Solar Impulse 2, quando l’impossibile diventa realtà – Nati Per

Solar Impulse 2, quando l’impossibile diventa realtà

01 Ago 2016

Primo giro del mondo per un aereo che viaggia esclusivamente a energia solare. Frutto di sette anni di lavoro di un team di 80 persone e 100 fra partner e consulenti industriali, Solar Impulse 2 è il più grande e leggero aeroplano mai costruito.

Un viaggio straordinario, quello appena realizzato da Solar Impulse 2.
Il primo giro del mondo compiuto da un apparecchio che viaggia esclusivamente a energia solare, con batterie che lo fanno volare di giorno e si ricaricano durante la notte. Frutto di sette anni di calcoli, simulazioni, frustrazioni di un team di 80 persone e 100 fra partner e consulenti industriali, Solar Impulse 2 è il più grande e leggero aeroplano mai costruito. Ma anche una frontiera di conoscenza, che ha spostato i limiti raggiunti dall’uomo. E un laboratorio volante, dove accadono fenomeni destinati a cambiare per sempre la storia dell’umanità.

Bertrand Piccard, psichiatra ed esperto di mongolfiere, discendente di un’affascinante famiglia svizzera d’esploratori, è arrivato ad Abu Dhabi raggiante di soddisfazione. Pienamente condivisa dal suo compagno d’avventure e anche d’impresa, il copilota André Borschberg, un ingegnere e manager che fin dall’inizio ha condiviso e sostenuto un’impresa a cui nessuno credeva. “Si può volare senza inquinare”, era il sogno di Piccard e Borschberg. “E si può atterrare in aeroporti urbani senza disturbare i vicini con il rumore. Forse un giorno la gente dirà che tutto questo è partito dall’idea folle di fare il giro del mondo con un aeroplano a energia solare, e che gli effetti di quell’idea sono stati utili a tutti. Noi scommettiamo che nel giro di dieci anni vedremo aeroplani elettrici volare con cinquanta passeggeri a bordo su brevi o medie tratte”.

Scommessa vinta. Adesso arriva la parte più delicata

La scommessa è vinta, dunque. Grazie al coraggio, l’intuizione e la perseveranza del carattere di due pionieri che ricordano l’era eroica dell’aviazione civile. Volare senza inquinare è ormai dimostrato. E fare il giro del mondo senza lasciare le scie di condensazione, che impediscono all’atmosfera di raffreddarsi se diventano vere e proprie nuvole, è un fatto oggettivo. Però, adesso manca la seconda parte del sogno: trasportare persone in aria senza inquinare. L’esperimento di Solar Impulse 2 infatti ha portato solo due persone, quindi un peso ridottissimo. E sebbene la sua apertura alare sia quella di un Boeing 747 il peso della struttura è di sole 2 tonnellate, contro le 190 tonnellate dell’aereo di linea standard. Come risolvere l’equazione? E’ evidente che in questi termini realizzare la scommessa di Piccard e Borschberg diventa più complicato. Per un motivo tecnico.

Il problema della velocità e il ruolo del combustibile fossile

Solar Impulse 2 è infatti un’impresa particolare, che rinnova e fortifica il legame fra emozioni e scienza, fantasia ed esplorazione. Più che un aeroplano è un esperimento in volo, dove si provano a realizzare soluzioni tecnologiche innovative ai problemi dell’aviazione ma anche della vita quotidiana. Costruito totalmente in fibra di carbonio ha l’apertura alare di 63,4 che integra 12.000 celle fotovoltaiche che a loro volta alimentano quattro motori elettrici da 10 cavalli con energia totalmente rinnovabile. Durante il giorno le celle ricaricano le batterie al litio da 400 kg, che servono a far funzionare l’aeroplano di notte. Ma questi impianti fotoelettrici garantiscono una velocità massima di 75 chilometri orari, che per coprire il giro del mondo ha richiesto oltre 15 mesi e 17 tappe. Una velocità e delle condizioni impossibili da applicare ad aerei di linea tipo Boeing 747 oppure Airbus 380, capaci di trasportare da 250 a 500 passeggeri a una velocità che supera i 1000 chilometri l’ora.

Prossimo obiettivo: spostare il limite tecnologico in avanti

Esistono simili batterie? Purtroppo, al momento no. Ma il tema non è tanto la durata delle batterie, quanto la loro potenza. Allo stato attuale delle ricerche, l’unico combustibile in grado di sprigionare la potenza necessaria per soddisfare i requisiti di un volo di linea, ovvero la capacità di far viaggiare in aria una massa determinata ad una velocità costante e per un’autonomia standard, è garantito soltanto dal combustibile fossile. Altre soluzioni pratiche non esistono, se non a livello di studio, come gli esperimenti sulle alghe oleose che al momento però sono tenute in disparte dalla comunità scientifica perché sebbene interessanti non sembrano che possano riprodursi abbastanza velocemente per rendere industrializzabile il processo.

Questo è l’aspetto forse più importante dell’impresa realizzata da Solar Impulse 2, aver compreso che è necessario continuare a investire in ricerca per spostare in avanti il limite, per comprendere quali siano i problemi che sono disseminati nel percorso di sostenibilità dell’aviazione del futuro.

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