TOG, aiutare i bambini con patologie neurologiche anche attraverso il gioco – Nati Per

TOG, aiutare i bambini con patologie neurologiche anche attraverso il gioco

22 Set 2016

Solo a Milano sono 750 i bambini con lesioni al sistema nervoso in lista di attesa per la riabilitazione. Per aiutarli e aiutare le loro famiglie qualche anno fa è nata TOG, acronimo di ‘Together to go’, una Fondazione interamente dedicata alla riabilitazione di bambini colpiti da patologie neurologiche gravi e complesse.

La nascita di TOG si deve all’incontro tra Neige De Benedetti e Antonia Madella Nojaavvenuto in Israele nello studio di Reuven Feuerstein, famoso psicologo cognitivo e padre di uno dei metodi più noti al mondo per la riabilitazione neurologica. Antonia Madella Noja è una allieva di Feurstein e da più di trent’anni lavora in Italia nell’ambito della riabilitazione delle patologie neurologiche infantili. L’entusiasmo con cui racconta il suo sogno di creare a Milano un centro avanzato per i bambini appassiona Neige che convince il nonno Carlo De Benedetti a finanziare la nascita della nuova Fondazione, che avrà il compito di realizzare il progetto

TOG è oggi un centro di eccellenza e riesce a dare una speranza ai piccoli pazienti con cure personalizzate e ausili speciali che assomigliano a giocattoli realizzati con la stampa 3D. “L’idea di investire nella stampa 3D è arrivata dopo aver vinto 50 mila euro messi a disposizione da AXA Italia grazie al concorso Nati per proteggere 2014” – aveva raccontato Antonia Madella Noya, direttrice di TOG.  L’assegno è stato utilizzato per l’acquisto di due stampanti, dei programmi per la progettazione e di tutti i materiali necessari per produrre ausili ortopedici tridimensionali personalizzabili e ridisegnabili su misura dei pazienti.Lo scopo era produrre in casa strumenti riabilitativi che potessero essere oltre che utili anche belli” e in effetti molti di questi ausili che permettono ai pazienti di raggiungere una maggiore autonomia, sembrano più giocattoli che strumenti per disabili.

In molti casi i bambini con patologie neurologiche sono nati prima del tempo. Negli ultimi anni la sopravvivenza dei pretermine è molto aumentata: si riesce a mantenere in vita neonati di 24-25 settimane. Il problema è che questi bambini spesso avranno gravi handicap neuro-psico-sensoriali. I piccoli completano la crescita dentro le termoculle dei reparti di terapia intensiva prenatale. In uno si questi che si trova nell’Unità operativa di Pediatria e Neonatologia dell’Ospedale San Raffaele di Milano, le famiglie dei prematuri insieme ad alcuni operatori, hanno dato vita all’associazione Intensamente coccolati onlus che si è impegnata in una ricerca per dimostrare  i benefici dell’ascolto della voce materna nel periodo di degenza nelle termoculle.

MAMIVOiCE, uno degli 8 finalisti dell’edizione di quest’anno di #NatiPer nasce proprio con questo scopo: mettere a disposizione dei reparti di neonatologia uno strumento che sia in grado di trasmettere le vibrazioni della voce materna avvicinando le sensazioni vissute dal bimbo prematuro a quelle che avrebbe sperimentato nell’utero materno se la gestazione fosse continuata fino al termine.

Vota il progetto di #NatiPer per i bambini prematuri: MAMIVOiCE

Uno studio effettuato presso l’UO di Neonatologia e Patologia neonatale dell’Ospedale San Raffaele di Milano su 160 neonati di età inferiore a 30 settimane o inferiori a 1500 grammi alla nascita ha dimostrato che un’assistenza “olistica” al neonato portava i prematuri ad essere autonomi nell’assunzione dell’alimentazione molto prima rispetto a quelli assistiti in modo standard. Da qui l’idea dell’Associazione Intensamente Coccolati Onlus di ricercare una soluzione in grado di far ascoltare ai neonati separati dalla madre la voce della mamma e dei familiari e l’ideazione di MAMIVOiCE, un sistema di vibro-traduzione che trasmette al bambino non solo la voce ma anche la vibrazione da questa prodotta.

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