Solo l’arte può spiegare il mistero dei Big Data – Nati Per

Solo l’arte può spiegare il mistero dei Big Data

24 Ott 2016

Se in un solo minuto, in tutto il pianeta, vengono scambiati 20,8 milioni di messaggi su WhatsApp e 150 milioni di e-mail, se sono visti 2,78 milioni di video su YouTube, se sono effettuate 2,4 milioni di ricerche su Google, cosa resta dell’anima, della fantasia, della creatività? E’ una delle domande a cui cerca di rispondere l’Italian AXA Forum 2016, dedicato alla rivoluzione dei dati, centrale tanto per la società quanto per il settore assicurativo. Per farlo, fra gli altri nomi del panorama globale, AXA ha chiesto il parere di Adriano Attus, artista, direttore creativo del Sole 24 Ore ma soprattutto appassionato di numeri e di energia.

Deontologia, dinamica e passione

“Ogni giorno ho a che fare con i numeri. I dati che produciamo, grazie ad Internet, alla tecnologia, agli smartphone rappresentano un mercato che, ad oggi, vale 4 miliardi di euro in Europa e 15 miliardi a livello globale. Per me però il vero fascino dei dati è un altro: da questi dati, infatti, attraverso la correttezza professionale, una certa deontologia, è possibile effettivamente trovare delle dinamiche entro le quali andare a trovare le persone”. Del resto i dati rappresentano un’opportunità di crescita concreta per il Paese e suggeriscono nuovi scenari di prevenzione e protezione, sfidando i modelli di business tradizionali e presentando inediti dilemmi di natura etica, che verranno affrontati in una specifica sessione dell’AXA Forum.

Il segreto della personalità

“Trasformare questa grande mole di numeri, significa trasformarla in conoscenza e questa conoscenza trasformata di nuovo in sapere”, prosegue Attus, che ha disegnato anche il motivo artistico simbolo dell’AXA Forum 2016, e che con questo vuole lasciare un messaggio. “Nella grande mole di dati che ci circonda ogni istante, la personalità, il gesto, l’intonazione, la sfumatura della voce, diventa effettivamente un punto di forza nelle relazioni. E’ qui che si può vincere la prossima sfida, saper gestire i dati, in una chiave più umana”.

Assicurazione, certificatore di certezze

Un’idea ribadita anche dallo studio che AXA Italia ha affidato alla società Episteme. “Il ruolo delle assicurazioni diventerà centrale nel futuro dominato dai numeri e dai dati”, afferma Monica Fabris, “perché i device che usiamo ogni giorno, raccolgono dati involontari e spesso inconsapevoli che finiscono in un processo che è al di fuori dei nostri limiti e quindi, sebbene produca sicurezza e positività, effetti e risultati, può generare nuove paure. Di fronte a questo il ruolo delle assicurazioni è evidentemente culturale: sono i soggetti preposti, per la loro storia e la percezione che hanno sulla società, a capire, spiegare e gestire il fenomeno, provando a disattivare eventuali fantasma negativo. Erogatori di fiducia e di stabilità, in un mondo fluido e spesso difficile da comprendere”, conclude Fabris.

L’anima dei numeri

Il ruolo dei dati sta quindi cambiando. Se prima avevamo il dato inteso come fotografia della realtà, adesso stiamo passando al dato come mattone costitutivo, previsionale del futuro. “Non voglio dire che i numeri abbiano un’anima”, conclude Attus, “ma come le persone interpretano i numeri e come questi numeri arrivano alle persone, fanno si che questi numeri possano avere l’anima, il cuore, il cervello delle persone che li leggono, che li vedono, che li astraggono. Ecco io attraverso l’arte cerco di portare questa diversa percezione del numero verso le persone, in modo che possano comprendere effettivamente cosa ci sia dietro. Cerco di comunicare la complessità in cui viviamo e la grande mole di numeri e di dati che ogni giorno riempiono le nostre vite. Un piccolo contributo visivo per accompagnarvi nel grande mondo dei Big data”.

 

(Particolare da Cover art: Adriano Attus. Numerage – Prima Serie, Tav. #5, 2014, collage, 30×40 cm)

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