Sorpresa, la pet economy vince su moda e bambini – Nati Per

Sorpresa, la pet economy vince su moda e bambini

20 Lug 2016

Con un mercato del valore di 12 miliardi di euro, la pet economy vale più della moda femminile e delle spese per l’infanzia

E’ questo il giro d’affari della cosiddetta pet economy, l’economia legata agli animali domestici che sta prendendo sempre più importanza e volume nel modo avanzato, specialmente in Europa ma anche in America. E, sorpresa, perfino in Italia, dove il fenomeno è stato a lungo sottovalutato sia dai media che dagli istituti di ricerca. Secondo il Rapporto Assalco-Zoomark 2015 il mercato legato agli animali domestici, ma soprattutto al cane,  è in espansione verticale con una crescita di circa al 2,4% nel 2014.
Solo il mercato del pet food vale circa 1,8 miliardi di euro in valore e 544.000 tonnellate in volumi, in questo caso con gli alimenti per gatto a farla da padrone (il 54% del pet food, ovvero 992 milioni di euro contro gli 838 legati al cibo per cani).

Tra guinzagli, cibo e prodotti per la toeletta è boom del mercato degli accessori

Ma il dato forse più sorprendente è la crescita esponenziale dell’indotto degli accessori: +3,9% tra il 2013 ed il 2014 per un valore superiore a 66 milioni di euro. Altri studi, tra cui quello dell’Adoc compongono un quadro più sistematico. Tra cibo, visite specialistiche e complementi di toilette, la media della spesa annua si aggira per un gatto di 800 euro che arriva a 1.800 per un cane. Un incremento di quasi il 70% negli ultimi dieci anni, quindi del 7% all’anno. Prendendo in considerazione queste medie e calcolando la spesa per la durata, anche questa media, della vita dell’animale, si arriva alla cifra di 26mila euro per il cane e 9 mila. Si arriva così alla più sbalorditiva delle notizie, che segna anche un’importante inversione di tendenza o comunque una trasformazione degli stili di vita e di consumo della nostra società: il volume di scambi della pet-economy varrebbe oggi 12 miliardi di euro all’anno, l’equivalente dell’intero segmento della moda femminile italiana del 2015. Un dato che lascia perplessi, ma che impallidisce di fronte a quello della società americana, dove la spesa per cani e gatti è cresciuta in sette anni di quasi il 40% e risulta quattro volte superiore a quella per gli alimenti per bambini.

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