Non-profit e aziende che fanno innovazione sociale sono fatte della stessa materia? – Nati Per

Non-profit e aziende che fanno innovazione sociale sono fatte della stessa materia?

17 Lug 2018

Che cosa significa fare oggi innovazione sociale? Partire dalle esigenze delle persone e metterle in primo piano cercando con il proprio lavoro di migliorare la società in cui viviamo. Lo sanno bene alcune startup che stanno lavorando in questa direzione. Se qualche anno fa se ne sentiva parlare meno, oggi sono molti i progetti che guardano in questa direzione. Dal drone pensato per trasportare sangue in zone difficili da raggiungere della startup Abzero, al master per aiutare i neo genitori a potenziare le loro soft skills del progetto MAAM, dalle startup che utilizzano materiali riciclati per creare oggetti di design, a quelle che hanno sviluppato app contro lo spreco alimentare. Si tratta di realtà che operano sul territorio italiano e che spesso vengono sostenute da business angels, incubatori, acceleratori o grandi aziende che credono che l’innovazione non possa non avere uno sguardo concentrato sui bisogni delle persone e sulla sostenibilità.

Spesso l’impresa a impatto sociale è confusa erroneamente con l’impresa non-profit, ma in realtà non è così: se è vero che la non-profit è solitamente ad impatto sociale, non è automaticamente vero il contrario. Anzi, è sempre più diffusa l’impresa a impatto sociale e for-profit, un’impresa che fa business, che genera valore e ricchezza, ma la cui missione è creare prodotti o servizi o modelli innovativi capaci di incontrare bisogni sociali e generare sviluppo economico. Guardando alle startup il dato interessante è che c’è una sostanziale uguaglianza del fatturato medio delle startup non a significativo impatto sociale e di quello delle startup a significativo impatto sociale

Lo studio Social Impact Outlook presentato qualche tempo fa da Tiresia – centro di ricerca del Politecnico di Milano – stima in 210,5 milioni di euro – che potrebbero salire a 400 in tre anni – i capitali disponibili per  l’impact investing, sono 627 le imprese sociali pronte ad accogliere investimenti. Tra queste ci sono cooperative sociali, imprese sociali ex lege, startup a vocazione sociale e società benefit.

In un contesto di questo tipo, un ruolo fondamentale per aiutare la domanda a emergere e collegarla ai capitali lo hanno gli incubatori d’impresa quelli che si occupano di startup impatto sociale.

In Italia ci sono molti incubatori che si occupano si startup sociale e lo ha certificato il Social Innovation Monitor, un gruppo di ricerca del Politecnico di Torino che ha svolto la prima analisi dell’innovazione e dell’imprenditorialità sociale avvalendosi della collaborazione di Italia Startup e del supporto di Cariplo Factory, Compagnia di San Paolo, Impact Hub Milano, Make a Cube3, SocialFare e Social Innovation Teams.

I ricercatori si sono occupati tra le altre cose anche di mappare gli incubatori/acceleratori di imprese innovative in Italia e individuare tra questi quali supportino startup a impatto sociale. Ne emerge un quadro che comprende molte realtà che operano in maniera ibrida, quelli focalizzati solo sul sociale sono meno di una decina localizzati prevalentemente in Lombardia e Piemonte.

Insomma se le startup che operano nel campo sociale e continueranno a crescere e a riscontrare l’interesse degli investitori il merito sarà anche degli incubatori oltre che delle aziende che continuano a sostenere queste realtà promuovendo contest e bandi in ottica di open innovation.

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