Società del rischio e globalizzazione. La sfida è aperta (e i Big Data sono protagonisti) – Nati Per

Società del rischio e globalizzazione. La sfida è aperta (e i Big Data sono protagonisti)

18 Ott 2016

Da molti anni, si parla di “società del rischio”, la faccia oscura e imprevedibile della generale incertezza che caratterizza e attraversa la società contemporanea. Filosofi, economisti e psicologi continuano a spiegare in modi diversi questa condizione, ma è un fatto evidente che tanto a livello generale – stati, principi, valori – quando individuale – quotidiano, speranze, progetti – la condizione che ci troviamo a vivere nella seconda decade del XXI secolo è profondamente diversa da quella di anche solo pochi lustri fa.

La necessità di considerare come indici di ricchezza di un paese fattori come le condizioni di vita materiale, il livello di sanità, l’educazione, le attività personali, la partecipazione alla vita politica, l’ambiente sono diventati di ordine comune, se non di buon senso.

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Molti fanno risalire tutto alla globalizzazione, che ha preso forma negli anni 90 del secolo scorso ma in realtà sarebbe solo la prosecuzione di un processo a lungo termine, quando le comunità premoderne di migranti si incontrarono. “La navigazione a vapore, per esempio, ha rivoluzionato i trasporti allo stesso modo o più incisivamente dell’avvento del trasporto marittimo mercantile su container e che la macchina da stampa, il telegrafo e il telefono sono state tecnologie dall’impatto tanto dirompente in quei momenti storici quanto quello di internet oggi. Niente di nuovo sotto il sole” ha scritto Moises Naim.

Ma le cose non stanno proprio così. L’ondata di globalizzazione presenta caratteristiche senza precedenti. L’accesso a internet riesce a trasformare le vite di un maggior numero di persone in un maggior numero di Paesi in modo più economico di quanto non si sia mai verificato prima, e il ritmo del cambiamento sta accelerando più velocemente di quanto si riesca a raccontare. Secondo lo stesso Naim “la globalizzazione attuale presenta inoltre tratti maggiormente individualistici rispetto a qualsiasi altra invenzione del passato. Il telegrafo fu utilizzato soprattutto dalle istituzioni mentre internet rappresenta uno strumento autenticamente personale che consente alle donne spagnole di trovare potenziali mariti in Argentina e ai teenager del Sud Africa di condividere file musicali con coetanei che abitano in Scozia”. Oggi insomma la velocità con cui è in grado d’integrare le attività umane in maniera spesso istantanea e quasi in assenza di costi induce nuove inquietudini e soprattutto nuovi rischi nell’economia, nella cultura in politica, nella medicina. I Big Data per esempio permettono soluzioni impensabili fino a pochi anni fa ma anche a conseguenze che l’umanità non ha mai sperimentato prima.

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E’ in questo orizzonte fluido che il ruolo degli stabilizzatori si trasforma. Stati sovrani ma anche istituzioni private, assicurazioni, grandi aziende da un lato sono chiamati a svolgere un ruolo di certificazione, attraverso le loro attività e i loro prodotti di costruzione di nuove soluzioni per spiegare e provare a restituire semplicità in un mondo che ogni giorno è denso di sfide.

Siamo in un’era nuova, con possibilità nuove e con problemi nuovi. Occorre adeguare la nostra capacità di risposta coinvolgendo soggetti nuovi e risorse impensate. La sfida è aperta.

(Walter Mariotti per Newsroom)

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