Ritorno al presente. La Quadriennale d’arte contemporanea presenta Altri tempi, altri miti. – Nati Per

Ritorno al presente. La Quadriennale d’arte contemporanea presenta Altri tempi, altri miti.

06 Giu 2016
Un progetto fortemente voluto da AXA Italia e AXA ART.

11 curatori per 10 sezioni espositive, selezionati da una giuria esterna di 5 esperti interdisciplinari. 99 artisti, 150 opere di cui 60 inedite. Un calendario di eventi collaterali diffusi a cui hanno già aderito 25 realtà tra musei, fondazioni, gallerie private. Un roadshow all’estero con prime tappe la Biennale di Berlino e Art Basel. Il tutto per un budget di 2 milioni di euro, sostenuto in parte da sponsor fra cui AXA Italia e AXA Art, che per il ritorno dopo otto anni della Quadriennale di arte contemporanea di Roma, nell’autunno 2016, hanno voluto una partnership incentrata sulla valorizzazione delle nuove generazioni artistiche.
Un’idea che nasce da Art Basel 2016, di cui AXA Art è Partner Ufficiale, per culminare nel Forum annuale di AXA Italia. (Leggi anche “Altri tempi, altri miti. La prima mappa contemporanea dell’arte italiana”)

“Altri tempi, altri miti”, la mostra che inaugura la Quadriennale, è un progetto innovativo sia nei concetti espositivi che nei metodi. Fortemente voluta dal ministro dei Beni e delle Attività culturali Dario Franceschini, assieme al Presidente della fondazione Quadriennale Franco Bernabé, persegue con maggiore forza la presentazione al grande pubblico della produzione di arti visive contemporanee in Italia. Obiettivo: contribuire in maniera significativa a individuare e a valorizzare le espressioni più rilevanti dell’arte italiana dopo il Duemila, dando voce voce a una pluralità di linguaggi e sprigionando le potenzialità delle nuove generazioni. Un obiettivo non secondario sarà quello di promuovere la conoscenza dell’arte contemporanea italiana nelle scuole attraverso un’intensa attività didattica.

“Altri tempi, altri miti” s’inserisce nel mainstream dell’attualità, che con la Biennale di Venezia quest’anno ha lavorato sui concetti di margini, frontiere, inclusione. “Altri tempi, altri miti” è un’espressione che i curatori della mostra hanno preso a prestito dallo scrittore Pier Vittorio Tondelli (1955-1991), per condensare i presupposti contenutistici e strutturali di questa edizione. Tondelli la utilizza nel sommario della raccolta Un weekend postmoderno. Cronache dagli anni Ottanta, pubblicata nel 1990 e considerata da molti un’opera cult per le generazioni figlie di quel periodo. La raccolta offre una narrazione per frammenti dell’Italia, una vertiginosa sarabanda di viaggi attraverso la penisola, di cui sono colte le vibrazioni più nascoste così come i caratteri manifesti.

“Gli approfondimenti proposti nelle dieci sezioni della mostra sono percorsi dalla tensione generata dal confronto tra le narrazioni istituzionalizzate dell’arte italiana del passato e lo sguardo a un presente in via di definizione, che appunto non è possibile qualificare se non come altro. La differenza emerge quindi come la condizione inevitabile sulla quale questa edizione della Quadriennale si edifica e diventa lo strumento di lettura offerto allo spettatore, invitato quindi a interpretare le sezioni espositive come incarnazioni di discorsi artistico-culturali in dialogo con il passato attraverso strategie di rilettura critica, innovazione e superamento”.
Il percorso espositivo non si struttura in un itinerario predeterminato. Il visitatore potrà partire dalla centrale Rotonda che durante la mostra sarà animata da performance, incontri, proiezioni che sono parte integrante dei progetti espositivi di molti curatori ma è lasciato libero di iniziare la propria esperienza di visita da una qualsiasi delle dieci sale espositive.

16a Quadriennale d’arte
Altri tempi, altri miti
Palazzo delle Esposizioni
13 ottobre 2016 – 8 gennaio 2017

Non ci sono ancora valutazioni.
Attendere per favore...

L'autore del post