Protezione, innovazione, sostenibilità. Come sarà l’America che verrà – Nati Per

Protezione, innovazione, sostenibilità. Come sarà l’America che verrà

10 Nov 2016

Dalle politiche per l’ambiente alle tasse per le imprese. Che cosa cambia negli Stati Uniti dopo l’elezione di Donald Trump

“Per repubblicani e democratici è arrivato il tempo dell’unione. Dobbiamo collaborare, lavorare insieme e riunire la nostra grande nazione. Ho appena ricevuto le congratulazioni di Hillary Clinton e io mi congratulo con lei. La nostra non è stata una campagna elettorale, ma un grande movimento”, ha detto Trump nel suo primo discorso dopo i risultati.  Così parlò Donald Trump, il 45° presidente degli Stati uniti d’America.

Ma come sarà l’America che verrà? E soprattutto, come sarà rispetto ai grandi temi della sostenibilità, dell’innovazione e della protezione? Dopo il fallimento di (quasi) tutte le interpretazioni di esperti e mass media, per rispondere è forse opportuno tener presenti le affermazioni del neo presidente e i suoi programmi annunciati, che probabilmente cambieranno in parte ma che sono, al momento, l’unico dato su cui si possa riflettere.usa1

Ambiente

L’ambientalista scettico. Se nel passato Trump aveva mostrato interesse e anche sensibilità per i temi di «global warning», da candidato repubblicano, anche se non riconosciuto, ha sposato la linea negazionista dei conservatori. Da presidente però le cose cambieranno, e molto. Per Trump quindi l’accordo di Parigi per rallentare l’aumento delle temperature sarà ancora in vigore, ma probabilmente non ci sarà la passione e lo sforzo dell’America che invece aveva caratterizzato la presidenza Obama. E’ molto probabile, così, che gli impegni presi per rendere meno inquinanti le centrali elettriche americane saranno dimenticati, mentre i parametri per rivedere le emissioni dei veicoli, che le case automobilistiche stanno già approntando, andranno avanti.

Commercio

L’idea di Trump sembra risalire alla dottrina Monroe, dove la frontiera e la fattoria – quindi in una parola l’isolazionismo – sono il punto di riferimento e il centro di gravità permanente dell’anima e della vita americane. Del resto è già ovvio che i trattati commerciali con l’Asia e l’Europa saranno difficili da riproporre, mentre l’accordo con il Canada e il Messico (NAFTA) esiste. Cambierà, invece, l’atteggiamento verso la Russia e soprattutto la Cina.

Diritti

Il nuovo presidente in campagna elettorale ha espresso posizioni che sono state discusse da femministe e attivisti di genere, che hanno spaventato lo star system e le università, ma è probabile che fossero solo metodi di comunicazione fondati sul paradosso.

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Esteri

Gli Stati Uniti d’America sono un luogo dove l’apertura dei ceti e la dinamica democratica, che esistono forse più che in qualunque altro luogo, fanno velo ad una complementare volontà di potenza altrettanto reale e autoreferenziale, rischiando così di trasformarsi continuamente nel loro rovescio. Ma proprio come l’ambizione universalista della propria filosofia politica è chiamata a rendere il conto con regolarità impressionante con le proprie vocazioni originarie, mistiche e profonde, che appunto sono la “frontiera” e “la fattoria”. Luoghi di protezione, innovazione e sostenibilità. Secondo lo storico David Polansky l’America si sente coinvolta nel mondo, si sente di dover garantire un ruolo universale ma solo per chiudere finalmente il capitolo della geopolitica e tornare a casa, “far tornare i propri ragazzi”.

Fisco

E’ una delle certezze di programma: Trump ridurrà le tasse sulle imprese, che sfiorano il 35%. Del resto sarà facilitato da accordi in parlamento già in essere, perché anche la maggior parte dei democratici è d’accordo. In ogni modo il presidente dovrà concentrarsi comunque sul debito pubblico, perché in campagna elettorale ha impaurito l’America sul rischio di esplosione, denunciata però anche da Obama e Hillary. Ma la contraddizione è evidente: tenere insieme queste due componenti e riportare ottimismo nel paese sarà la sua sfida più difficile.

Sanità

Durante la campagna elettorale Trump non ha nascosto il suo disaccordo con la riforma sanitaria di Obama, in linea con quanto da tempo chiede il partito repubblicano. Non è detto però che ci riesca perché sia il modello di sanità a cui pensa Trump che l’idea di prevenzione si scontreranno con una formula e una pratica che ormai ha fatto presa sia nella mentalità delle persone che nelle procedure ospedaliere e assicurative. Altro punto molto complesso.

(Walter Mariotti per Newsroom)

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