Robotics e Machine Learning: due gusti un po’ metallici – Nati Per

Robotics e Machine Learning: due gusti un po’ metallici

31 Mag 2018

Robotics con ganache alle fragoline di bosco

Il primo a parlare di robotica per le masse è stato lo scrittore Isaac Asimov, il padre delle tre leggi della robotica. Il termine però risale al 1920, quando un altro scrittore, Karel Čapek, lo utilizza nel significato di “lavoratore”. La robotica oggi è la scienza che si occupa dello sviluppo e della progettazione di robot, per diversi scopi tra cui quello industriale. La robotica nelle industrie viene introdotta nel 1961, quando la General Motors installa in azienda il primo braccio meccanico. Negli anni, le innovazioni nel settore portano le industrie ad avere sempre più necessità di robot per ottimizzare la produzione. La robotica umanoide, la realizzazione di robot che imitano l’aspetto e il comportamento umano, si sviluppa 10 anni dopo in Giappone, con Wabot-1, il primo robot antropomorfo della storia. La robotica oggi è uno dei settori crescenti della nostra industria. Secondo Ucimu (l’Associazione dei costruttori italiani di macchine utensili, robot e automazione), il nostro Paese ha registrato una produzione per 6,1 miliardi di euro nel 2017 e punta a raggiungere i 6,5 miliardi nel 2018.

Machine Learning e caramello salato

Machine learning, in italiano apprendimento automatico, è una serie di tecniche e studi che confluiscono verso lo stesso obiettivo: insegnare alle macchine a comportarsi in modo naturale come esseri umani o animali. Per riuscirci il machine learning insegna loro come apprendere in modo automatico dall’esperienza. Così nascono software che si migliorano dopo lo svolgimento di un compito sulla base delle nuove informazioni che hanno acquisito. L’espressione machine learning è stata coniata da Arthur Lee Samuel, uno scienziato americano, e poi ripresa da Tom Michael Mitchell, direttore del dipartimento Machine Learning della Carnegie Mellon University.

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