Tornare a vedere grazie a una retina creata in laboratorio – Nati Per

Tornare a vedere grazie a una retina creata in laboratorio

06 Ott 2016

Un gruppo di scienziati dell’IIT di Genova sta lavorando a un pannello fotovoltaico che stimola i neuroni e restituisce la vista a non vedenti

Ritrovare la vista grazie alla tecnologia, sembra impossibile ma a quanto pare non lo è. La ricerca scientifica fa passi da gigante e malattie degenerative ritenute incurabili potrebbero non esserlo più tra qualche anno. Tenacia, studio e visione del futuro sono alla base del lavoro dei ricercatori contro la cecità. E i primi passi fanno ben sperare. La retina Hi-tech infatti ha già dimostrato di poter restituire la vista ai topi e presto potrebbe essere applicata anche sull’uomo.

Un gruppo di ricercatori dell’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova sta lavorando al progetto da qualche anno ed è riuscito a creare un minuscolo pannello fotovoltaico in grado di catturare la luce per stimolare i neuroni e restituire la vista alle persone. Guidati da Fabio Benfenati e Guglielmo Lanzani, i ricercatori sono riusciti a costruire un dispositivo in grado di sostituire i fotorecettori presenti nel nostro occhio.

 

La retina Hi-Tech

Funziona come un pannello fotovoltaico: grazie alle proprietà di conduzione e fotosensibilità del materiale organico, gli stimoli luminosi vengono raccolti e trasformati in segnali elettrici che raggiungono i neuroni della retina. La retina artificiale potrebbe cambiare la vita a persone affette da malattie degenerative come la retinite pigmentosa. Per questi pazienti esistono già delle protesi retiniche, ma si tratta di dispositivi che hanno bisogno di una piccola batteria e una videocamera esterna per funzionare correttamente. La retina creata dal team di IIT invece funziona senza bisogno di nessun ausilio esterno. Lo hanno dimostrato diversi test. Dopo aver costruito una cella fotovoltaica organica in grado di riprodurre la visione a tre colori dell’occhio umano, i ricercatori hanno testato che conservasse le sue proprietà in un ambiente ‘chimicamente‘ simile a quello biologico. Il passo successivo è stato la sperimentazione della protesi sotto retine degenerate prese da animali, i neuroni hanno manifestato attività elettrica in risposta a stimoli luminosi.

La sperimentazione sui topi

A questo punto il dispositivo è stato impiantato su topi affetti da una malattia genetica che causa la degenerazione della retina. Misurando la dilatazione pupillare e valutando la reazione comportamentale integrata, è stato possibile mostrare che i topi con la retina artificiale recuperano una sostanziale capacità visiva rispetto a quelli senza impianto. Il prossimo passo, prima di poter sperimentare questa tecnica sull’essere umano, sarà quello di effettuare dei test sul maiale, il cui occhio è estremamente simile per struttura e dimensione a quello umano.

Non ci sono ancora valutazioni.
Attendere per favore...

L'autore del post