Perché primavera era ieri (e non oggi). E cosa significa? – Nati Per

Perché primavera era ieri (e non oggi). E cosa significa?

21 Mar 2017

Ieri era primavera. O è oggi? Secondo la tradizione, infatti, la primavera avviene il 21 marzo, il giorno cioè in cui avviene l’equinozio di primavera, uno dei due giorni dell’anno in cui notte e dì hanno la stessa durata che segna il cambio di stagione. Perché è avvenuto un giorno prima? Perché le stagioni, che iniziano da equinozi e solstizi, dipendono dalla rivoluzione della Terra che è entrata in una determinata fase che durerà fino al 2102, anno in cui la primavera tornerà a iniziare il 21 marzo. Qualunque cosa sia accaduta ai suoi abitanti.

Equinozi e solstizi indicano quanto durano il giorno e la note e sono regolati dalla posizione della Terra nel suo moto di rivoluzione intorno al Sole. L’equinozio corrisponde ai momento in cui il piano dell’equatore celeste – proiezione dell’equatore sulla sfera celeste – e quello dell’eclittica – percorso apparente del sole nel cielo – si intersecano. Al solstizio raggiungono il massimo della distanza, e il Sole a mezzogiorno è alla massima o minima altezza rispetto all’orizzonte. Equinozi e solstizi non avvengono in un giorno ma in un istante preciso, il momento in cui astronomicamente inizia la stagione successiva quell’istante può variare di anno in anno sull’arco di un paio di giorni a causa della diversa durata dell’anno solare e di quello del calendario.

Equinozio deriva dal latino “aequinoctium“, composto da “aequus“, cioè “uguale” e “nox“, “notte”. Dopo l’equinozio di primavera il giorno, ovvero la parte delle 24 ore in cui c’è luce, nell’emisfero boreale si allunga in progressione fino al solstizio d’estate, cioè il giorno con le ore più lunghe dell’anno. Da quel momento in poi le ore di luce iniziano a diminuire lentamente girono dopo giorno per arrivare all’equilibrio con quelle dell’oscurità nell’equinozio d’autunno, e ricominciando ad aumentare solo con il solstizio d’inverno. Le stagioni si dividono dunque in due coppie. Estate e inverno iniziano nei giorni di solstizio, in cui le ore di luce sono rispettivamente al loro massimo o al loro minimo. Questo ovviamente vale per l’emisfero boreale, ovvero nella parte della Terra a nord dell’equatore, mentre nell’emisfero australe, la parte opposta del globo, le cose funzionano esattamente al rovescio.

Nel passaggio dall’inverno alla primavera, il nostro corpo è coinvolto da numerosi cambiamenti. Infatti, superata la stagione fredda, come nelle piante, anche nel nostro organismo, le energie si mobilitano nuovamente verso l’esterno, potenziando i processi di riproduzione e di rinnovamento. Con la ripresa della bella stagione, aumenta inoltre la sintesi delle proteine, quindi quella dei tessuti, come ossa, muscoli e pelle. Questo influisce positivamente sulla pelle e sui capelli che presentano un aspetto migliore rispetto alla passata stagione.

Migliora l’utilizzazione degli zuccheri a livello di singole cellule, mentre con il progressivo aumento della temperatura,  diminuiscono le esigenze energetiche. Gli intensi processi biochimici che avvengono nell’organismo impegnano particolarmente il fegato, responsabile della trasformazione e della sintesi di tutti i principi nutritivi.

I bruschi sbalzi di temperatura e la mutevolezza del clima stimolano la circolazione e accelerano il ricambio cellulare.

Secondo l’antica filosofia cinese del Feng Shui gli effetti della primavera sono il movimento, la leggerezza, la vitalità, l’espansione, l’iniziativa, la penetrazione. Un momento quindi favorevole a nuovi progetti, allo sviluppo ed al lancio di nuove idee, a prendere iniziativa per cambiare. Ovviamente le attività legate all’insegnamento, alla coltivazione delle piante, al rapporto con i bambini ed i più giovani, lo studio e l’apprendimento sono quelle più indicate. E’ un buon momento anche per liberarsi del vecchio, per fare pulizia, anche energetica, dei propri spazi:  particolarmente consigliati l’equinozio ed in generale tutto il periodo di luna crescente. Non solo I capelli e le unghie crescono più velocemente, ma anche l’umore ne è affetto, cambiando spesso e cercando nuovi equilibri tra conservazione e cambiamento.

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