Nuovi miti nuovi riti. La Quadriennale di Roma tra percorsi d’identità, Big Data e frontiere della creatività. – Nati Per

Nuovi miti nuovi riti. La Quadriennale di Roma tra percorsi d’identità, Big Data e frontiere della creatività.

13 Ott 2016

Altri tempi, altri miti. Torna il 13 ottobre la rinnovata “Quadriennale d’arte” di Roma presieduta da Franco Bernabè. E lo fa con una mostra dal titolo che omaggia lo scrittore Pier Vittorio Tondelli e che riflette sulle contraddizioni del nostro tempo, sospese fra espressione artistica e BIG DATA, formule di produzione innovative e pratiche espositive non convenzionali che si specchiano nella grande tradizione di mappare lo stato dell’espressione artistica

La scommessa della nuova Quadriennale è in realtà generazionale. Solo 11 curatori under 40 hanno selezionato le proposte più vive e fresche dell’arte contemporanea internazionale: 99 artisti e 150 opere tra installazioni, video, grafica, performance e arte figurativa.

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Sentimento, BIG DATA e nuove identità

Undici curatori per dieci sezioni espositive, selezionati da una giuria esterna di cinque esperti interdisciplinari. Novantanove artisti. Centocinquanta opere, di cui sessanta nuove, le altre quasi tutte realizzate negli ultimi due anni.

L’obiettivo è evidente: contribuire in maniera significativa a individuare e a valorizzare le espressioni più rilevanti dell’arte italiana dopo il Duemila, dare voce a una pluralità di linguaggi e sprigionare, grazie anche alle riflessioni aperte in campo assicurativo e artistico dai BIG DATA, le potenzialità delle nuove generazioni.

Forse il primo a parlare in maniera strutturata di rapporto tra numeri e loro visualizzazione artistica in maniera teorica fu Lev Manovich, nel seminale Linguaggio dei nuovi media, all’alba dell’avvento del digitale. Ma anche Italo Calvino anticipava i legami tra tecnica, computer e creatività, nelle sue Lezioni americane prefigurando velocità e leggerezza digitali come via privilegiata della creazione artistica del futuro.

Del resto se l’arte da forma a un sentimento è evidente che sempre più anche i dati riescono a farlo, visto che la massa di informazioni che vengono registrate online comincia a risultare molto significativo in moltissimi campi, dove l’emozione è sempre più presente assieme alle transazioni economiche, alla ricerca di amici e socialità e alla garanzia per la sicurezza dei propri cari e dei propri beni.

AXA e il ruolo dei dati nell’arte e nella vita

E’ anche la crucialità del rapporto tra arte e BIG DATA a fare da filo rosso alla partnership tra AXA Italia, AXA ART e Quadriennale.

Come tutte le rivoluzioni tecnologiche, infatti, i BIG DATA possono essere un immenso rischio/opportunità che sarà analizzato al Forum annuale di AXA, l’Italian AXA Forum, dedicato alle “Sfide dei dati” e previsto per il 25 ottobre prossimo appunto al Palazzo della Quadriennale di Roma.

La sfida è evidente: proprio come nell’espressione artistica AXA è convinta che il futuro dipenderà da come saranno usati i dati e dalle policy che verranno condivise. Uno dei problemi più grandi è il tema della privacy e del rispetto dell’identità.

Occorre prendere atto delle influenze delle nostre tracce digitali e del fatto che la mappatura degli influssi e delle possibilità che queste informazioni hanno di coesistere tra loro, organizzate da algoritmi sconosciuti, sono in grado di definire la nostra vita.

Una riflessione sull’innovazione del quotidiano

Creata su queste proposte, la 16a Quadriennale è concepita come una mappatura mutevole delle produzioni artistiche e culturali dell’Italia contemporanea ed è articolata in dieci sezioni espositive, ognuna delle quali approfondisce un tema, un metodo, un’attitudine, una genealogia che connota quelle produzioni.

“Gli approfondimenti proposti”, hanno dichiarato i curatori, “sono percorsi dalla tensione generata dal confronto tra le narrazioni istituzionalizzate dell’arte italiana del passato e lo sguardo a un presente in via di definizione, che appunto non è possibile qualificare se non come altro. La differenza emerge quindi come la condizione inevitabile sulla quale questa edizione della Quadriennale si edifica e diventa lo strumento di lettura offerto allo spettatore, invitato quindi a interpretare le sezioni espositive come incarnazioni di discorsi artistico-culturali in dialogo con il passato attraverso strategie di rilettura critica, innovazione e superamento”.

(Walter Mariotti per Newsroom; foto Ela Bialkowska, OKNOstudio)

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