Non solo hoverboard. Perché il futuro della mobilità è sostenibile e integrato – Nati Per

Non solo hoverboard. Perché il futuro della mobilità è sostenibile e integrato

21 Dic 2016

Skateboard, monopattino, segway, hoverboard. Mezzi alternativi, futuribili e anche stranamente simpatici che sempre più si vedono sfrecciare nel traffico cittadino. Anche se la legge non permette di usarli se non in aree private, perché secondo il codice della strada, italiano come americano, si tratta di “acceleratori di propulsione”, dunque veicoli vietati sulle strade, i marciapiedi e le banchine pubbliche.  

Uscendo però per un attimo dall’aspetto normativo, e ragionando sul futuro della mobilità, è evidente che hoverboard & c. non sono semplici fenomeni di moda ma sintomi di una mobilità che sta cambiando, sia in termini qualitativi che quantitativi. Per questo ridurli a gioco da ragazzi, o a manie – a volte pericolose – da ecologisti integrali è un errore.  

Un dato per tutti sono le nuove soluzioni di mobilità pensate da soggetti come Google, o Apple, qualcosa di più degli hoverboard, ma non nel concetto. Le auto Tesla hanno come “progenitori” i monopattini a motore, le bici con assistenza e tutti i veicoli con propulsione alternativa. La forza di penetrazione di questi “concept mobility device” sta modificando il settore con una velocità e una pervasività mai vista prima. Al punto che per la prima volta da quando sono nate, le case automobilistiche tradizionali stanno rincorrendo quelle innovative, immaginando prodotti e servizi alternativi. Da un lato per integrare un servizio pubblico sempre più in difficoltà, alla luce dell’evoluzione dei bisogni, dall’altro per essere sempre più innovativi e sostenibili, senza per questo dimenticare i profitti. 

E’ il caso dell’Audi Innovation Lab, dove architetti, urbanisti, sociologi e ovviamente ingegneri studiano i problemi delle città e quindi della mobilità del futuro. O anche de MOIA, la nuova struttura di ricerca progettuale voluta da Volkswagen per presidiare i mercati delle auto elettriche e della guida autonoma. In ogni progetto c’è una traccia ideale dell’hoverboard: prodotti convenienti, semplici, innovativi proposti a un prezzo accessibile. 

Anche il piano normativo comunque dimostra che la mobilità alternativa è qualcosa di più di un progetto futuro. Basti pensare al cosiddetto “Decreto retrofit”, che dal gennaio 2016 regola la possibilità di trasformare un veicolo endotermico (cioè a combustione interna) in un veicolo elettrico senza la necessità di omologare nuovamente l’auto, ma solo aggiornando la carta di circolazione. Proprio come avviene per chi decide di impiantare un serbatoio di GPL o di metano.  

AXA Italia, innovation, mobilità del futuro, hoverboardLa riqualificazione elettrica può essere operata sia su un veicolo circolante che su un veicolo in fase di produzione. Riqualificare dà vantaggi a tutti, è una pratica di transizione che deve portare allo sviluppo della mobilità elettrica in un contesto urbano.  

C’è così un ultimo elemento chiave per decretare una mobilità davvero 4.0. Oltre a sostenibile, intelligente e integrata, dovrà essere anche connessa. Tutti i mezzi dovranno essere concepiti non come utensili da trasporto, ma come device integrati con le persone e le loro necessità fisiologiche prima che personali e professionali. Le statistiche aiutano: nel 2020 si stimano 80 miliardi di oggetti connessi nel mondo tramite 1200 satelliti. Così, grazie all’Internet delle Cose, la mobilità in particolare quella urbana più che pendolarismo o spostamento assumerà sempre più la forma di un vero e proprio dialogo, tra chi viaggia e l’ambiente che lo circonda, ma anche tra i vari oggetti che popolano e disegnano questo ambiente. 

In questa prospettiva, se davvero il sorpasso dell’elettrico sull’endotermico avverrà nel 2030, città come Londra e Singapore, ma anche New York, Berlino e Milano avranno oltre il 69% dei mezzi circolanti elettrici, sostenibili e intelligenti e la mobilità sarà un’alternanza di car sharing, car pooling e soluzioni miste pubbliche private, come quelle che, per esempio già collegano otto città della Germania grazie a Mercedes. 

Si tratta di immaginare un futuro dove le case automobilistiche non vendano più mezzi diversi per modelli, cilindrata e prestazioni, ma servizi in forma di soluzioni di mobilità. Soluzioni che incontrano i bisogni delle persone a seconda delle ore del giorno e della notte, dei week end e delle vacanze, delle stagioni e delle età. In questo mondo l’hoverboard, che in molti paesi tra cui l’Italia non può essere utilizzato in carreggiata, sui marciapiedi e sulle piste ciclabili, probabilmente non solo  avrà diritto di cittadinanza, ma diventerà la soluzione per alcuni bisogni di ragazzi ma anche di uomini e donne adulti.

L’hoverboard è il gadget a due ruote più desiderato a Natale, scopri di più su: http://www.unpostprotetto.it

 

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