Meglio innovare o ripensare? La risposta danese per migliorare il nostro modo di vivere, lavorare e comunicare – Nati Per

Meglio innovare o ripensare? La risposta danese per migliorare il nostro modo di vivere, lavorare e comunicare

10 Lug 2017

Come cambia il nostro modo di vivere, lavorare e comunicare in un mondo in rapida trasformazione? Grandi compagnie danesi come LEGO o Jyske Bank sono partite da una forte cultura aziendale per trovare la soluzione. E proprio AAhrus, seconda città danese per numero di abitanti e designata capitale Europea della Cultura 2017, è stata l’epicentro di un viaggio studio organizzato dall’Università della Svizzera Italiana per una riflessione aperta su come non ci sia trasformazione senza partire da cultura e identità.

Filo conduttore del programma è stata la parola RETHINK, slogan di Aahrus 2017, che in un certo senso va a sostituire il concetto di innovazione, considerato ormai inflazionato dai danesi. Questo ripensare, partendo da quanto di buono già esiste e cercando di alzare l’asticella, contraddistingue il pragmatismo dell’intera organizzazione dell’anno di Aarhus come capitale della cultura.

“Volevamo un grande evento di inaugurazione, ma un evento di team, con un concetto forte, non un evento con Madonna. Un evento che potesse coinvolgere le persone in modo attivo e reale.” Questa l’idea di Bent Sorensen, Head of Communication di Aahrus 2017.

E in effetti, l’inaugrazione è stata un successo di co-creazione, con decine di migliaia di persone coinvolte, che ha potuto contare sulla presenza della Regina Margherita II di Danimarca.

UNA BANCA DOVE TUTTO COMUNICA

Il ciclone rethink non coinvolge solamente le istituzioni e le attività culturali, ma anche le grandi compagnie private.

A partire da Jyske Bank, terza banca danese che vuole stabilire con i clienti una relazione fuori dall’ordinario. E per farlo parte dai propri dipendenti e da un quartier generale, quello di Silkeborg, dove Bo Ancher Christensen, Managing Director Operations esordisce con un significativo messaggio: “qui tutto comunica”. Dall’ingresso senza receptionist (la parola chiave è: fiducia), passando per la mensa, dove i piatti combinano cucina locale e salute, fino a una cura degli ambienti e dell’estetica difficilmente riscontrabile a livello internazionale.

Tecnologia, innovazione, ma anche tocco umano. Un concetto importante e chiaro espresso da parte di Erik Qvirin Hansen, Director Marketing & Communication: “ci sono cose per le quali non ci affidiamo e non ci affideremo a degli algoritmi: la cultura aziendale e i nostri valori, per esempio. Solo chi li condivide può rimanere con noi”.

Jyske Bank da più di 10 anni ha rivoluzionato il modo di fare comunicazione e marketing, dirottando le proprie risorse (e risparmiando denaro) per creare una media company interna e un canale televisivo, Jyske Bank TV, capace di produrre oltre 900 servizi nel corso del 2016, e che funziona come uno straordinario strumento di costruzione della cultura aziendale e della comunicazione integrata.

Per tutto questo e molto altro Jyske Bank è stata paragonata dalla stampa locale a un pesce gatto, capace di ossigenare ambienti poveri di ossigeno. Insomma, un agitatore del settore finanziario a beneficio dei clienti.

RIPENSARE e RIFOCALIZZARE: la storia di LEGO

Prima di tornare ad essere la compagnia ammirata da grandi e bambini, anche LEGO ha attraversato anni di forte crisi. Una crisi di profitti, ma soprattutto di identità. “We lost the brick” ha spiegato Tommy Jakobsen, Director Communication Management di Lego System A/S. Le persone hanno iniziato a perdere di vista quello che rendeva LEGO unica: il mattoncino. Una confusione dovuta a nuovi trend come la digitalizzazione e alle estensioni di linea (videogames, per esempio).

Il segreto per tornare al successo? ONE. ONE brick, ONE brand, ONE logo. Insomma, ripensare al futuro partendo dalla propria identità.

Oggi LEGO può permettersi di investire ogni anno per re-inventare se stessa e i suoi prodotti, per essere in cima alla lista dei desideri dei bambini. Non produce più prodotti digitali come negli anni ’90 e inizio 2000; piuttosto cerca di fare leva sulla digitalizzazione per stimolare la creatività delle persone e ispirarle, accompagnandole così nel processo d’acquisto.

Nel corso della visita alla sede, che sarà presto sostituita da un nuovo quartier generale che favorirà ancora di più la collaborazione e la creatività, anche una visita esclusiva: il museo LEGO, che ripercorre tutta la storia dell’azienda danese con orgoglio, con uno spazio privilegiato per gli errori strategici più eclatanti.

Il museo, sorprendentemente, non è aperto ai visitatori, ma è dedicato ai neo assunti, che possono così fare propri i valori dell’azienda sin dal primo giorno.

Creatività, identità, nuovi modi di vivere, lavorare e comunicare. La ricetta danese sembra chiara: rethink your limits!

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