziamo ogni anno lezioni di capoeira per recuperare i giovani delle favelas, sono momenti di aggregazione importanti in un Paese con così tante diseguaglianze sociali.

#NatiPer è il contest di AXA Italia che cerca idee e progetti di innovazione sociale. Cosa aggiungerebbe all’hashtag #NatiPer per completarlo?

Siamo #NatiPer realizzare il cambiamento. Come ActionAid crediamo moltissimo nel potere delle persone e siamo convinti che ognuno di noi può realizzare il cambiamento partendo dalla sfera personale. Quindi per me è questa la frase perfetta per completare l’hashtag.

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