Stampante 3D e approccio maker per aiutare i bambini disabili: TOG e Opendot costruiscono “l’oggetto che non c’è” – Nati Per

Stampante 3D e approccio maker per aiutare i bambini disabili: TOG e Opendot costruiscono “l’oggetto che non c’è”

10 Mar 2016

La fondazione Together to go e il Fablab milanese danno vita a un progetto che dona un nuovo futuro a bambini affetti da gravi disturbi neuromotori.

I bambini con patologie neurologiche complesse hanno bisogno di ausili particolari per muoversi nel mondo, sedie, plantari, deambulatori e, tante volte, dell’oggetto che ancora non è stato inventato. “L’oggetto che non c’è” è un progetto nato dalla collaborazione di TOG – Together To Go, onlus che nel 2011 ha dato vita a un centro per la riabilitazione di bambini – e dei creativi del Fablab milanese Opendot. L’idea alla base del progetto è quella di utilizzare l’approccio maker per affrontare il tema della disabilità.Insieme, e grazie anche all’apporto di docenti e studenti della NABA e di Domus Academy, hanno lavorato alla costruzione di ausili in open source su misura per ciascun bambino, realizzati grazie alla stampa 3D.

“Tutto è iniziato dopo aver vinto 50 mila euro messi a disposizione da AXA Italia grazie al concorso Nati per proteggere 2014” – racconta Antonia Madella Noya, direttrice di TOG.  L’assegno è stato utilizzato per l’acquisto di due stampanti 3D, dei programmi per la progettazione e di tutti i materiali necessari per produrre ausili ortopedici tridimensionali personalizzabili e ridisegnabili su misura dei pazienti.L’idea era quella di produrre in casa strumenti riabilitativi. E proprio per questo è nata la collaborazione con Opendot”continua Antonia Madella Noya– “anche perché gli oggetti costruiti per i bambini non devono essere solo utili ma anche belli e adatti all’utilizzo da parte dei più piccoli” e in effetti molti di questi ausili che permettono ai pazienti di raggiungere una maggiore autonomia, sembrano più giocattoli che strumenti per disabili. C’è per esempio la “Custum seating”, una seggiolina a forma di cavallo a dondolo nata dallo studio di Niel Liesmons, studente belga dell’Università di Gent che ha dedicato al progetto la sua tesi di laurea. Oppure il sostegno per matite colorate che aiuta i bambini a disegnare. Tutti prototipi innovativi, personalizzabili, sostenibili economicamente ed ecologicamente (prodotti con filamenti biodegradabili di origine naturale) e modulabili a seconda delle necessità e delle caratteristiche dei bambini.

Una collaborazione, quella tra TOG e Opendot, che dimostra come sia possibile lavorare su prodotti unici, fatti localmente e costruiti per risolvere le necessità ogni volta diverse degli utenti. La prossima tappa è la progettazione di un software che consente l’acquisizione delle scansioni dei tutori in gesso per creare un modello che possa poi essere stampato in 3D e generi tutori molto più leggeri, lavabili e personalizzabili. Il software sarà a disposizione degli stessi operatori sanitari, che potranno costruire direttamente i tutori in autonomia.

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