Pulire i mari grazie a un drone nato tra le montagne – Nati Per

Pulire i mari grazie a un drone nato tra le montagne

05 Apr 2017

Nasce tra le montagne del trentino ma è pensato per essere usato in fondo al mare. ArcheoROV è il primo drone acquatico low cost, comandato da remoto e made in Italy. Monitora lo stato di salute delle acque, individuando depositi di rifiuti, aree di smaltimento illegale, sversamenti ed è in grado di studiare il comportamento degli animali marini per ricerche sui fondali e documentari.

Il drone potrebbe essere una soluzione importante per cercare di controllare e ridurre la quantità di rifiuti, soprattutto plastica, che invadono i nostri mari e che stanno raggiungendo livelli preoccupanti.

È stato realizzato da WitLab, laboratorio innovativo che ha sede a Rovereto, in Trentino, nell’ambito di Progetto Manifattura, l’incubatore green di Trentino Sviluppo. I ragazzi del team che hanno sviluppato ArcheoRov puntano su un mercato molto ampio che va dai sub, agli appassionati di fotografia fino ai ricercatori che potranno sfruttare il drone per conoscere a fondo la natura subacquea.

shutterstock_613724549Uno strumento utile per la ricerca

“Abbiamo avuto le richieste più disparate” spiega Andrea Saiani, uno dei due ideatori. “Hotel sul mare, che vogliono usarlo per i clienti per esplorare scogliere e relitti, biologi, archeologi che lo useranno per ricerche sui fondali riducendo i costi e i rischi di missione, associazioni per la protezione dell’ambiente”. Tanti anche i fotografi e videomaker specializzati sul mondo acquatico che potrebbero cambiare il loro modo di lavorare.

Il drone, nasce non per caso sulle montagne del Trentino, infatti in origine doveva servire per esplorare i fondali dei laghi alpini. Obiettivo principale era anche quello di mantenere costi bassi, adatti a un uso anche dilettantistico dello strumento. Da qua l’idea di WitLab di realizzare, insieme a un gruppo di cinque studenti, un prodotto consumer da assemblare con facilità, acquistabile online.

Le caratteristiche

ArcheoRov può raggiungere una profondità di 100 metri, è controllato da terra da un computer o tablet via una boa wifi opzionale. Grazie al sistema open, basato su due protocolli di hardware open: OpenROV e BlueROV, amatori e addetti ai lavori potranno aggiungere strumenti come un PH tester, un termometro, scanner 3D di fondali e imbarcazioni, fotocamera ad alta definizione, sonar e via dicendo. Il prezzo a cui verranno venduti i primi modelli è di circa 2500 euro

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